Monthly Archive for November, 2007

Carpe diem, trote gnam

babbo_arrampica_big.jpgCome ogni anno, tornano i Babbi Natale che si arrampicano sui balconi delle case.

Ladri, approfittatene. E’ il momento giusto per comprarvi un costume da pochi euro e agire indisturbati anche in pieno giorno.

Poi la smetto…

…di ridere delle disgrazie altrui, promesso. Però come dicevo nel post qui sotto, a me pare che non ci state capendo un cazzo nemmeno voi.

Across the Beatles

Across the universeUn eventuale giudizio sul "film" Across the Universe sarebbe penalizzato da una trama abbastanza piatta, molto telefonata nello sviluppo quasi elementare delle ormai "classiche" vicende di ragazzi degli anni ’60 (la ribellione giovanile, il Vietnam, le delusioni, il riscatto emotivo/sentimentale…). La scontatezza della struttura quasi impallidisce di fronte alle costruzioni visive che raffigurano ognuna delle 33 canzoni dei Beatles disseminate nel film, tanto da venire trascinati praticamente senza volerlo oltre il livello cinematografico. Tutto si consuma in un’esperienza sensoriale, un abbraccio sonico a perle del ‘900 che, ogni volta, ti sciolgono il cuore in una pioggia colorata. Per i fan come il sottoscritto, è manna dal cielo che mi fa arrendere quasi subito: vorresti che ne cantassero ancora, tutte quante.

Manuale del buon barista

Imparerai ad ascoltare, ché una persona che ascolta veramente vale oro (e lo sanno bene gli psicanalisti).

Nell’era della comunicazione globale tutti hanno opinioni così ben ponderate e bene informate da rendere inattaccabili le trincee dei singoli punti di vista. Nell’era del cellulare con internet, un uomo non riesce ad aprirsi con la propria moglie. Mi racconta dello schifo che prova per se stesso, per il suo lavoro, il gigolò, giocherellando con il pezzo di lime nel cuba, alla fine mi ringrazia, dice che tornerà l’indomani ma prima di andare mi fa promettere di non rivelare la sua confessione a sua moglie e ai suoi migliori amici.

Nell’era del ‘salve‘ e ‘arrivederci‘ in ascensore, sarai un’oasi per le frustrazioni, per l’indifferenza su scala industriale, per un consulente famigliare che ha rotto con la fidanzata, per un manager che si sente solo. Avrai la pazienza di consolare con gli occhi i sogni infranti di un esperto di comunicazione che all’ingresso del bar, lascerà la giacca e la maschera che è costretto a portare ogni giorno.

Curerai sempre la tua apparenza, perché tutti sono influenzati dall’apparenza, soprattutto dalla propria. Non giudicherai nessuno, neanche dopo averlo conosciuto, perché non sta a te.

Ti troverai in disaccordo con molti di loro, ma ti accorgerai che tutti hanno qualcosa in comune, che siamo (stati) divisi solo dalla testa in su, dalla nascita in poi. Rimarrai te stesso, non cercherai una soluzione comune a tutto, ma cercherai di non anestetizzarti verso le opinioni altrui, ma di guardare nella stessa direzione, non uno contro l’altro.

Vedrai la frustrazione e la tristezza di uno skinhead, la superficialità di un alternativo, e viceversa. Toccherai con orecchio l’influenza che ha su tutti l’informazione e la percezione del mondo acquisita col poco tempo ed energie che il lavoro concede. Capirai che la cosa peggiore cosa che fa l’informazione non è di nascondere i fatti, ma di invadere le nostre discussioni, cercando di disporci come soldatini di plastica armati di opinioni preconfezionate; che la cosa peggiore che fa un lavoro che non ci piace non è di usarci, ma trasformarci anche dopo l’orario di uscita.

Imparerai nella quotidianità che tutti ci possono insegnare qualcosa e che tutte le cose perdono di valore quando le diamo per scontate. Che la percezione generale è di poco superiore a quella di una farfalla che vive un giorno solo, ed è convinta che tutto rimanga sempre uguale. Capirai che il superfluo è essenziale. Il superfluo è per un povero spendere quei pochi soldi per un piacere fine a se stesso, per il ricco trovare una connessione umana che non c’entri nulla con il denaro e il lavoro.

