Monthly Archive for Aprile, 2007

Campetto Draft

Chi di voi è stato, da ragazzino, al campetto, ricorderà nitidamente il momento in cui due capitani facevano le squadre per la classica partita di calcio. Tutti sappiamo come vengono scelte le persone in tali occasioni, dato che il metodo ricorda molto il draft dell'NBA: dal più forte al più scarso.
Chi viene chiamato per primo (o al massimo secondo) può essere inserito in una ipotetica prima fascia, chi viene preso subito dopo fa parte della seconda fascia mentre le ultime rimaste della terza.


I ragazzi della prima fascia sono sicuramente i più bravi, ma oltre a potersi bullare guardando con occhio corvino chi si ritroveranno in squadra, devono iniziare un personale cammino psicologico di responsabilizzazione: chi ha usato la prima chiamata su di loro si aspetta molto e non può essere certamente deluso, pena la retrocessione in seconda fascia. Seconda fascia, dicevo, in cui io facevo stabilmente parte: è un limbo in cui il destino dei componenti è in mano a loro stessi, che possono cambiarlo drasticamente con una buona prestazione o essere spediti nel baratro con una pessima partita. Va detto che anche qui la situazione psicologica non è delle migliori. E poi viene la terza fascia, quella delle persone che nessuno vorrebbe nella propria squadra. Se i partecipanti alla partita sono in numero dispari, si può stare certi che l'elemento extra nella squadra più numerosa sarà il brocco della situazione. La motivazione di queste persone, superato lo shock da ultima scelta, è però alle stelle: peggio di così non può andare, quindi possono godersi appieno lo spirito ludico della partita. Inoltre (ed è qui che volevo arrivare con questa breve introduzione) hanno una certezza matematica: non andranno mai in porta; questo perché sarebbero giustificati a non fare nulla per evitare i goal avversari, essendo stati presi per ultimi e quindi consapevoli di essere considerati scarsi.

Ecco, qui mi soffermo per chiedervi: perché il Milan ha un tipo da terza fascia netta e lo mette in porta?!

p.s.: dico queste cose alla vigilia del partitone giusto per mettere le mani avanti (cosa che Dida non fa mai, dato che con le mani si copre la faccia dalle pallonate).

La gente sta male (Afterhours)

franzoni.jpgC'era una volta (e forse c'è ancora) il Bar Sport. Al Bar Sport, fra un caffè al banco e l'imprescindibile Gazzetta, si riunivano i potenziali ct di questo tanto Bel quanto Calciologo Paese per discutere di giocatori brocchi, di arbitri cornutissimi, di schemi e di sistemoni. Poi si pagava il caffè, e tutti a casa.
C'erano una volta (e purtroppo ci sono ancora) le esecuzioni capitali, via ghigliottina iniezione sedielettrica cappio pietrate crocefissione fucilazione rogo, eccetera. E il pubblico accorreva a tifare pro o contro il boia (talvolta anch'egli cornuto), in attesa della lama, del proiettile o del pollice di un lunatico imperatore. Non sono sicura che mancassero i popcorn, la questione è da accertare.
Poi il presunto reo moriva, o assai più raramente sopravviveva, e tutti gli altri a casa.

Ieri la Franzoni s'è beccata 16 anni* su 30. E il pubblico pagante non mancava.
Ora invito la Corte ad osservare con attenzione i due reperti qui accanto.

 

 

* Cinque anni ce li eravamo presi già noi a sentirne parlare, anche se scommetto un caffé al Bar Sport che Vespa non ci concederà l'indulto mediatico, al grido di "Cogne ultimo atto? Col cavolo".

 


Nel primo reperto sono visibili, in mattiniera e trepidante attesa, le tifoserie dei due opposti schieramenti: innocentisti vs colpevolisti. Non è chiaro chi siano gli uni e chi gli altri, dal momento che nessuno di loro mostra segni distintivi quali sciarpe, bandieroni o trombette ad aria compressa, fatto che avrebbe senz'altro favorito la nostra analisi.
C'è un sacco di gente che probabilmente oggi aveva di meglio da fare, ma non l'ha fatto. Ci sono gli aficionados, quelli che non si perderebbero una puntata nemmeno per la prima comunione di un nipotino. Ci sono gli studenti di giurisprudenza e di scienze della brugola, col bloc-notes per gli appunti. Ci sono quelli che sono venuti per l'ultimo atto, e gli aficionados (che ormai tra loro si conoscono tutti) li squadrano con malcelata superiorità.

Nel secondo reperto, due spettatori mostrano con orgoglio i loro biglietti numerati, rispettivamente un 4 e un 6, per il quale hanno dovuto puntare la sveglia all'alba. Più fortunato il numero 3, che davanti alle telecamere di un noto tg dichiara di essere seduto sul cemento dalle 5 e mezza. Probabile che il numero 1 abbia piantato una canadese nel parcheggio del palagiustizia, e senz'altro incornicerà il pass. Autografato da Paola Savio, magari.

