Monthly Archive for February, 2008

Andate al mare

Un quarto d’ora di cazzeggio in ufficio ed eccoci nella gallery di Repubblica. D’altronde Ciccsoft nel 2001 ne raccolse centinaia di manifesti taroccati… 🙂


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Dottori 2.0

Mentre ormai stavo per andarmene dal solito cliente, illustrissimo eccelentissimo stimatissimo superPrimario del nostro Arcispedale, dopo altrettanto solita riparazione di wireless e installazione di un multifunzione, arriva secca la domanda:
РSenta, ho letto sul sito di questa rivista di medicina francese di un sistema chiamato RSS. Che roba ̬? Come funziona?

Spiegaglielo tu in due parole… Evidentemente però i miei tentativi di glissare e rimandare ad eventuali spiegazioni con più calma non sono bastati:
– E il web 2.0? Ne leggo dovunque ma non ho mica capito cos’è?

Ho improvvisamente ricordato di un mezzo impegno con una zia e ho preso deciso la porta. Son mica cose da chiedere ahò… Non ci sono più i clienti di una volta.

Dire la cosa giusta a proposito di Cuba e di Fidel Castro

Come si fa a dire la cosa giusta su Fidel Castro e Cuba? Soprattutto: come può riuscirci uno come me che a Cuba ha trascorso i migliori anni della sua esistenza? Come potrei dirla, questa cosa giusta, senza per forza cedere alla tentazione del parere personale?

Io so solo che c’è un posto nel mondo, che si chiama Cuba, dove le persone si sentono prigioniere della loro stessa passione. Si sentono tradite, queste persone, dall’amore che i loro stessi cuori hanno spurgato cinquant’anni addietro. So solo questo: so che ci sono medici internazionalmente riconosciuti come "sommi scienziati" che oggi scaricano merce nei frigoriferi dei supermercati insieme alle mosche perché lo Stato ha tagliato loro i fondi per una ricerca importantissima che stava per salvare centinaia di bambini. So che quei bambini sono morti, oggi, in barba alle statistiche sulla mortalità infantile, so che quelle strutture ospedaliere sono oggi fatiscenti, a meno che non ti chiami Diego Armando Maradona, s’intende, e so che quel medico ricercatore, capo del laboratorio di medicina molecolare della Havana, e stimato professore a Roma, come in Venezuela e in mezzo Sud America, che ha insegnato a centinaia di medici la professione, oggi scarica carne.

Questo so. So che c’è questo posto, Cuba, dove, dicono loro, gli autoctoni, basta sputare un seme in terra per vederlo crescere, eppure è un posto dove puoi girare in macchina per centinaia e centinaia e centinaia di chilometri e trovarti davanti, fuori dai finestrini, sempre questa meravigliosa terra perennemente incolta, perché la propaganda deve poter dire che è colpa dell’embargo se manca questo o quello.

Quello che so è che il mio amico Sergio sta finendo la medicina contro la sua asma, medicina che io stesso gli ho dovuto mandare, mandare tramite interposta persona perché a Cuba la DHL è proibita, so che Sergio sta agli ultimi pacchi e che non se la può procurare se non così, tramite interposta persona, e so anche che l’asma non curata vale come il più terribile dei mali. L’ho visto Sergio, con questi occhi, che sembrava un cadavere, grigio, scavarsi l’anima a colpi di tosse e scostare il piatto da dove stava mangiando.

Questo so e lo stesso non ho difficoltà a credere che uno starnuto di Fidel contenga più molecole d’intelligenza del migliore dei nostri politici.

Questo so di Cuba, di questa terra unica al mondo, orgogliosa, resistente, indistruttibile, coloratissima e disperata: so che la "pensione" di Fidel rischia di diventare il più grande incubo, nel futuro prossimo, per tutti i turisti con il pancione che amano i cocktail a due dollari e le puttane lascive, ma so anche che potrebbe essere quella famosa curva oltre l’orizzonte sempre uguale davanti al quale i cubani da cinquant’anni nascono, crescono e poi impazziscono a forza di dirsi che Miami non è poi così distante. So che la maggioranza di quelli che si sono convinti stanno ancora dentro le prigioni della Jamaica, sorta di CPT de’ noantri, perché il mare cambia direzione e ci vuole poco, una gradazione di rotta di qualche  grado, per confondere il il sogno con l’incubo, l’esilio con la prigionia.

So che Cuba è anche questo, insieme a tutte le altre cose che mi hanno fatto innamorare della migliore terra su cui io abbia mai poggiato i piedi e abitata dagli individui più degni d’essere conosciuti che si possano credere nati.

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A che serve essere intelligenti?

