Archivio per la categoria 'Tv'

Un uomo e il suo nulla

taricLa tragica scomparsa di Pietro Taricone non mi lascia indifferente, nonostante chi mi conosce sa che di reality non mi interesso e ignoro buona parte dei programmi tv esistenti. O’ guerriero divise parecchio il pubblico dieci anni fa tra ragazzine adoranti (e qualche attempata signora) e un’opinione pubblica che lo dipingeva come ciò che i nostri figli non dovevano diventare, un modello da non imitare. Nel modo di dire comune, lo spacconcello napoletano o genericamente del sud era apostrofato con qualcosa del tipo “uno come Taricone”.
Al di la di simpatie o meno va riconosciuto che tutti quelli che vennero dopo di lui al Grande Fratello e nella pletora di reality più o meno di successo proposti in un decennio, furono talmente costruiti e forzati nel voler essere personaggi ad ogni costo, dal risultare infine inutili, meteore dello show business televisivo degli anni zero. Carne da macello nell’era berlusconiana al servizio della nostra noia da prime time. Passata che era l’annata di gloria con passaggi tv (per lo più a Buona Domenica) e ospitate in discoteca, tornavano nel dimenticatoio con il loro nome anonimo: Antonio del Grande Fratello, Gigi dell’Isola, Marina della Pupa e il Secchione, cose così.
Lui no: era diventato Taricone, un cognome finalmente, come gli attori veri che sperava di affiancare un giorno e che in qualche modo raggiunse in un paio di produzioni azzeccate tra mille cianfrusaglie minori. In Ricordati di me di Muccino forse la sua parte migliore, dove in stecca con Silvestrin prometteva mari e monti alla arrampicatrice velina interpretata dalla Romanoff.

Proprio come una meteora che aveva voluto non essere se n’è andato giovane, tragicamente, in maniera un po’ inutile se vogliamo ma senz’altro facendo una cosa che amava fare e di cui aveva messo in conto i rischi. Se gli chiedessero un commento sulla sua fine direbbe orgoglione: nessun problema ragazzi, fa parte del gioco, non è niente.
Cosa lascia alla fine uno come Taricone dopo la sua scomparsa? Il nulla che un reality come il GF ha prodotto: ore ed ore di intrattenimento fine a se stesso dove il massimo delle gesta di un uomo, quello per cui verrà ricordato, è stato stendere una coperta tra due divani per qualche minuto di intimità con una ragazza. Per il resto solo dispiacere per una persona giovane e forte che lascia un figlio piccolo, ma per queste cose non serve essere famosi.

Categorie: Attualità, Tv

Previously, on Lost

Tutte le volte che ho provato a spiegare Lost a chi non l’aveva mai visto, ho sempre incontrato facce perplesse. E in effetti, mentre tentavo di raccontare la serie televisiva più intricata e paracula di sempre, notavo tutte le sue incongruenze e banalità, e quasi le giustificavo, quelle facce perplesse e annoiate dal mio incomprensibile entusiasmo. In fondo facevo così anchio, sei anni fa, quando sentivo idolatrare Lost e non mi decidevo a vederlo. Non sono mai stato un dipendente da serie televisive.

Poi, complice l’estate, complice una vita da studente che mi lasciava (o me lo prendevo da solo) una quantità di tempo libero grande come i misteri irrisolti dell’isola, mi sono bevuto la prima stagione in poco più di due settimane. Così, d’estate, in pantaloncini e sudato, facevo buio in camera e mi mettevo davanti al portatile a sciropparmi una dopo l’altra le puntate. Sono scivolato dentro la botola anchio, e ne sono rimasto stordito. Ho avvertito il bisogno fisico di guardare subito la seconda stagione, per scoprire che cosa diavolo ci fosse dentro quella fottuta botola. E quando l’ho scoperto, sono andato avanti, sono passato dalla versione in italiano a quella con i sottotitoli, per guardarla in contemporenea a tutto il resto del mondo. Per restare al passo, anche se Lost non si è mai lasciato prendere, ci ha sempre lasciati col fiatone, a rincorrerlo, stagione dopo stagione, sempre più perplessi, sempre più sommersi da giochi di sceneggiatura strabilianti o ridicoli, fate voi, da domande senza risposte. E sono passati anni, davanti a questo portatile, anni passati a rincorrere un telefilm o un mito, fate voi, fino a poche ore fa.