Ognuno di loro è qui per un preciso motivo: godersi lo spettacolo. Guardare negli occhi Annamaria Franzoni mentre viene pronunciato il verdetto, contare le lacrime, prendere nota dei vestiti e dell'acconciatura. Più terrificanti dell'imputata stessa, i tifosi del campionato di Cogne si improvvisano Gil Grissom, stilano profili psicologici, confrontano le armi del delitto, dicono che "la difesa non regge". E se invece fosse stata Miss Scarlett, in biblioteca?

Ma dopo 10 lunghe, estenuanti, patetiche ore di processo, quando tutto sembra pronto per il tripudio finale, ecco il coup de scène: la Franzoni decide di non presenziare. Tragedia. Gli ultimi arrivati sono i primi ad andarsene, quei pivelli. Restano gli aficionados, che però hanno accusato il colpo. Una simpatica vecchina ultrasettantenne lancia anatemi: "Così Annamaria ci ha traditi". Ma come, lei che s'erano dati la pena di difendere a spada tratta, lei per cui s'era litigato dal panettiere col vicino del quarto piano (colpevolista), proprio lei che in fin dei conti pareva così una brava persona. E sempre ben vestita.
La Franzoni colpevole, 16 anni su 30, e allora? Ormai non conta più, e i tifosi imbrogliati dimenticano in fretta la storia del bambino con la testa "esplosa". Feriti nell'orgoglio dei loro biglietti col numero a pennarello, si sentono le vere vittime di un delitto mediatico per cui nessuno pagherà, né Annamaria né Vespa né "Silvia Vada in collegamento per noi dalla villetta di Cogne".

E ora, tutti a casa.

Mac: un anno dopo

Trascorso un anno da utilizzatore del Mac, eccomi a tracciare un bilancio di questa nuova esperienza nel mondo della Mela. Lungi da me fare l'appassionato maniaco con il paraocchi, o il venditore ossessionato di un prodotto. Resta il fatto che nonostante tutto, i computer Apple restano le migliori macchine che io abbia mai provato, a livello di stabilità, di versatilità e design e sono più che soddisfatto della mia scelta. Se l'uscita di Windows Vista non ha impensierito più di tanto il mondo Apple c'è da registrare però l'interesse cresciuto attorno all'ultimo rilascio della popolare distribuzione linux Ubuntu, che cresce giorno dopo giorno. Ed Apple che fa? Ristagna purtroppo, con un sistema operativo fermo da quasi due anni e che fino all'autunno prossimo non vedrà il suo sostituto causa iPhone, diventato il chiodo fisso dell'azienda di Cupertino. Fermo e potente sia chiaro, senz'altro il miglior sistema operativo in circolazione anche se diverse pecche possono essere individuate. Partirò da quelli che secondo me sono difetti più o meno gravi per poi passare alle qualità ed ai punti di forza, così che non mi accuserete di bullarmi di avere un computer figo. 😉


