Monthly Archive for January, 2013

Salviamo la Galleria del Carbone

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La Galleria del Carbone è un posto un po’ segreto e un po’ magico nel cuore della Ferrara medievale, nella tranquilla via del Carbone, proprio di fronte al cinema Apollo, tra il ghetto ebraico e la confusione delle vie dello shopping mondano. Organizza mostre di tutto rispetto con artisti locali e internazionali, reading, proiezioni e quant’altro. Eventi che nel loro piccolo da oltre dieci anni hanno contribuito alla cultura di questa città con semplicità e sobrietà, a volte lontano dai riflettori dei mass media ma con un giro di affezionati avventori via via crescente. Lo mantengono una coppia di artisti ferraresi, Paolo e Lucia, che di alcune mostre sono anche i curatori, con la dedizione che si riserverebbe alla propria casa, tenendo aperto tutto l’anno con vigore e passione e investendo tempo e denaro anche in tempi difficili.

E’ un posto da salvaguardare e da difendere prima che in una città di provincia siano sempre meno le gallerie e le biblioteche e sempre di più i centri commerciali e i parrucchieri cinesi. Paolo e Lucia hanno scritto la lettera che vedete qui sotto alle Istituzioni e chiedono anche il nostro sostegno. Bastano nome, cognome, e la città, qui sotto nei commenti, oppure potete raccogliere un numero di firme di un gruppo e inviarle per fax (qualcuno lo usa ancora?) al numero 0532/761642 o via email all’indirizzo: acca.blu@libero.it 

 

L’Accademia d’Arte Città di Ferrara – Galleria del Carbone, favorita da piccoli finanziamenti elargiti dalla Fondazione Cassa di Risparmio, dalla Camera di Commercio di Ferrara e da alcuni privati cittadini, è riuscita a sviluppare nei trascorsi dodici anni, con passione e lavoro volontario non retribuito, la sua attività culturale. L’”Accademia” è un APS iscritta al registro dell’associazionismo provinciale dal 1998, è pertanto “senza scopo di lucro” come da statuto.

Ora però l’Associazione è in grave difficoltà finanziaria da quando la crisi economica si è aggravata: la parte espositiva in “Galleria” è rimasta senza aiuti e ha dovuto intensificare le forme di autofinanziamento ma, nonostante gli sforzi, la situazione si è fatta sempre più critica fino a diventare insostenibile. Il contributo fornito dalle iscrizioni all’Associazione permette di coprire al massimo due o tre mensilità del canone di affitto della “Galleria” e per i rimanenti mesi e per le spese di gestione non c’è denaro.

E’ necessario, ma anche doveroso, chiedere aiuto prima di decidere di arrendersi e di chiudere la struttura che dà la possibilità ai cittadini, numerosi, che da sempre ci seguono con interesse di dialogare con gli artisti, siano essi ferraresi, italiani o stranieri.

La voce più importante del bilancio dell’Associazione è l’affitto, sarebbe perciò auspicabile poter usufruire gratuitamente, o con un canone simbolico, di una sede messa a disposizione da un’Istituzione cittadina, evitando la chiusura della “Galleria”, per poi continuare ad autofinanziarsi con le esigue risorse appena sufficienti a proseguire l’attività culturale.

Tale richiesta si spera possa essere tenuta nella giusta considerazione, è condivisa dai seguenti Firmatari.

Il mercato del lavoro in Italia

Una cosa che nessuno dice, tanto per esaudire subito il mio bisogno annuale di populismo gratuito e pressapochista e scontato: la flessibilità nel mercato del lavoro è un becero luogo comune, in realtà non serve a nulla, se non a piegarsi la schiena nelle svariate ore passate al computer nella ricerca di una nuova occupazione.

È sbagliato spiegare le proprie teorie usando casi personali, lo so. Ma nel mio piccolo e parzialissimo microcosmo, e dopo qualche anno che navigo nel mercato del lavoro, ho notato sulla mia pelle come diversificarsi sia un boomerang, per chi è alla ricerca dell’unica cosa che conta, nell’ottica di un’Indipendenza: uno stipendio normale. Essere flessibili, io ho anche provato ad esserlo: ho studiato una cosa, e ho scelto di farne un’altra, e poi un’altra ancora, imparando sempre a mie spese in termini di tempo, denaro e stress mentale. Ho lavorato sia nella città dove abito, sia come pendolare. Ho fatto tirocini, e contratti più stabili. Ho imparato a fare più cose, ma non mi sono mai (ecco la parolina magica) specializzato.