Non c’è bisogno che stia a ripetere perché si tratta della migliore serie televisiva di tutti i tempi, di qualcosa di unico, primordiale sotto certi punti di vista (nonostante ricicli clichè a mani basse da praticamente ovunque), soprattutto irripetibile. Non cercherò di spiegarvi che si tratta prima di tutto di una storia di persone, non personaggi: persone. E già questo basterebbe. Non starò a sottolineare come il finale dia una sonora bastonata a tutti quanti, specialmente a me stesso, che si è messo a piangere come un bambino per tutte e due le ore, senza vergognarsene, anzi non vedendone l’ora, che si è dimenticato delle risposte e delle domande e dell’isola e di jacob e degli orsi polari, e ha ammirato l’altrettanto sonora lezione (di paraculaggine o di vita, fate voi) che ci hanno lasciato con quella scena finale.

Non c’è bisogno che provi a convincere le persone a guardarlo, o a spiegargli perché abbia pianto, perché oggi al lavoro ho fisicamente sofferto per i rischi di spoiler o per il fatto che questa sera sarebbe stata l’ultima sera che mi sarei sentito così per una dannata serie televisiva. Se non avessi vissuto in prima persona tutto questo, non ci crederei nemmeno io. E quindi vi dico, a chi storce il naso: sì, Lost è una paraculata, Lost è ridicolo, Lost non inventa niente. Non guardatelo, fatevi raccontare in fretta il finale, risparmiate tempo prezioso e concentratevi su qualcos’altro. Un buon libro, i nipoti, una partita a tennis, il sesso. Fate del volontariato, andate al cinema, uscite con gli amici. Lasciatemi solo in questa stanza, davanti a un portatile, a una scritta nera su sfondo bianco, quattro caratteri in croce, a singhiozzare e sospirare. Da stasera sono, siamo tutti liberi, tutti ritrovati e non più persi, siamo tornati ad essere come voi. Torneremo a diffidare di serie televisive, di morali nascoste dentro la giungla, di personaggi cui ci si affeziona come fossero fratelli, anzi di più. Lost ci ha scelto, in qualche modo, e non voglio proprio sapere se vi è piaciuto il finale, e non voglio più giustificarmi di fronte a chi storce il naso. Lost mi ha scelto, in qualche modo, e io gli ho messo in mano la mia vita come fosse una rock’n roll band (auto cit.), ci ho guardato dentro e ho visto me stesso. E ora è finito.

Categorie: Personale, Tv

Persi, per l’ultima volta

lostbiancoCome ebbi modo di dire l’anno scorso:

C’è un giorno preciso in cui mi stuzzica un sottile piacere e sono pervaso di simpatica frenesia. Cade una volta sola all’anno ed è secondo in intensità solo al giorno in cui va in onda la season finale di Lost, in maggio: è il giorno in cui va in onda la season premiere di Lost. Ed è OGGI.

C’è un giorno preciso in cui mi solletica un sottile nervoso e sono circonfuso di simpatica agitazione. Cade una volta sola nella vita ed è secondo in intensità solo al giorno in cui va in onda l’ultima season finale di Lost, in maggio: è il giorno in cui va in onda, per l’ultima volta, la season premiere di Lost. Ed è OGGI.