Sarai conscio della tua funzione nel mondo, cioè quella di uno spacciatore di una droga legalizzata, ma non da questo ti farai limitare e cercherai di fare qualcosa di utile per le persone. Sarai valvola di sfogo per chi altrimenti esploderebbe, e cercherai quindi di riparare evitando loro di implodere nell’apatia. Conoscerai un sacco di muratori intelligentissimi e un sacco di miliardari stupidissimi, e viceversa.

Conoscerai un sacco di persone che non vuole crescere, che preferisce abbeverarsi di stupide illusioni piuttosto che vagare nel deserto della stabilità. Ma capirai che tutto è relativo ti verrà il dubbio e forse la felicità è nella normalità e nelle cose belle che abbiamo già. Conoscerai il vero popolo della notte, e lo conoscerai molto meglio di chi lo conosce di giorno. Probabilmente vivrai in tante città diverse, e ogni volta che lascerai qualcuno sarai triste, ma poi ti accorgerai che il tempo cura tutto, e che ciò che unisce le persone sono solo le esperienze condivise.

Assisterai spesso a episodi di violenza, e cercherai di evitare che degenerino, ma ti sarà chiaro che non nascono per caso nel bar (o allo stadio od ovunque), e che all’ingresso non si può confiscare la rabbia.

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Il Re è nudo

Come mai mamma, disse il bambino indicando l’ex Presidente ignudo, fino al mese scorso diceva che i sondaggi li davano in testa, e che sarebbero tornati al potere, e che avrebbero mandato a casa Prodi e che erano la maggioranza nel paese ed ora invece che la sua coalizione era una palla al piede, “degli ectoplasmi”, dei parassiti, che i voti li ha lui, che li farà tornare nelle fogne? Sai che buffo, mamma, se fosse caduto davvero Prodi e fossero dovuti andare alle elezioni tutti uniti? Sai che fregatura? Meno male che è passata la Finanziaria…

A parte tutto mi piacerebbe davvero sapere, a livello di indagine sociologica, cosa ne pensa l’elettorato di destra di questi colpi di testa. A sinistra riflettono, ponderano, meditano e fanno le cose dopo troppi anni, che nel mentre sono stati avvertiti pure i vecchietti. A destra si svegliano un giorno e il loro principale alleato li rinnega e diventa un nemico. Un po’ come se in una coppia perfetta di colpo si sveglia il marito e dice: “cara ti lascio, non ho un’altra ma ti abbandono. Ciao.” Che pesci pigliare? Come comportarsi? Come la prende un elettore di AN o della Lega? Qualcuno mi spieghi, non posso pensare che davvero son tutti soldatini: si, eccomi, no, cattivo Silvio! Magari l’elettorato di FI si, ma tutti gli altri di destra? Se qualche lettore di destra è in ascolto mi dica, che son curioso.