Non mi ricordo bene in merito a che cosa ma un bel giorno ho sentito in televisione qualcuno dire questa frase:

"Il bello dell’intelligenza è che…"

Questo qualcuno ha poi seguitato con lo spiegare alcuni concetti relativi, appunto, al bello, secondo lui, dell’essere intelligenti.

Lì m’è venuto da pensare, porca miseria. Ma, diciamoci la verità, che ci sarà mai di così vantaggioso nell’essere intelligenti? Essere intelligenti ha tutti gli svantaggi possibili: ti rende emotivamente partecipe a un sacco di cose, ti fa arrivare prima degli altri alle conclusioni, ti permette di essere altamente selettivo nei confronti del prossimo e delle cose che questo prossimo vorrebbe sbolognarti. L’intelligenza, peggiore dei mali possibili, certe volte ti consente, niente meno, di farti una carriera onorevole e profittevole e io, che sostanzialmente preferisco non fare niente al fare qualsiasi altra cosa, ho idea che una carriera onorevole e profittevole nasconda tantissime insidie, una su tutte la fatica che ci vuole per costruirsela.

Questo ragionamento, da solo, il quale mi consente di costruire l’equazione intelligenza=fatica, basterebbe per farmi prendere le distanze dall’intelligenza o, quanto meno, dalla falsità secondo la quale ci sarebbe del bello nell’essere intelligenti.

Essere intelligenti è una condanna abissale: pensandoci su un attimo, posso dire di non aver mai conosciuto una persona intelligente perfettamente felice. Tutti i felici che io conosco sono cretini. Oppure hanno fatto una brutta fine. Preferirei non fare nomi, naturalmente, ma posso dire che questa felicità assoluta professata in alcune canzoni cantautoriali italiane sia una puttanata. Oppure un colossale affare, a patto che, in cambio, venga consegnata alla natura, appunto, la propria intelligenza: il tipico intelligente è condannato all’infelicità permanente. Li riconosci per la strada, gli intelligenti: non ci sono cascati, in quanto intelligenti, e perciò non guidano alcun ridicolo SUV, però sono stanchi, hanno le borse sotto gli occhi e non godono del fatto che, grazie alla loro intelligenza, possono avere tutte le donne e le amicizie che vogliono. Non ne godono perché, in genere, non resta loro alcun tempo per potersi avvantaggiare di tale privilegio.

Lavorano, hanno responsabilità e molte volte una targhetta d’ottone recante il proprio nome sulla scrivania. Essere intelligenti è un investimento veramente poco conveniente in questa terra in cui vince chi ne sa di meno in assoluto: sfondare con la propria intelligenza costa una fatica incredibile, invece diventare immortali solo grazie alla propria cretinaggine è facilissimo e, soprattutto, molto più apprezzato.

Io non credo che grazie all’intelligenza uno possa arrivare dove ha deciso di andare in tempi molto più brevi, anzi. Credo che sia vero il contrario: perché l’intelligente, spesse volte, arriva ingenuamente a farsi scrupoli, invece il cretino no e mica per cattiveria: il cretino non ci pensa punto e basta. Perciò io, dovendo scegliere, e pur non avendo ancora capito molto bene di quale categoria faccia parte, preferirei di gran lunga essere un cretino. Me lo scriverei ben volentieri sul petto: "Perfetto cretino". Senza contare che i cretini hanno molti più amici degli intelligenti: la vita dell’intelligente, secondo me, parafrasando Stefano Benni quando parla del puntuale, è un universo di solitudini immeritate. L’intelligente, parliamoci chiaro, fa anche un po’ di paura: uno ha sempre timore che questo intelligente qui, inevitabilmente, calato in un gruppo, spicchi, tenda a farsi notare, a discapito degli altri, i cretini, la maggioranza, e per questo, tac, manco viene invitato, lo si lascia più volentieri a casa.

Per tutte queste ragioni, e molte altre, non ho ancora ben capito cosa ci sia di bello nell’essere intelligenti. Io, potendo scegliere tra tutte le variabili possibili, vorrei essere uno di cui tutti riconoscono solo e solamente il gran culo.

I love you

Nel tripudio orgiastico della festa dell’amore, mentre frotte di coppiette festeggiavano in locali di dubbio gusto scambiandosi rose (c’è la schiavitù dietro la coltivazione delle rose, sappiatelo) e cioccolatini (vi andrà sui fianchi, sul culo, sulle guance butterate, ostruirà le vostre vene, carierà i vostri denti) (ma quanto sono buoni, cazzo), mentre coppie simulavano indifferenza verso una festa commerciale ma, sotto sotto, maledicevano il partner per non avergli portato neanche un microscopico regalino; in mezzo a tutto questo, ci stavo io. Seduto su una panchina. Non la panchina degli innamorati di Peynet, ma quella della palestra durante una partita (ovviamente, c’erano dubbi?). Non trovassi la felicità dentro di me, avrei di che odiarVi, bastardi!