Categorie: Tv

L’italiano del secondo medioevo

Noi italiani del Secondo Medioevo possiamo essere definiti come dei cretini abusivi, senza un’opinione propria, ma bensì una costruita e rubata alla tv, fatta da salottini tanto falsi quanto trash. Abbiamo paura di essere giudicati, e ci imponiamo un certo stile di vita conservatore, seguendo fittizi e malsani dogmi, solo per apparire. Potremmo chiederci perché noi italiani siamo indietro rispetto alla normale evoluzione del resto del mondo. Sembra che con la seconda guerra mondiale noi abbiamo vissuto l’apice del nostro fallimento come sanguisughe, e inevitabilmente da allora siamo tornati indietro, al posto di maturare ed evolvere, ignorando o uccidendo chi nel corso della storia aveva le idee e la personalità di darci un carattere istituzionale. Siamo indietro. Si vede da ciò che guardiamo in tv, o che i campi intellettuali come la lettura e il teatro e il cinema, sono beatamente ignorati, e non leggiamo e non andiamo a teatro e al cinema andiamo a vedere Boldi e De Sica.

Ma perché tutto ciò? Io penso che la colpa sia fondamentalmente nostra. Possono esserci molti stimoli negativi, tuttavia siamo comunque un paese che permette di formarsi come meglio si crede, e queste mie parole controcorrente sono la dimostrazione. Nonostante questa libertà, però leggo che ben l’80% della popolazione si informa tramite la tv, il che spiegherebbe l’inutilità di legarsi al dito le notizie sbagliate, acquisendo quelle che saranno le nostre opinioni riguardo un argomento da talk show trash quanto il sacchetto d’umido. Posso citare del recente dibattito delle croci nelle scuole, come esempio lampante; esso, infatti, manifesta il pensiero conservatore che accomuna l’80% di italiani, che non è credente per davvero, che mai è andato in chiesa (sfiderei a dire che chi va in chiesa poi guarda scorreggiare in diretta quelli del grande fratello), ma che difende, dovesse morire, quel pezzetto di legno nelle aule. Esso ormai non rappresenta più il cristo, ma l’ignoranza di cui gli italiani sono fieramente pieni nel legarsi alle loro idee antiche e del tutto sbagliate, dettate come messaggio subliminale da ciò che per lui è una giusta informazione. Ma certamente la tv, ma anche le istituzioni, sono intelligenti sotto questo punto di vista. Infatti noi cretini non seguiamo la giusta idea, ma la semplice idea espressa da un parlatore che è tanto bravo a parlare da ipnotizzarci.

Quindi non crediamo a meno che non creda chi ascoltiamo. E la religione, come la tv, è un chiaro esempio di specchietto per le allodole. Non mostrano lati negativi della medaglia, ma solo idee che permettono al cittadino cretino medio, di seguire il pensiero comune senza troppi dubbi. A esempio, al catechismo non ti dicono che la data di nascita di Gesù è stata scelta non prima del 240 d.c., così da un giorno all’altro. E dalla scatola magica arrivano a porsi delle domande profonde nei loro salottini, con l’illusione di creare un intrattenimento intelligente, e maturo, discutendo a volte anche argomentazioni interessanti, in modo da far sentire il telespettatore sensibile e umano. Tutto per illuderci di essere ciò che vorremmo. Domenica pomeriggio, a Domenica In, per esempio, si parlava dell’esagerazione nell’aver mostrato in tv persone trans in questo periodo. Domanda profonda, a prima vista intelligente e sensibile. Ma vedi se gli stessi si chiedono del perché nella stessa tv dei trans non c’è l’ombra di una persona di colore. Insomma all’italiano non importa nulla di tutto ciò. Il suo è un finto interessamento al mondo, perché la mentalità da eroe l’abbiamo esaurita, e ora siamo solo zombie che seguono una cosa senza chiedersi troppo il perché. Direi di svegliarci, ma sarebbe inutile, perché fondamentalmente siamo un popolo pigro, e non ditemi che esagero.

Categorie: Attualità, Società, Tv

Boffo, chi era costui?

Mi pareva di averlo già sentito.

Categorie: Satira, Tv

Attilio Monetti ancora non si è ripreso

Ferragosto. Accendo la tv, vedo una pista d’atletica di un blu bellissimo, vedo l’Olympiastadium. Andiamo a Berlino, penso. Ma sono solo i mondiali di atletica leggera.

Poco male, penso. Atletica significa solo una cosa: le telecronache di Franco Bragagna. Uno dei pochi telecronisti per cui si segue lo sport più per quello che dice, che per quello che si vede.