E intanto il tempo passava, e oggi mi ritrovo con un’età non più appettibile per provare nuove sperimentazioni, dal punto di vista contrattuale e del datore di lavoro, un’età in cui “saper fare un po’ di tutto”, invece che “bene una cosa sola” si trasforma da pregio elastico a marmoreo sintomo di indecisione e vaghezza e, soprattutto, non appetibilità.

Ecco, nel mio piccolo microcosmo vedo che chi ha saputo scegliere, oggi si ritrova più libero di costruirsi qualcosa che possa quantomeno assomigliare a un “futuro”. Chi invece, vuoi per indole personale, vuoi per le circostanze, ha provato a imboccare strade differenti, è condannato a un eterno presente dove persino la curiosità (scambiata da molti per “puzza sotto il naso”) è diventata esecrabile. Ce n’è abbastanza per emigrare non in un altro paese, ma da se stessi.

Buffet

Le migliori foto di LondraNote sparse su alcune cose curiose
trovate a Londra

Le migliori foto di Berlino Do not walk outside this area:
le foto di Berlino

Ciccsoft Resiste!Anche voi lo leggete:
guardate le vostre foto

Lost finale serie stagione 6Il vuoto dentro lontani dall'Isola:
Previously, on Lost

I migliori album degli anni ZeroL'inutile sondaggio:
i migliori album degli anni Zero

Camera Ciccsoft

Si comincia!

Spot

Vieni a ballare in Abruzzo

Fornace musicante

Cocapera: e sei protagonista

Dicono di noi

Più simpatico di uno scivolone della Regina Madre, più divertente di una rissa al pub. Thank you, Ciccsoft!
(The Times)

Una lieta sorpresa dal paese delle zanzare e della nebbia fitta. Con Ciccsoft L'Italia riacquista un posto di primo piano nell'Europa dei Grandi.
(Frankfurter Zeitung)

Il nuovo che avanza nel mondo dei blog, nonostante noi non ci abbiamo mai capito nulla.
(La Repubblica)

Quando li abbiamo visti davanti al nostro portone in Via Solferino, capimmo subito che sarebbero andati lontano. Poi infatti sono entrati.
(Il Corriere della Sera)

L'abbiam capito subito che di sport non capiscono una borsa, anzi un borsone. Meno male che non gli abbiamo aperto la porta!
(La Gazzetta dello Sport)

Vogliono fare giornalismo ma non sono minimamente all'altezza. Piuttosto che vadano a lavorare, ragazzetti pidocchiosi!
(Il Giornale)

Ci hanno riempito di tagliandi per vincere il concorso come Gruppo dell'anno. Ma chi si credono di essere?
(La Nuova Ferrara)

Giovani, belli e poveri. Cosa volere di più? Nell'Italia di Berlusconi un sito dinamico e irriverente si fa strada come può.
(Il Resto del Carlino)

Cagnazz è il Mickey Mouse dell'era moderna e le tavole dei Neuroni, arte pura.
Topolino)

Un sito dai mille risvolti, una miniera di informazioni, talvolta false, ma sicuramente ben raccontate.
(PC professionale)

Un altro blog è possibile.
(Diario)

Lunghissimo e talvolta confuso nella trama, offre numerosi spunti di interpretazione. Ottime scenografie grazie anche ai quadri del Dovigo.
(Ciak)

Scandalo! Nemmeno Selvaggia Lucarelli ha osato tanto!
(Novella duemila)

Indovinello
Sarebbe pur'esso un bel sito
da tanti ragazzi scavato
parecchio ci avevan trovato
dei resti di un tempo passato.
(La Settimana Enigmistica)

Troppo lento all'accensione. Però poi merita. Maial se merita!
(Elaborare)

I fighetti del pc della nostra generazione. Ma si bruceranno presto come tutti gli altri. Oh yes!
(Rolling Stone)