Avvio rallentato - Mi era stato detto: dopo mesi di utilizzo i computer Apple NON rallentano come le macchine Windows, ma si mantegono rapidissimi all'apertura di applicazioni ed anche all'avvio del sistema. In realtà dopo un anno l'avvio è più lungo (circa 20 secondi in più del primo mese, pur con quasi le stesse applicazioni) e le applicazioni tendono a fare sempre più rimbalzi sul dock prima di aprirsi ed essere pienamente operative (parlo di applicazioni standard, non di quelle che contengono librerie di documenti via via crescenti come iPhoto o iTunes).
Rosetta - L'emulazione di Rosetta è una mezza ciofeca. Certo, permette ai nuovi computer Intel Apple di far girare applicazioni native per PowerPc, ma lo fa con una lentezza snervante talvolta e in generale ne scoraggia l'uso. Ad esempio:
Office per Mac - La suite per l'ufficio di Microsoft è vergognosamente lenta. Per vergognosa intendo che mentre per aprire Word in Windows impiego circa 5 -8 secondi, sul Mac Intel, emulato con Rosetta, ne impiego circa 70. Qualcosa di abominevole. La suite gratuita OpenOffice, nella sua versione per Mac (NeoOffice) è ancora assai acerba ed ha una GUI inguardabile. Per fortuna produco pochi documenti con questi applicativi e tendo a scrivere i testi su semplici blocco note come l'ottimo Textedit di Apple.
Suite Adobe e Macromedia - Anche i programmi professionali per grafica e web, che sono costretto ad usare quotidianamente, sono emulati con Rosetta (fortunatamente a breve in Italia uscirà la Creative Suite 3 nativa per Intel) e sono piuttosto farraginosi seppur non ai livelli di Ms Office. Porterò pazienza in questo periodo di transizione per noi macchisti dell'ultima ora 😉
Amule - Il sostituto di Emule per il mondo Unix è un programma dalle caratteristiche quasi uguali al fratello maggiore. Ha una GUI orripilante ma non è quello l'importante: succhia talmente tanta memoria che sembra impossibile. Su Linux Amule gira rapido e versatile, mentre sul Mac (pur essendo un programma Universal Binary perfettamente adatto ai nuovi Intel) è di una pesantezza incredibile. Ricerche lente, cambio da un tab all'altro ritardato, consumo di risorse complessive troppo alto rispetto la sua versione per Windows. Purtroppo, senza alternative valide, vista la pochezza di Limewire e company...
Mail.app - Il programma di Apple per la gestione della posta elettronica è ottimo, rapido, semplice. Ha una ricerca istantanea favolosa che pare Gmail e forse è pure meglio. Tutto facile insomma. Pure troppo: non c'è modo di formattare una mail in HTML o impaginarla in maniera un po' più complessa di quel pochissimo che i comandi per il testo consentono di fare. Il filtro antispam in compenso è qualcosa di commovente e le mail di viagra le filtra sul serio. Usato in accoppiata con Gmail (forward di tutte le caselle su gmail - primo filtraggio spam - download su Mail con nuovo filtraggio) è praticamente sicuro al 100%.
Datemi Picasa - Un programma vero di gestione delle foto per Apple non c'è, anche se dicono di si. iPhoto è davvero poverello in confronto all'applicativo distribuito da Google, ha parecchie funzioni in meno e soprattutto produce un quantitativo enorme di megabyte per creare le anteprime delle foto, cosa che Picasa si guarda bene dal fare. Una libreria di 10000 foto come la mia ha oltre 1 GB di cache per le anteprime piccole. Ridicolo.
Finder carente - Le finestre di gestione del sistema operativo, le cartelle e i file sono piuttosto obsoleti e poco rinnovati ormai da parecchie versioni di Os X. Si ridimensionano solo dall'angolo in basso a destra, presentano ancora una grafica differente rispetto gli altri programmi (quel satinato metallo ormai datato) e il modo di aprire le cartelle, rinominarle, ordinarle è un po' fuorviante per chi è abituato ai sistemi Linux e Windows. Le combinazioni da tastiera però sono quelle standard di altri programmi e un po' di tutto il mondo Unix e questo è sicuramente un bene. La cosa più grave, realmente scomoda, è la mancanza del comando TAGLIA. Il drag and drop non è sempre una buona soluzione se c'è poco spazio a disposizione. Sono abituato a tagliare un'icona in una cartella con CTRL-X, a posizionarmi sulla nuova cartella e a premere CTRL-V. Tutto questo non è possibile nel Mac, dove sono costretto a COPIARE la cartella con MELA-C, ad incollarla dove deve andare e poi a sbarazzarmi dell'originale facendo così un passaggio in più. Mah.
Universal Binary e Multilingue - Tutto molto bello, abbiamo programmi che girano sui PowerPc e sugli Intel, ma il lato oscuro della medaglia è che il codice ora occupa il doppio dello spazio, contenendo istruzioni compilate per entrambe le versioni dei computer Apple. Il disco fisso tende a riempirsi molto più velocemente con uno spreco di spazio pari a circa il 50% per ogni applicazione installata. Per fortuna vengono in aiuto programmi come xSlimmer che consentono di rimuovere senza problemi la parte che non usiamo a seconda dell'architettura del nostro computer. Per non parlare delle lingue: per un motivo che mi è poco chiaro, i programmi installati sui sistemi Macintosh non sono SOLTANTO nella nostra lingua, ma contengono tutte le lingue possibili al proprio interno, compresi cinese, thailandese e robe che non userete mai. Vale lo stesso discorso: rimuovendole non si perde nulla se si è sicuri di volere un programma in italiano, e si guadagnano parecchi megabyte di spazio.
Aggiornamenti software - Spesso arrivano aggiornamenti tecnici dal contenuto oscuro (abitudine già nota agli utenti Microsoft) e poco documentato che portano con se anche botte da 90-100 MB per modificare o risolvere bug poco noti o implementare funzioni inutili che l'utente medio non coglie. Il rilascio di un nuovo firmware per la scheda wireless che vi funzionava perfettamente fino a quel momento potrebbe occuparvi ulteriori decine di megabyte per motivi che non è detto siano del tutto utili. E con l'avarizia di GB che i dischi fissi dei Mac montano non è mai una bella cosa 😉

...non mi viene in mente altro di negativo. Veniamo alle cose belle e gioiose, non vorrei che i detrattori storici della casa di Cupertino gongolino troppo.