Alberto

Non è Alberto, non è colpa sua, ammesso che possa chiamarsi colpa una cosa così, però fa specie, fa paura, se vogliamo, orrore, in qualche modo, vederlo, vedere Alberto, Alberto Stasi, quello che forse, chi lo sa, ha ammazzato la fidanzata, ma probabilmente no – di sicuro l’ha trovata squartata sul pavimento, la fidanzata, meno di tre mesi fa, e s’è fatto pure qualche giorno di carcere – fa impressione, dicevo, fa specie, vedere questa persona, a tre mesi da quel giorno, e tuttora in piena bailamme, visto che resta l’unico indagato per l’omicidio di Garlasco, fa spavento vedere Alberto paparazzato come un divo del teleschermo in giro per locali pubblici, insieme ad amici, amiche e, forse, anche qui ci vuole il periodo ipotetico, una nuova fidanzata, una ragazza sorridente proprio com’era sorridente Chiara Poggi prima che qualcuno, non si sa ancora chi, pensasse di allargarglielo da orecchio a orecchio quel sorriso, una ragazza nuova, eccola qui, che fa quello che le ragazze fanno, vale a dire stanno insieme al loro accompagnatore con garbo, rispetto e, nel caso della nuova fidanzata di Alberto, anche una certa aria da first lady, perché quello, dico quello, mica è uno qualunque, è A l b e r t o S t a s i, e oggi non sei nessuno, nessuno, se non puoi vantare un omicidio efferato nel curriculum, sia tu vittima, sia tu carnefice, o sia tu semplice spettatore coinvolto, perciò questa ragazza nuova qui, accanto al suo Alberto, sembra proprio una di quelle lì, una di quelle famose di fama riflessa, non soltanto perché le foto in questione portano il bollino di un noto settimanale di pettegolezzo, quello dove di solito – o un tempo – finivano calciatori e starlettine, ma anche perché ha quell’espressione tipica, la ragazza, quell’ammiccamento esperto da chi sa dove guardare mentre deflagra il flash, ecco perché la signorina in questione, insieme ad Alberto Stasi e ai suoi amici, fa impressione tanto quanto lui, anche se – abbiamo detto – non è colpa sua, di Alberto o di chicchessia, perché anche lui, in attesa dei tempi della nostra giustizia, ha il diritto di andarsi a divertire in qualche locale pubblico, va bene, tuttavia a me fa impressione ugualmente vedere uno con la storia di Alberto andarsene in giro così, come se fosse acqua fresca, e se volete dire che la colpa è mia, d’accordo, lo ammetto, capirai, io che non riesco nemmeno a guardare la televisione se sono un po’ abbacchiato, figuriamoci se, scavalcando un muro in agosto, mi trovassi davanti allo spettacolo della mia fidanzata in una pozza di sangue, ciò non toglie che impressione mi fa sapere di paparazzi appostati dietro le macchine e sopra gli alberi pronti a catturare la sua storia di giovane qualunque, con una sigaretta in bocca, la giacca alla moda e un poco di alcol nelle vene, impressione mi fa immaginare la gente alle edicole che indica il settimanale in questione col dito indice, perché manco sa come si chiama, l’importante è che in copertina ci sia il mostro, o la vittima, a fare bella mostra di sé, ecco mi fa impressione pure questo, mi fa impressione tutto il giro, i matrix, i porta a porta, i maurizi costanzo, mi fa venire un principio di voltastomaco testimoniare come tutto – tutto – debba essere sempre lucignolizzato, mi fa spavento guardare Alberto Stasi che sta dentro un locale qualsiasi a ridere, perché di questo si tratta, di ridere, è di questo che stiamo parlando, parliamo di un tizio che tre mesi fa era nell’incubo e che oggi assomiglia perfettamente a me e questo, voi direte, è normale, è la vita, che vuoi che faccia uno così?, vuoi che si rintani per sempre dentro una camera a morire a sua volta?, e io lo ammetto, va bene, avete ragione, è un ragionamento sbagliato il mio, però ugualmente non riesco a levarmi dalla testa che mentre lui si diverte, e attenzione che questa è pura retorica, mentre lui sta a bere con gli amici, e i giornalisti lo paparazzano e ci fanno su le didascalie cazzeggione tipo ecco alberto stasi in salute, sorridente e perfino ingrassato, mentre tutto questo avviene ci sono i genitori della morta che ancora stanno seduti sui divani a domandarsi perché sia morta e come e per mano di chi. E questa è una quisquilia, però come si dice? Non lo so come si dice. Salute, Alberto. Cheers.

Mettergliela nel culo a Telecom

Scusate la volgarità ma non riesco a trovare un’espressione migliore per descrivere quanto mi è successo.

Suona il telefono ed è il solito call-center Telecom che mi vuole abbindolare:
– Buongiorno lei è il Sig. TheEgo?
– Si, buongiorno.
– Ci risulta che lei è passato l’anno scorso ad un altro operatore. Telecom sta facendo una campagna promozionale per offrirvi condizioni vantaggiose per ritornare con noi. Quanto spende ora per curiosità?
– La metà di prima, 40 euro al mese, con chiamate locali e extraurbane e adsl a 20mbit incluse.