E a ricordarmi che il 14 febbraio è la festa degli innamorati, ci ha pensato iTunes con una compilation creata per l’occasione. Infatti è ‘na merda.

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Con queste facce qui

Aiuto mamma, mi spengono la fiamma.
Tra il goliardico e il nostalgico, questo sms che ho ricevuto l’altra sera da un amico inquadra al meglio lo stato d’animo di quelli che vengono descritti come attaccati alle ideologie. Mi chiedo: a cos’altro dovremmo essere attaccati se non alle ideologie e ai simboli? Alla facce trite e ritrite di chi in questi mesi ha prima cercato di convincere la popolazione che era necessaria un’altra legge elettorale – cambia il vestito ma non la sostanza – oppure a quelli che oggi dicono che le coalizioni eterogenee non possono stare insieme, ma fino a ieri sì? In questi anni di fiori, ulivi, margherite, rose bianche, rose rosse, rose nel pugno è piuttosto comprensibile che i Verdi non siano riusciti a scavarsi una nicchia consistente nell’elettorato. Oggi ci si è messo pure Bertinotti a parlare dell’inquinamento: non buttate cartacce in terra, chiudete il rubinetto mentre vi lavate i denti, al semaforo mettete l’auto in folle e non pigiate sull’acceleratore. Ma per avere un minimo di senso civico ed educazione è necessario stare in un partito?

Ma non facciamo confusione, andiamo per ordine: del Pd abbiamo già detto in passato. Ha scelto il suicidio politico e continua a strizzare l’occhio a Berlusconi. Fa ricadere sulla sinistra colpe che non ha, tanto che le contraddizioni erano tutte al suo interno. Il faccione di Walter oggi cerca consenso in giro per l’Italia partendo dal cuore verde dell’Umbria. Probabilmente raccoglierà anche di più di quello che si possa pensare. Soprattutto se lui e Silvio – di comune accordo – continueranno a dichiarare: "Se non votate me, almeno votate lui". Insomma, se la cantano e se la suonano, altro che democrazia, altro che rigore a porta vuota. Chi lo ha fischiato il penalty per Silvio, chi votò l’accozzaglia dell’Unione oppure il Partito Democratico stesso andandoci a trattare prima della caduta del Governo? Il Pdl è ovviamente la peggior sciagura che possa capitare al Paese. Se pensate poi che i cosiddetti meno peggio (vedi Tabacci) continuano ad abbandonare la barca di re Silvio c’è poco da sperare. Incredibile il voltafaccia di Fini, che ha sciolto Alleanza Nazionale senza avere il coraggio di annunciarlo. Anche perché alla sua destra un imbufalito Storace continua a dirgliene di tutti i colori. Casini fa tenerezza: nell’Udc è rimasto solo lui (Folliini, Giovanardi, Baccini, ecc…, ecc…). Tutti dicevano che bisognava interrompere la frammentazione dell’arco parlamentare, ma continuano a nascere o a resistere formazioni politiche di una o due persone: vedi i Radicali, i vari socialisti, la Rosa Bianca, la Destra, l’Udc stessa, l’Unione Democratica (qualcuno sa chi sono?). Senza citare i vari De Gregorio, Rotondi & Co.

Capitolo sinistra: iniziativa tardiva. A parte la depressione che la faccia di Diliberto non riesce proprio a celare, in questa maniera la formazione è nata di riflesso al Partito Democratico, quindi sembra più una mossa difensiva che altro. Costruire una nuova sinistra dall’opposizione tuttavia sarà più semplice che farlo dal Governo. Bisogna solo che Bertinotti se ne renda conto. Per quanto mi riguarda in questo momento propendo per l’astensionismo. Perché in tutto ‘sto bordello: dove sta la falce col martello?
 Falce e Martello

C’è un adolescente che non ha sognato di suonare in una band?

A quindici anni ce ne stavamo seduti sui gradini. Il pomeriggio lo passavamo in parrocchia, ore e ore a giocare a ping pong. Il Gesù Cristo sulla parete muoveva la testa a destra e sinistra per rimirare giocate da brivido. Arrivavamo sudati fradici al bar, orgogliosi della nostra partita e ci facevamo belli davanti alle coetanee. Coetanee che annusavano l’aria commentando con "Cos’è questa puzza di sudore?".

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Duri e puri

Giuliano Ferrara ci sta dicendo che mai, nella sua vita, ha avuto rapporti sessuali non finalizzati a procreare. Se così non fosse, che senso avrebbe la sua posizione di maschio antiabortista?