Nessun blocco del sistema - In un anno non ho mai assistito ad un blocco del sistema. E quando dico mai dico MAI. Niente kernel panic che ho visto soltanto in foto sulla rete, niente perdita di dati o blocchi irrecuperabili. Tutto questo con un Mac Mini core solo e 1GB di ram, tenendo talvolta aperto Photoshop, iTunes, Firefox, Mail, Dreamweaver, un paio di applicazioncine di notifiche, Adium e Skype...
Installazioni banali - Installare un programma è semplice quanto rimuoverlo. Con un semplice drag and drop mi sono sbarazzato di programmini installati per prova senza che una cartella Windows/system32 si riempisse di file obsoleti abbandonati che andavano ad aumentare l'entropia generale. Nonostante ciò, come dicevo, il sistema ha un po' rallentato la sua velocità iniziale.
Software Apple - I programmi che arrivano con il sistema operativo non solo sono rapidissimi ma mantengono una versatilità incredibile anche dopo tempo. Hanno effettivamente quel quid in più rispetto altri simili, se utilizzati su macchine Apple per i quali sono studiati ed adattati. Il vantaggio nell'usare hardware e software in un sistema operativo comune il tutto prodotto nello stesso posto ha effettivamente un senso in queste circostanze, molto più che un semplice Office su Windows o OpenOffice su Linux.
Silenziosità - Nonostante una ventola ci sia, che gira piano piano come una ruota di bicicletta abbandonata da poco su un prato prima di fermarsi del tutto, la silenziosità del MacMini è incredibile. Il computer più silenzioso al mondo (stando ai test) ha una soglia di ronzio talmente bassa da perdersi nella rumorosità dell'ambiente circostante o da qualche voce o tv in lontananza. Anche nell'esecuzione di task complessi o grafica 3d, nell'esecuzione di videogiochi o nell'uso di widget, exposè ed altri effetti desktop non cambia mai velocità e rumorosità. Davvero rilassante per chi come me odia i ronzii dei vecchi cassoni da ufficio con tre ventole.
Bluetooth - Semplicemente funziona. Facile come un bicchier d'acqua con zero configurazioni. Si accende, si inviano i file da un dispositivo mobile, e si spegne. E viceversa. Per non parlare della gestione degli sms, che si possono scrivere direttamente sul computer per poi essere spediti tramite il cellulare. Meraviglioso davvero.
Notifiche di Growl - Qualunque cosa accada sul vostro computer, Growl la notifica. Ha finito di masterizzare, c'è una nuova mail, c'è un contatto Msn che si collega, un cambio di canzone su iTunes, la fine di un download di un torrent, l'upload ftp....tutto appare in una bellissima bolla ai margini dello schermo notificandovi le cose importanti che accadono mentre voi fate altro. Non è un programma integrato da Apple ma poco ci manca. Una di quelle killer app che rendono unico il sistema operativo di Cupertino.
Effetti 3d fluidi - Oltre alla ventola, è anche la stupidissima scheda grafica Intel a non patire per niente svariati effetti grafici complessi. A distanza di un anno, la fluidità con cui gestisce ogni transizione, dal cubo che gira, al dock, dagli effetti delle finestre a FrontRow, è estremamente fluido e non scatta praticamente mai.
No virus, no antivirus - Niente programmi che rallentano il sistema: non servirebbero a nulla. Effettivamente non ho mai visto attecchire script bastardi che aprono mille popup o installano programmi strani. Niente attacchi di rete, violazioni, strani comportamenti, rallentamenti dovuti a malware. Niente di quello che riparo settimanalmente ai clienti Windows che chiamano disperati insomma :-p
Messa in Stop - Last but not least, quando mettete in Stop il computer è sufficiente attendere davvero un paio di secondi. E all'atto della riaccensione si torna operativi in un lasso di tempo simile. Windows Vista si è recentemente avvicinato molto a questo livello di eccellenza. Xp è ancora molto lento a salvare la sessione, mentre Ubuntu impiega una manciata di secondi in più del Mac, pur avendo ottimi risultati. Anche da questo punto di vista, il tempo non sembra dare fastidio al sistema operativo che mantiene ancora una perfetta giovinezza! 😉

e... tutto il bene del mondo, che ora dimentico ma sicuramente chi di voi ha utilizzato un computer Apple conosce bene. A distanza di un anno insomma, mi ritrovo con un computer con svariati punti critici ma con tante peculiarità uniche che lo rendono stabile e ottimamente utilizzabile nonostante installazioni e disinstallazioni continue. Una versatiltà sconosciuta con i vecchi Pc dotati di Windows con i quali ero praticamente costretto al format c: ogni 6 mesi per qualche imprecisato motivo.

Ballerina blues

Fatemi parlare delle ballerine. Uno come me deve, per forza di cose, parlare delle ballerine. Fissato con le scarpe femminili come sono, mi risulta ostico, impossibile, ruvido e avvelenante accettare l'esistenza, la ribalta, la diffusione di questi orripilanti oggetti.

Devono capire le donne che le ballerine non sono per tutte: assai più dei tacchi, le ballerine possono permettersele solo certi tipi di ragazze e devo dire che il 98% delle ragazze che vedo in giro con le ballerine ai piedi non può permettersele. Mi sembra di ammattire: il mio posto preferito per il passeggio primaverile/estivo a Roma è Trastevere. Trastevere, in un anno, si è trasformato nell'impero delle ballerine e di ragazze che non possono permettersele.