A questo punto c’è una pausa durante la quale penso: ora mi dirà che spendo meno con loro staavedere e avrà sicuramente un’offerta per ogni cifra che gli avrei detto. La povera malcapitata ripassa la lezioncina e consulta un foglietto con tutte le offerte quindi parte in quarta:

– bla bla bla, modem gratis, adsl e telefonate incluse, voip, aladino cordless, bla bla bla, linea libera, con la possibilità bla bla bla. Il tutto per soli 33,95 euro al mese.

Non appena prende fiato la interrompo:
– Ah ecco appunto, quindi spenderei di più con voi.
– Ma no, le ho detto 33.95, lei non mi ha detto che spende 40 al mese?
– Si ma a quel prezzo con voi devo aggiungere il canone Telecom, giusto? E quindi spenderei di più.

Touchè. La ragazza ride divertita, come se l’avessi scoperta con le mani nella marmellata e con voce furbetta si affretta:
– Ha ragione, grazie arrivederci!
E mette giù.

Voi non avete idea dela soddisfazione. Bugiardi schifosi.

Ma come ci riesce?

Di questo passo tra una settimana circa avranno votato tutti e 52 i milioni di italiani. A quel punto Romano non potrà proprio ignorare questa gigantesca massa critica. Class action per tutti!

Eternity

Erika arrivò davanti al Padreterno e si tolse gli occhiali da sole.
Dio la osservò riporli nella borsetta e sputare il chewin gum nel pugno chiuso della mano. Poi Erika avanzò e nella stanza perfettamente bianca ci fu solo un rumore e questo rumore era lo scalpiccìo prodotto dai suoi tacchi. Dio onnipotente si raddrizzò sul Trono facendo leva con le mani inanellate sui braccioli di legno importante: la Sua figura era ovvia, con la barba bianca e una veste dello stesso colore tanto liscia da non presentare nemmeno un’ombra, non una sfumatura. Quando i piedi di Erika, avvolti dentro deliziosi sandali allacciati alla schiava, si arrestarono la distanza tra i due era ridotta a mezzo metro scarso.

– Dio…
– … Tu sei Erika – la interruppe l’Onnipotente in maniera perentoria, senza manifestare dubbio.
– Sì… – acconsentì la creatura mortale davanti a Lui abbassando il capo, ma solo per controllarsi la scollatura. – Sono Erika e ho chiesto udienza per appellarmi alla Tua Infinita Grazia e Giustizia… -. La voce della ragazza diventò esile in quell’ambiente a tal punto vasto che i confini non si riuscivano a distinguere. Erika alzò di nuovo gli occhi su quelli del Signore e le lunghissime ciglia nere le solleticarono la pelle appena sotto le sopracciglia. Dio sembrò riflettere: non respirava, non emetteva alcun suono tipico della vita. Il Suo costato non si sollevava, non aveva vene sulle mani né altrove: Dio onnipotente era qualcosa di completamente neutro. Lisciandosi la minigonna blu sui fianchi, Erika pensò che quella… Cosa davanti a sé non recava nulla a immagine e somiglianza degli uomini della Terra.

– Erika… – sentenziò ancora Dio seguendo il protocollo -. Il tuo assassino brutale verrà giudicato a tempo debito. La tua innocenza non sarà violata e il ricordo della tua vita sarà serbata nella memoria dei superstiti con tutto l’amore necessario… – Così Dio salmodiò parole a Lui abituali e con quello credette d’aver finito il compito. Gli occhi Onnipotenti non si discostarono mai da quelli della creatura che lo fissava, nemmeno quando questa fece oscillare con un movimento del capo le due treccine bionde all’indiana che s’era acconciata.