E infatti. Sento la voce del fido Attilio Monetti, l’uomo enciclopedia capace di snocciolare solo dati e zero commenti. Sento la voce di altri inutili controfigure. Non sento la voce di Franco.

E’ Ferragosto, c’è l’atletica a Berlino in tv, c’è la pista in blu invece che in rosso. Eppure Bragagna non c’è.

UPDATE: Scralco nei commenti mi segnala che il mito Bragagna è ricomparso. Ferragosto è finito, Bragagna è tornato. Sotto coi 100 metri, allora.

Categorie: Sport, Tv

Le manca Carlo Conti?

(via Rafaeli)

Categorie: Attualità, Segnalazioni, Società, Tv

Locke è morto, e anche Ben non si sente tanto bene

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Nell’affollata classifica delle puntate più fesse e irritanti di Lost, la sesta della quinta stagione si piazza ai vertici.
Luca Sofri - Wittgenstein

Ormai dopo sei puntate della quinta stagione in cui abbiamo pazientemente atteso un filo conduttore nella solita sospensione dell’incredulità, in cui abbiamo divorato nonostante tutto ogni messa in onda della serie tv più discussa degli anni zero, e dopo aver visto gli ultimi deliranti 40 minuti la settimana scorsa possiamo amaramente ammetterlo.

Lost, forse, era meglio farlo finire qualche tempo fa.

Categorie: Tv

Previsione facile: vince Marco Carta

Premiato da Maria de Filippi. Capito ora perchè sarà lei la valletta stasera? La sintesi del berlusconismo applicato alla tv nella simbiosi definitiva rai-mediaset.

Categorie: Musica, Tv

Il Paese è Reale

Enrico Mentana ieri sera si è dimesso da Mediaset perchè Canale 5 ha mandato in onda, imperterrita, il Grande Fratello, invece che dedicare un approfondimento sul caso del giorno. La quale, meglio precisare, aveva tutti i diritti di scegliere il Business alla Riflessione, essendo tv privata può agire come crede. Basta non guardarla, non guardare le sue pubblicità, per farle pervenire il nostro eventuale dissenso sulla sua scelta editoriale.

Ma da un punto di vista strettamente numerico, chi ha avuto ragione? Osserviamo i dati Auditel della giornata di ieri. Con un rettangolo rosso sono evidenziati gli ascolti dello speciale “pronto-all’uso” di Vespa, su RaiUno, e quelli della puntata del Grande Fratello.

La Maggioranza degli Italiani (in tv) sceglie il dramma. Delle nomination.

La Maggioranza degli Italiani (che in quel momento erano davanti a una tv, meglio precisare), ha mostrato ineludibile volontà di riflettere su quanto stava accadendo? Ma del resto chissà come funziona quel dannato Auditel, probabilmente è tutto truccato.

POSTILLA doverosa, che riprendo dal commento:
Specifico che non ho dato, ne darò, giudizi MORALI su chi ieri sera ha voluto guardare il Grande Fratello. Tra l’altro se l’alternativa era guardare Vespa, han fatto pure che bene. Il mio discorso era: caspita, 8 milioni di italiani erano così addolorati che si consolavano col Grande Fratello? Liberissimi di guardarlo, liberissimi di fare quel cazzo che ci/vi pare. Non è questo il punto, e in fondo in fondo lo sappiamo tutti che non è questo. Il problema è dove sta la gente che approva, e dove sta la gente che NON approva lo scempio di questi giorni. Perchè, ora, c’è bisogno di “esserci”.

Categorie: Attualità, Società, Tv

Non è vero ma ci voglio credere

“I believe you. I don’t understand you, but I believe you”. Non è lo stesso che pensiamo noi spettatori riguardo a “Lost”? Magistrale analisi delle prime due puntate della nuova stagione, su Serialmente.