A Piazza Santa Maria in Trastevere costoro camminano pretendendo disinvoltura e spicca chi sarebbe financo carina, graziosa, guardabile, se solo non indossasse ballerine. Le ballerine rendono le donne all'improvviso tozze, impresentabili, goffe, barcollanti anche più di un tacco 9 ed è per questo che le ballerine, proprio come i tacchi alti, se le possono permettere solo ragazze di un certo livello: dicono che a Trastevere sia impossibile deambulare con le scarpe alte per colpa dei sampietrini. I sampietrini, da che mondo è mondo, sono l'incubo di motorini e ragazze col tacco alto: il mio maschilismo (sono maschio, dunque maschilista) imporrebbe immantinente una legge (democratica) che conducesse tutte le donne all'obbligo morale, deontologico e sociale di indossare scarpe alte. A meno che non mettano su un Paese delle Donne dove vivano solo e solamente donne e dove l'ingresso sia inviso agli uomini: occhio non vede eccetera eccetera. Però in luogo pubblico, io maschio dico, esigo, impongo che le donne indossino scarpe alte per pubblica decenza e per rispetto di loro stesse e del loro fondoschiena.

(va bene, morirò, per contrappasso, trafitto a morte da una stilettata di una decolletè)



Donne, tacco alto, Trastevere, sampietrini, ballerine. Tiriamo i lacci del discorso: il mio maschilismo imporrebbe, dicevo, condizionale, perché non si discute che a Trastevere sia davvero sconsigliato andare coi tacchi alti. Guardarvi ciondolare astutamente, donne care, con dei meravigliosi sandali Sergio Rossi, per Trastevere, non alzando però mai gli occhi dall'asfalto, nel tentativo impossibile ma glorioso di centrare con il tacco esclusivamente il centro della pietra e non i suoi interstizi, è comico, ridicolo: vi rende - di fatto - inappetibili dal punto di vista sessuale. L'altra sera, per esempio, davanti al Bar San Callisto, in quell'orgia primaverile fulminante ed erotica di prime gambe scoperte, glutei rimessi in sesto da un anno di step, gonnelline di raso e primi sandali, davanti al Bar San Callisto, un bar di quint'ordine ma sempre affollatissimo, dove l'anziano proprietario ti racconta barzellette sconce appena entri, oppure ti rifila filastrocche in cui ogni parola fa rima con "cazzo", e tu - sia chiaro - il proprietario anziano che ti racconta barzellette sconce non l'hai mai visto in vita tua: è solo ubriaco di cuba libre e noia, nient'altro; davanti a questo bar, il Bar San Callisto nella piazza omonima, a due passi dal mio ristorante preferito di Trastevere - Cave Canem - l'altra sera le donne sostavano, mentre i loro fidanzati pagavano alla cassa, ed era una meravigliosa festa di piedi scoperti e unghie smaltate, ma anche di sofferenza e rughe di dolore, perché è vero, nemmeno il mio maschilismo che vi vorrebbe addobbate come Paris Hilton a tutte l'ore, mi impedisce di dirlo, a Trastevere dovrebbero montare dei cartelli con il disegno di una scarpa col tacco e una sbarra rossa trasversale sopra, tanto che è scomodo camminarci; perciò, nonostante questa meravigliosa festa di colori e carne, voialtre non eravate naturali, spostavate il peso da una coscia all'altra e l'unico desiderio, a quel punto, per noi maschi gonfiati dal piacere, diventava quello impossibile di schioccare le dita e rivestire tutta la zona circostante di parquet, in una botta sola, listoni lisci lisci dove vi fosse concesso di librarvi come su di una passerella, con le braccia distese lungo i fianchi, le ginocchia sporgenti e l'anteversione del bacino pronunciata.

Il problema è che la vostra femminilità è messa oggi in discussione non più soltanto dall'eventuale incapacità di portare tacchi alti, ma anche dall'alternativa di indossare ballerine. Qualche anno fa si risolveva con un tacco meno vertiginoso, comunque seducente, ma meno estremo, adesso c'è la scappatoia delle ballerine e perciò l'alternativa a un nugolo di ragazze zoppicanti è un nugolo di ragazze inguardabili.

Ne ho vista una, a Vicolo del Cinque, sabato sera, stavo con F. e S. davanti alla Bottega del Cornetto, ne ho vista una con le ballerine e i fantasmini.

Le ballerine sono il Male: danno diritto alla donna di non curarsi, di vestirsi miserrimamente. Perché quasi mai - e ci mancherebbe - si vede una donna con le ballerine ai piedi e un bel vestito. E una bella gonna. E una bella cinta. Chi indossa ballerine, per la legittima paura dei tacchi alti, al massimo si traveste da donna. Ce n'era un'altra con ballerine e pantaloni di velluto a coste larghe, per dio. Le straniere vanno matte per le ballerine: queste inglesi, trabordanti fish & chips, con ballerine e larghissime gonne bianche d'organza, frastagliate e lunghe fino alle caviglie. Mi pare che, con le ballerine ai piedi, le donne si arrendano all'idea di non piacere: le guardo e mi pare ovvio che camminino senza la pretesa dello sguardo maschile, senza più il senso del dovere di piacere.

Talmente bella è la donna, un corpo fatto apposta per essere adorato, collinoso, morbido, quasi implume, sinuoso, niente c'è di più bello che le curve femminili, laddove, per antonomasia, le curve nascondono l'orizzonte all'occhio indiscreto e obbligano il viandante ad addentrarsi oltre il visibile per scoprire ancora, talmente bella è la donna, che giammai dovrebbe mancare al dovere di piacere.