Come non ci fosse nient’altro cui pensare

La polizia a Napoli è intervenuta per un presunto feticidio.
Su Repubblica e Corriere si parla di "aborto terapeutico alla quarta settimana", vorrei precisare che alla quarta settimana non si vede neppure l’eventuale battito ed è già tanto intravedere una camera gestazionale.
Ritengo più plausibile quello che ha detto il responsabile cioè che "è stata praticata l´interruzione di gravidanza terapeutica nel secondo trimestre", tanto più che si parlava di "Feto non vitale".
Generare confusione su questi particolari può essere pericolosissimo in questo clima liberticida dove oramai tra la Binetti da una parte e Berlusconi dall’altra penso che la mia tessera elettorale non possa che essere utilizzata per fare filtrini.
Qualsiasi cosa ci sia a quattro settimane NON E’ un feto, è doveroso a mio parere precisarlo.

Ora se si è arrivati a tanto la situazione è più grave di quanto pensassi; posto anche che ci sia dietro qualche motivo interno politico o qualche procuratore in cerca di pubblicità secondo me sarebbe ora che la si smettesse di fare disinformazione e di creare gran polveroni attorno a una legge che sarà un po’ vecchiotta ma è fatta in maniera da tutelare allo stesso modo sia la madre che decide di tenere il bambino sia quella che sceglie con dolore di non tenerlo?
In caso di feto vitale peraltro la 194 già di suo impone ai medici di rianimare il feto e di fare il possibile per tenerlo in vita.
Quindi di che feticidio o ipotesi di feticidio van cianciando questi?

Comunque sia mi chiedo cosa possa giustificare l’utilizzo di sette uomini in divisa per torturare una donna probabilmente già sotto choc; una donna che venti minuti prima aveva perso suo figlio per colpa di una malformazione, che aveva appena affrontato il dolore del suo parto senza culla.
Si parla di denuncia anonima, prego signori, fatevi avanti, si parla la caccia alle streghe è riaperta, è tutto uno show, è la "loro" campagna elettorale, trasversale, senza bandiera.
Ma è dei nostri diritti che si parla.

Provider X

Sapete come ci chiamano, a noi (me e quelli come me; voi non siete necessariamente inclusi), alcuni di quei signori che ne capiscono di economia e di finanza? Ci chiamano “il parco buoi”.

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Buffet

Le migliori foto di LondraNote sparse su alcune cose curiose
trovate a Londra

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Ciccsoft Resiste!Anche voi lo leggete:
guardate le vostre foto

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Camera Ciccsoft

Si comincia!

Spot

Vieni a ballare in Abruzzo

Fornace musicante

Cocapera: e sei protagonista

Dicono di noi

Più simpatico di uno scivolone della Regina Madre, più divertente di una rissa al pub. Thank you, Ciccsoft!
(The Times)

Una lieta sorpresa dal paese delle zanzare e della nebbia fitta. Con Ciccsoft L'Italia riacquista un posto di primo piano nell'Europa dei Grandi.
(Frankfurter Zeitung)

Il nuovo che avanza nel mondo dei blog, nonostante noi non ci abbiamo mai capito nulla.
(La Repubblica)

Quando li abbiamo visti davanti al nostro portone in Via Solferino, capimmo subito che sarebbero andati lontano. Poi infatti sono entrati.
(Il Corriere della Sera)

L'abbiam capito subito che di sport non capiscono una borsa, anzi un borsone. Meno male che non gli abbiamo aperto la porta!
(La Gazzetta dello Sport)

Vogliono fare giornalismo ma non sono minimamente all'altezza. Piuttosto che vadano a lavorare, ragazzetti pidocchiosi!
(Il Giornale)

Ci hanno riempito di tagliandi per vincere il concorso come Gruppo dell'anno. Ma chi si credono di essere?
(La Nuova Ferrara)

Giovani, belli e poveri. Cosa volere di più? Nell'Italia di Berlusconi un sito dinamico e irriverente si fa strada come può.
(Il Resto del Carlino)

Cagnazz è il Mickey Mouse dell'era moderna e le tavole dei Neuroni, arte pura.
Topolino)

Un sito dai mille risvolti, una miniera di informazioni, talvolta false, ma sicuramente ben raccontate.
(PC professionale)

Un altro blog è possibile.
(Diario)

Lunghissimo e talvolta confuso nella trama, offre numerosi spunti di interpretazione. Ottime scenografie grazie anche ai quadri del Dovigo.
(Ciak)

Scandalo! Nemmeno Selvaggia Lucarelli ha osato tanto!
(Novella duemila)

Indovinello
Sarebbe pur'esso un bel sito
da tanti ragazzi scavato
parecchio ci avevan trovato
dei resti di un tempo passato.
(La Settimana Enigmistica)

Troppo lento all'accensione. Però poi merita. Maial se merita!
(Elaborare)

I fighetti del pc della nostra generazione. Ma si bruceranno presto come tutti gli altri. Oh yes!
(Rolling Stone)