– Dio… – riprese Erika. Io… Sono venuta a domandarTi umilmente di essere rimandata sulla Terra nuovamente in vita. Perché ritengo che il mio compito non sia terminato…

Fu allora che Dio azzardò un’impercettibile emozione: la Sua fronte tradì qualcosa di interrogativo che Erika riconobbe come autentica esternazione umana. La ragazza mosse un altro passo verso di Lui, piccolo ma decisissimo, e in quell’attimo Dio onnipotente abbassò lo sguardo incuriosito dal rumore ticchettante dei tacchi alti e scoprì dieci piccoli indiani spuntare nudi dalle scarpe e smaltati di vernice rossissima. Erika ne approfittò per salire sull’unico gradino su cui era adagiato il Trono. Dio trasalì aderendo con la schiena allo schienale ma senza emettere un fiato.

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Silvio: infine la senescenza

Son scemo io oppure quest’uomo è definitivamente bollito e si sta scavando finalmente la fossa con le sue mani? Quale somma puttanata è questo “Partito del Popolo”? E gli alleati? E la coalizione? E tutti quei coretti carini che si facevano con “forza italia”, gli sfottò, le bandiere tricolori eccetera… più niente? Maddai, è solo una boutade. Domani mi sveglio e il solito Silvio dirà di essere stato frainteso come sempre. Vero?

Buffet

Le migliori foto di LondraNote sparse su alcune cose curiose
trovate a Londra

Le migliori foto di Berlino Do not walk outside this area:
le foto di Berlino

Ciccsoft Resiste!Anche voi lo leggete:
guardate le vostre foto

Lost finale serie stagione 6Il vuoto dentro lontani dall'Isola:
Previously, on Lost

I migliori album degli anni ZeroL'inutile sondaggio:
i migliori album degli anni Zero

Camera Ciccsoft

Si comincia!

Spot

Vieni a ballare in Abruzzo

Fornace musicante

Cocapera: e sei protagonista

Dicono di noi

Più simpatico di uno scivolone della Regina Madre, più divertente di una rissa al pub. Thank you, Ciccsoft!
(The Times)

Una lieta sorpresa dal paese delle zanzare e della nebbia fitta. Con Ciccsoft L'Italia riacquista un posto di primo piano nell'Europa dei Grandi.
(Frankfurter Zeitung)

Il nuovo che avanza nel mondo dei blog, nonostante noi non ci abbiamo mai capito nulla.
(La Repubblica)

Quando li abbiamo visti davanti al nostro portone in Via Solferino, capimmo subito che sarebbero andati lontano. Poi infatti sono entrati.
(Il Corriere della Sera)

L'abbiam capito subito che di sport non capiscono una borsa, anzi un borsone. Meno male che non gli abbiamo aperto la porta!
(La Gazzetta dello Sport)

Vogliono fare giornalismo ma non sono minimamente all'altezza. Piuttosto che vadano a lavorare, ragazzetti pidocchiosi!
(Il Giornale)

Ci hanno riempito di tagliandi per vincere il concorso come Gruppo dell'anno. Ma chi si credono di essere?
(La Nuova Ferrara)

Giovani, belli e poveri. Cosa volere di più? Nell'Italia di Berlusconi un sito dinamico e irriverente si fa strada come può.
(Il Resto del Carlino)

Cagnazz è il Mickey Mouse dell'era moderna e le tavole dei Neuroni, arte pura.
Topolino)

Un sito dai mille risvolti, una miniera di informazioni, talvolta false, ma sicuramente ben raccontate.
(PC professionale)

Un altro blog è possibile.
(Diario)

Lunghissimo e talvolta confuso nella trama, offre numerosi spunti di interpretazione. Ottime scenografie grazie anche ai quadri del Dovigo.
(Ciak)

Scandalo! Nemmeno Selvaggia Lucarelli ha osato tanto!
(Novella duemila)

Indovinello
Sarebbe pur'esso un bel sito
da tanti ragazzi scavato
parecchio ci avevan trovato
dei resti di un tempo passato.
(La Settimana Enigmistica)

Troppo lento all'accensione. Però poi merita. Maial se merita!
(Elaborare)

I fighetti del pc della nostra generazione. Ma si bruceranno presto come tutti gli altri. Oh yes!
(Rolling Stone)