L'altro giorno F., passando davanti a una vetrina, mi ha detto: "Le ballerine! Quasi quasi me le prendo...". Al che io l'ho guardata, come qualche volta gli uomini guardano le donne quando pensano che abbiano detto la più grande cazzata, e ho pensato - all'inizio senza capire il perché - ad Ernesto "Che" Guevara.

[F. nella mia camera, davanti alla tela di Ernesto acquistata alla Havana nel 2005, in uno di quei momenti di massimo splendore che le ballerine giammai regaleranno]

Sento odor di ambientalisti

Già tempo fa, sulle pagine del mio blog, si parlò di un certo ambientalismo inconcludente, estremista e catastrofista ("Nel 2000 spariranno le foreste!", "Nel 2000 si scioglieranno i ghiacciai!", "Nel 2000 non potremo più respirare l'aria delle città!", ricordate?), che tanti danni ha fatto alla vera difesa dell'ambiente e alla causa dell'ambientalismo (vedi anche l'eolico che deturpa i paesaggi, quindi meglio il petrolio; o le ferrovie che per essere fatte necessitano di cantieri e caterpillar, quindi meglio il trasporto su gomma).

Da ieri, in Italia non si parla d'altro che di allarme siccità: un allarme reale e quanto mai urgente.


Stamani il Corriere della sera pubblica il contributo al dibattito di Fulco Pratesi, presidente di WWF Italia, che racconta la sua giornata tipo alle prese col risparmio dell'acqua. Davanti agli annosi problemi del riscaldamento globale e della mancanza d'acqua, Fulco Pratesi ci racconta la sua "giornata anti-sprechi", indicando ai cittadini come dovrebbe comportarsi chi ha a cuore le sorti del pianeta.

"Di doccia giornaliera, abitudine pare molto diffusa, non se ne parla. Un solo bagno il sabato mattina consente di risparmiare molta acqua." (smettere in toto di lavarsi consente di risparmiarne ancora di più, caro Pratesi. Mi sorprende che non ci sia ancora arrivato)
"Le camicie [...] mi possono durare dai due ai tre giorni. Le mutande qualcosa in più, mentre la canottiera resiste da un sabato all'altro." (coraggio, con le mutande si può ancora migliorare)
"Un individuo sano, che non mangi troppo aglio e non sudi in maniera eccessiva, può benissimo avere una vita di relazione senza lavarsi troppo e senza usare gli orrendi deodoranti".

Ricapitolando: un bagno la settimana, niente deodoranti. Anche in estate, quando si suda anche restando fermi, e senza deodoranti si puzza già due ore dopo la doccia. La stessa canottiera per una settimana, le stesse mutande per quattro giorni (e trovo preoccupante che in tutto l'articolo non si dica mai una volta la parola 'bidet'). Ora, ognuno è libero di intrattenere i rapporti che preferisce con acqua e sapone, ma immagino che le conseguenze di certe romantiche abitudini igienistiche finiscano per ripercuotersi anche sulle persone innocenti che si vengono a trovare in un raggio di tre-quattro metri dall'ambientalista. Insomma, non vorremmo per nessun motivo trovarci nei panni della moglie o dei colleghi di lavoro del presidente di WWF Italia.

Italiani, state tranquilli. Checchè ne dica Fulco Pratesi, le cause del riscaldamento globale e della siccità non risiedono certo nel desiderio di igiene personale di chi si fa una doccia al giorno; gli sprechi di acqua che ci portano all'emergenza non sono certo quelli dovuti ad un sano cambio di mutande quotidiano. E se anche tutti si comportassero come il presidente del WWF, cambierebbe qualcosa? Pratesi tenta di svuotare l'oceano col cucchiaio: il tutto senza contare che se tutti facessero come lui, i mezzi pubblici sarebbero praticamente impraticabili, incentivando l'utilizzo delle automobili; qualsiasi luogo pubblico (specie in estate, peggio se affollato) sarebbe infrequentabile; l'aria sarebbe molto più irrespirabile di quanto non lo sia adesso.
La giornata-tipo di Fulco Pratesi non è la giornata di un eroe che sacrifica sè stesso in nome dell'ambiente, è semplicemente la giornata di una persona che non ama lavarsi e ha trovato una scusa per andarne fiero: un "uomo di poca igiene", come - dice l'articolo - sostiene la sua consorte, alla quale va tutta la nostra solidarietà.

- Luigino, corri sotto la doccia, sei puzzolente!
- Non sono puzzolente, mamma: sono ambientalista!
- ...

Aggiornamento: dei Verdi, di Pecoraro Scanio e di una certa incoerenza.