(via Cidindon)

Categorie: Brevi, Segnalazioni, Tv

L’attesa è finita

C’è un giorno preciso in cui mi stuzzica un sottile piacere e sono pervaso di simpatica frenesia. Cade una volta sola all’anno ed è secondo in intensità solo al giorno in cui va in onda la season finale di Lost, in maggio: è il giorno in cui va in onda la season premiere di Lost. Ed è OGGI.

Categorie: Segnalazioni, Tv

Ignoranza

Mentre scendevo dal treno, qualche giorno fa, incappo nella discussione tra un ragazzo e una ragazza che restavano seduti ai loro posti uno di fronte all’altro. Lei sfogliava Chi, lui guardava interessato in silenzio. Lei gira su una pagina dove si parla dell’Isola dei Famosi e domanda:

Ma tu per chi tenevi all’Isola? Domanda alla quale lui prontamente spara un nome, sicuro, tranquillo, come se avesse domandato il suo cognome, il segno zodiacale o il numero di scarpe.

Io ho pensato, che sfigato che sono, non cel’ho un “vip sull’isola preferito”. L’avesse chiesto a me avrebbe sbadigliato annoiata davanti ad un giovane di 25 anni che non segue l’Isola dei famosi.
Mi sono immaginato ad un party esclusivo, con il martini in mano e la giacca ben stirata, sostenendo una conversazione con persone di un certo livello. Le ho immaginate disgustate della mia mancata preparazione su argomenti di gossip, di televisione, di cultura popolare moderna fatta di chirurgia plastica e toupè. Arrancando per celare la mia ignoranza, adducendo giustificazioni assurde come il non pagamento del canone Rai e il famigerato taglio dei fili, creando in poco tempo il vuoto intorno a me.

E’ un mondo complesso: per stare al passo e vivere in società bisogna avere cognizione di ogni stupidaggine accada sulla Terra, di ogni gaffe, di ogni donna nuda, ogni scazzottata, parolaccia, scoreggia, e per questo Dio ha creato la colonnina laterale di Repubblica.it e lo ringrazio ancora adesso.

Ma che Ferrara fosse prima di Bologna la ragazza che leggeva Chi proprio non lo sapeva e ha dovuto chiederlo a me mentre sostavo davanti a lei, altrimenti sarebbe scesa anzitempo rimanendo un’ora a vuoto a prendere freddo sul binario tre della città estense, sfogliando Chi nervosamente, sognando le Honduras e una quinta abbondante per Natale.

Categorie: Società, Tv

Le serie tv da non perdere quest’autunno /2

(prima puntata)

Dopo la prima batteria di tre serie cult da non perdere, eccone altre tre, in ordine discendente per importanza, ma comunque molto interessanti e divertenti, in onda negli USA e in Italia con ritardo tra pay-tv e tv pubblica.

HEROES
attualmente: stagione 3, puntata 5
momento topico della serie: inizio della prima e terza stagione
link di riferimento
: http://www.nbc.com/Heroes/
Persone ordinarie scoprono di avere capacità straordinarie. Questo il claim della serie che al motto di “Salva la cheerleader, salva il mondo”, ha incantato milioni di fans in tutto il mondo negli anni passati. Dopo una seconda stagione fiacchissima e segnata dallo sciopero americano degli autori tv, è ripresa da poco in tutto il suo splendore. Colpi di scena continui e un sacco di azione per una trama intricata e dal ritmo serratissimo. Tutti (o quasi) i personaggi della serie hanno un superpotere, roba da fumetti o cartoni animati. Tutti, o quasi, non lo sanno sempre controllare, o lo usano in maniera inappropriata. Come Sylar, uno dei cattivi della serie, che è in grado di rubare i poteri degli altri Heroes e diventare potentissimo. O la bionda Claire, capace di rigenerarsi e guarire dalle ferite, o Nathan Petrelli, politico capace di volare. Riuscirà il dottor Suresh a capirne di più di queste mutazioni? Ce la farà la Compagnia a isolare i casi pericolosi di mutanti e salvare il mondo dalla catastrofe annunciata? Solo Hiro, capace di fermare lo spazio e il tempo, potrà fare qualcosa per impedire che tutto vada a rotoli.