Siete partiti democratici e morirete cattocomunisti

Confesso di aver guardato con piacere alle immagini dei congressi finali dei DS e della Margherita. Ma che bello, ma che bravi. Sull'onda dell'entusiasmo quando nasce qualcosa di nuovo sembra che di colpo tutto si risolva magicamente soltanto dandosi un tono di contegno e cercando di celare dietro ad un nome consuetudini ormai note. Si fatica a capire questi sorrisi di facciata nel sostenere convinti qualcosa che nuovo non è. Un contenitore, chiamiamolo così, di due partiti: se lo vogliamo un guazzabuglio di correnti e sottogruppetti che litigheranno su ogni argomento ancor più di quanto facciano già internamente al partito oggi. Come poter pensare di far convivere democristiani e comunisti sotto lo stesso tetto? Dice: hanno obiettivi comuni. Certamente, ma anche tante idee assai diverse che emergeranno ad ogni dibattito. Può andar bene al governo, come coalizione, ma non regge come partito, dove sono le idee a dover essere condivise e ad ispirare tutti i suoi iscritti.

Superare la logica dei partiti in Italia non mi pare oggi ancora possibile. Basti pensare ai troppi interessi che ognuno di questi signori al potere si tiene stretto da ormai svariate legislature. Volete fare qualcosa di nuovo? Abbiate allora l'onestà di farvi da parte, dopo esservi riuniti in una Costituente degna di tale nome, aver scritto le regole, le basi di quello che sarà un nuovo soggetto politico moderno e davvero capace di fare politica in modo distante da quello che conosciamo. E poi lasciate spazio ai giovani, alle idee nuove e ai volti senza barba che ogni giorno si danno da fare e portano avanti progetti per il bene comune. Si dia spazio davvero alla società civile, al popolo delle primarie. Si costituiscano comitati, cantieri, fucine di idee affinchè esse circolino davvero e diventino proprietà di tutti per un progresso del paese pienamente popolare. Voi andate a casa, a pesca, state con le vostre famiglie o godetevi la cospicua pensione. Ecco, solo in tal caso ne possiamo parlare.
Ma i teatrini, le strette di mano e i sorrisi di oggi dei soliti leader da Prima Repubblica, lasciano un'aura di tristezza appena il giorno seguente, quando ci tocca pensare ad un potenziale simile che rischia di essere tremendamente sprecato. Avete un'appuntamento con la Storia, un'occasione da non perdere.
Non lasciate che il Partito Democratico sappia di stantìo già dai prossimi mesi.

Pulizie di primavera

Ferrara, provincia di Milano

C’è fede nel Partito Democratico

Caro Emilio Fede, anche tu ti sei lasciato prendere dall'euforia per la rinnovata aria politica che sembra preludere alle larghe intese. Sulle orme di Silvio Berlusconi (che c'era andato il giorno prima) anche tu sei stato ospite dell'ultimo congresso dei Ds. Il segretario Piero Fassino ti ha ricevuto davanti alle telecamere del tuo Tg4. Il tuo inviato (riferendosi alla presenza di tante personalità politiche di tutti gli schieramenti, ma mostrando te) ha affermato che "potrebbe significare l'inizio di un nuovo corso". L'euforia dei congressi di Margherita e Ds è veramente contagiosa. Le tv ne sono affascinate. Decine di servizi, collegamenti in diretta e trasmissioni di approfondimento. Vespa ha trasferito a Firenze i suoi divani di pelle bianca senza dimenticarsi la musicassetta di Via col vento perchè si sa: domani è un altro giorno e lui vuole esserci. Berlusconi parla di "confronto sereno e di collaborazione con la maggioranza" e per dimostrare che fa sul serio copia il pezzo del discorso di Rutelli che dice ai giovani di "prendersi" il partito (come ci ha diligentemente fatto notare lo speciale del Tg La7). Caro Emilio Fede, abbassare i toni e confrontarsi politicamente sul piano dialettico è una scelta sacrosanta. Il caldo è già soffocante ad aprile e tutti ci prepariamo a goderci i piaceri della lunga estate calda. La stagione del volemose bene per eccellenza. Certo, c'è il ministro Gentiloni che dice di voler portare avanti la legge sul conflitto d'interessi nonostante questa nuova aria di serenità; ma se fossi in te non mi preoccuperei più di tanto.

XXI aprile 753 a.C.

La Roma che conosco la porto sempre dentro
nei giorni di burrasca e in quelli senza vento
Tra vicoli, palazzi, bar, trattorie
so centomila strade... e so tutte mie
E sono tutte mie le facce della gente
le donne sul balcone, il ricco, il mendicante. Posteggiatori,tassinari, barbieri e benzinai
la Roma che conosco non la conosci mai

Non fa' la stupida stasera
damme 'na mano a faje dì da sì
Non fa' la stupida stasera

La Roma che conosco c'ha sempre er sole addosso
e quanno esco ride, e me lo presta spesso.
E pure quanno piove sembra che non disturba
te fracica, te frega... E' come una donna furba
la Roma se vedemo, dimo, annamo, famo,
non ti devi da preoccupare che tanto te richiamo
la Roma... N'dov'è che devono andare tutti quanti?
Moto, motorini, vespette... ottovolanti.
La Roma che conosco, du' ore pe fa un metro
però mentre te blocca te fa vedè San Pietro

Non fa' la stupida stasera
damme 'na mano a faje dì da sì
Non fa' la stupida stasera

La Roma che conosco è tavoli in eccesso
e tutti addosso a tutti ma stamo bene lo stesso
basta che quel piatto rimanga sempre quello
guanciale, pecorino... e un pò di quel vinello
Che ce fa uscì contenti tra vicoli incantati
a ride con gli amici oppure innamorati

La Roma che conosco te insegna a fa l'amore
e a ogni bacio aggiunge un pò, un pò del suo sapore.
Così la porti dentro dovunque te ne vai
La Roma che conosco... non la conosci mai

Non fa' la stupida stasera
damme 'na mano a faje dì da sì
Non fa' la stupida stasera
Non fa' la stupida stasera
damme 'na mano a faje dì da sì
Non fa' la stupida stasera

Ha vinto lei (un post che aspettavamo (?) da quasi 4 anni)

"Non può piovere per sempre."
Il corvo

Quello che è successo poi, intendo dopo il post dove raccontavo delle vicende con gli squilli anonimi e i messaggi dalle cabine è assai inaspettato. Due giorni fa ho ricevuto un nuovo, e forse definitivo messaggio da una nuova cabina:


SCUSA NON VOLEVO CREARTI TUTTI QUESTI FASTIDI E NON SAPEVO AVESSI UNA RAGAZZA NON AVRAI ULTERIORE DISTURDO.SCUSA ANCORA.

Proprio così. Nessun disturdo. Fine, stop, tutti a casa. Una storia che dura quattro anni risolta semplicemente con un post su questo sito? Dopo 3 anni un nuovo messaggio.
A questo punto parrebbe facile pensare che un buontempone che ha il mio numero si è unito al gioco e da una cabina si è spacciato per la misteriosa ragazza mandando il messaggio. Resta il fatto che da due o tre giorni non ho più ricevuto alcuno squillo proprio come detto. Il che getta dubbi inquietanti:

Possibile che questa persona per anni ha letto questo blog nel totale silenzio senza sapere nulla di me dopo le tante cose scritte qua e la e adesso se ne venga fuori così? Ripescando e leggendo un post che pure era già finito un po' sotto in home page, seppellito dagli altri successivi?
Più facile che qualcuno che legge qui sopra l'abbia avvertita, o meglio, si sia spacciato per lei. L'attendibilità del messaggio è ahimè inconstatabile. Peraltro non si capisce perchè per tre lunghi anni ha preferito stare in silenzio e solo ora si rifaccia viva con i messaggi dalle cabine. Molto, molto strano.

Insomma se fosse come dici hai vinto tu. Zitta zitta ti sei chiamata fuori lasciandomi con un palmo di naso nei miei intenti investigativi di qualche anno fa e senza farmi sapere chi diavolo per tutto questo tempo si è preso la briga colossale di farsi vivo tutti i giorni. Non so perchè ma il mio quinto senso e mezzo mi dice di non crederti del tutto.
Staremo a vedere.

Buffet

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Più simpatico di uno scivolone della Regina Madre, più divertente di una rissa al pub. Thank you, Ciccsoft!
(The Times)

Una lieta sorpresa dal paese delle zanzare e della nebbia fitta. Con Ciccsoft L'Italia riacquista un posto di primo piano nell'Europa dei Grandi.
(Frankfurter Zeitung)

Il nuovo che avanza nel mondo dei blog, nonostante noi non ci abbiamo mai capito nulla.
(La Repubblica)

Quando li abbiamo visti davanti al nostro portone in Via Solferino, capimmo subito che sarebbero andati lontano. Poi infatti sono entrati.
(Il Corriere della Sera)

L'abbiam capito subito che di sport non capiscono una borsa, anzi un borsone. Meno male che non gli abbiamo aperto la porta!
(La Gazzetta dello Sport)

Vogliono fare giornalismo ma non sono minimamente all'altezza. Piuttosto che vadano a lavorare, ragazzetti pidocchiosi!
(Il Giornale)

Ci hanno riempito di tagliandi per vincere il concorso come Gruppo dell'anno. Ma chi si credono di essere?
(La Nuova Ferrara)

Giovani, belli e poveri. Cosa volere di più? Nell'Italia di Berlusconi un sito dinamico e irriverente si fa strada come può.
(Il Resto del Carlino)

Cagnazz è il Mickey Mouse dell'era moderna e le tavole dei Neuroni, arte pura.
Topolino)

Un sito dai mille risvolti, una miniera di informazioni, talvolta false, ma sicuramente ben raccontate.
(PC professionale)

Un altro blog è possibile.
(Diario)

Lunghissimo e talvolta confuso nella trama, offre numerosi spunti di interpretazione. Ottime scenografie grazie anche ai quadri del Dovigo.
(Ciak)

Scandalo! Nemmeno Selvaggia Lucarelli ha osato tanto!
(Novella duemila)

Indovinello
Sarebbe pur'esso un bel sito
da tanti ragazzi scavato
parecchio ci avevan trovato
dei resti di un tempo passato.
(La Settimana Enigmistica)

Troppo lento all'accensione. Però poi merita. Maial se merita!
(Elaborare)

I fighetti del pc della nostra generazione. Ma si bruceranno presto come tutti gli altri. Oh yes!
(Rolling Stone)

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