FRINGE
attualmente: stagione 1, puntata 5
momento topico della serie: l’inizio di ogni puntata
link di riferimento
: http://www.fox.com/fringe/
Da J.J. Abrams, creatore di Alias e Lost, ecco una nuova serie sci-fi iniziata da pochissimo. Ingredienti di facile presa: crimini a sfondo scientifico e paranormale, un caso ogni puntata che si risolve al termine dei 50 minuti, apparentemente slegati ma con uno Schema di fondo stile complotto internazionale di cui si capisce poco niente, un po’ tanto X-Files, con delle spolveratine di Lost (i misteri non svelati e la colonna sonora sempre dell’eccellente Michael Giacchino). E poi FBI, uno scienziato pazzo esperto di ogni branca del sapere, in grado di costruire e procurarsi qualsiasi apparecchio ultrasofisticato in pochi minuti, un figlio geniale e scorbutico (ricordate Pacey di Dawson’s Creek? Lui.) che aiuta la giovane e rampante detective bruttina e intelligente con una relazione alle spalle con qualcuno che forse è implicato nella vicenda più di quanto si pensi, una losca mega corporation che finanzia ricerche strane e fattura miliardi di dollari e così via…
Il pilot è qualcosa di terrificante per banalità e assurdità, poi le cose vanno meglio e tutto sommato intriga, per quanto non brilli per originalità e venga spiegato poco il filo logico con cui i casi vengono risolti. Se vi piacciono i misteri alla Superquark o alla Mulder e Scully avrete pane per i vostri denti.

WORST WEEK
attualmente: stagione 1, puntata 4
momento topico della serie: prima puntata
link di riferimento
: http://www.cbs.com/primetime/worst_week/
Se vi sono piaciuti i due blockbuster “Ti presento i miei” (2000) e “Mi presenti i tuoi?” (2004) è la serie che fa per voi. La recentissima season premiere è da lacrime agli occhi per comicità (davvero!), a seguire la serie è talvolta stupida o poco plausibile ma comunque sempre godibile e leggera per farsi due risate a discapito del povero protagonista e della sua bella ragazza, ospiti per una settimana a casa dei genitori di lei, ai quali dovranno riuscire a comunicare in qualche modo che la loro figliola è incinta e intendono sposarsi. Sempre che il nostro Paolino Paperino di turno la smetta di far danni e rimediare figuracce con il severo padre di lei (nel cui ruolo perfetto c’è l’attore che impersonava il padre di Neil Perry, studente e attore suicida ne L’Attimo fuggente). Facile pensare alla solita serie tv buffa, ma le risate ci sono sul serio e le situazioni gustosissime, al pari dei fratelli maggiori cinematografici.

Categorie: Segnalazioni, Tv

Le serie tv da non perdere quest’autunno /1

La tv? Chi la guarda più. Molto meglio ripiegare la sera su qualche serie tv americana, genere che non ho mai conosciuto in tv da ragazzino, e di cui apprezzo la bontà al tempo di internet, della condivisione e del passaparola su questo e quello su blog e forum. Sono telefilm per modo di dire, e poco hanno da spartire con le sitcom di italia1 o gli sceneggiati di rete4: a volte si tratta di lungometraggi ottimamente scritti, che grazie al tempo dilatato di cui dispongono, riescono a tenere l’attenzione per diverse settimane stupendo per profilo dei personaggi, qualità della regia e della sceneggiatura. Vanno in onda in America, e con ritardo di qualche mese, sulle pay-tv italiane, tradotti in maniera tristarella, per poi approdare sulle emittenti nazionali, infarcite di spot, ritardi, spostamenti a tarda sera. Il consiglio, forse ovvio, è di seguire direttamente la programmazione americana sottotitolata, risalendo i torrenti della rete e pescando in giro qualcuno che offra traduzioni in cambio di un semplice grazie.
Ciò detto, ecco alcuni personalissimi consigli per gli acquisti almeno fino al 2009, quando con il ritorno di Lost, non ci sarà più spazio per nessun’altro.

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