Archivio mensile di aprile, 2005

Come usare le faccine e vivere felici

La comunicazione per via telematica ormai ha raggiunto livelli di popolarità inaudita. Chiunque è in grado di inviare email, entrare in qualche tipo di chat e scambiare montagne di messaggi attraverso gli istant messenger. Com’è cambiato il modo di scrivere e di pensare della gente? Da anni gli esperti analizzano questo fenomeno di costume per individuarne comportamenti, vizi e virtù. Si è parlato a lungo degli sms, delle ragazzine che abbreviano ttt x cercare di farci str 160 crttri tvtttb. Si è parlato degli approcci tipici del marpione di turno che abborda le ragazze nelle affollate stanze a tema di questo o quel portale. Ma si è fatta poca attenzione su un’interessante funzione che è entrata prepotentemente nella comunicazione non verbale delle nuove generazioni. Le faccine: gli emoticons.

Ciò che i nostri padri erano in grado di esprimere perfettamente con le migliaia di parole del dizionario italiano, noi oggi non siamo capaci di farlo. Necessitiamo troppo spesso della "faccina", del sorrisetto, dell’ammiccamento finale, per rendere il tono della nostra frase. Giustificati da quel simbolino grafico ruotato di 90 gradi possiamo potenzialmente dire di tutto, stravolgendo completamente il senso della frase precedente. Notate la differenza ad esempio tra:

Sei un idiota!

oppure

Sei un idiota! :-p

La prima, lascia che siano le parole ad esprimersi: suona come un’offesa tout court. Nella seconda introduciamo un elemento alla fine che denota scherno amichevole e nessuno se la prenderà mai per una frase del genere. Possiamo dire cose tristi e inserire una faccina sorridente alla fine: la frase risulterà serena e distesa. Possiamo raccontare episodi sfortunati: una faccina piangente denoterà disperazione, una con la lingua suonerà quasi come un autocompatirsi. Quante incomprensioni nascono quando ci si permette di non farne uso! Il tono di certe frasi può dar luogo ad interpretazioni errate e far scattare battibecchi inutili.

Abituati ormai all’abbondare di questi mezzi grafici, abbiamo dimenticato l’uso della parola per esprimere le emozioni. Ci siamo scordati come rendere i sentimenti e le sfumature mediante il solo uso delle innumerevoli espressioni che la lingua italiana ci offre. Torneremo mai indietro, o Leopardi e Dante non ci hanno insegnato proprio niente? Allo stato delle cose, il simbolismo grafico sembra però trionfare. :-(

Categorie: Società

Espatrio

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La vita qui continua, fra un’uscita e l’altra, qualcuno abbandona i corsi all’università, qualcuno torna nella città natale, qualcuno come me continua a prestare una minima attenzione ai corsi e ai divertimenti. Nel frattempo il sole è sempre più frequente, le fontane sono state riaperte, i fiori sono sbocciati, i ragazzi riprendono gli sport all’aperto e i parchi brulicano di più o meno giovani, con cani, biciclette, palloni, fidanzati e fidanzate. Ma la cosa più importante è che questo periodo sta venendo caratterizzato dall’arrivo a Budapest dei primi amici dall’Italia. Andrea di ferrara, detto anche "cotica" è stato il primo di una lista non ben definita, è arrivato e se ne è andato, ma in 5 giorni è riuscito a lasciare il suo segno in questa grande città dell’Est. Ora è qui con noi Roberto da Milano, forse da voi meglio conosciuto come RDS, compagno di numerose avventure universitarie e non. Qui per distrarsi dall’intensa vita milanese è rimasto colpito dai particolari e contrasti di questa città, quei segni che in pochi scorgono, ben lontani dall’occhio delle numerose scolaresche italiane che stanno invadendo le strade di cui credevamo esserci appropriati…si perchè li riconosci subito, belli spavaldi, hanno i più grandi sun glasses d’Europa, scansiscono le belle ragazze ungheresi ed escono con frasi del tipo "A gnocca!!", e queste professoresse che invano cercano di educarli, senza insistere troppo però, se no si sente "A professoree ma che merda è!?".

Oggi splende il sole, fa caldo, Roberto sta visitando la chiesa di Mattia e Giovanni è in facoltà. Questa città vi aspetta ese venite mi raccomando niente occhiali da sole, è bello anche guardare come splendi il sole in una città dell’Est! Chissà se un giorno scriverò dell’arrivo a Budapest dei Sig. Ciccsoft!? 

Categorie: Personale

Tanto è gratis

Visto che le tre canzoni messe a scaricare nell’apposita sezione di questo blog lasciano a desiderare, potete sempre rifarvi scaricando queste: Jack Johnson - In Between Dreams (album completo), Weezer - Make Believe (album completo), Nine Inch Nails - With Teeth (album completo), Ben Folds - Songs for a Silverman (album completo).

P.S. Qualcuno dei capi può spiegarmi perché si passa a Movable Type mantenendo il pannello di controllo uguale a quello di Splinder?

Categorie: Musica

A Splinder

Nel post che inaugura la seconda serie de "I Ciccsoft", mi si chiama ironicamente in causa riguardo ai rimpianti per il nostro passato splinderiano. Dal momento che qualcuno deve pur prendersi l’onere di ringraziare la precedente piattaforma che ci ha ospitato per mesi e mesi, decido pertanto di mettere da parte la mia dignità, osando ringraziare Splinder suddetto. Mi sono permesso di dedicarle una breve ode, che ora declamerò:

Splinder è stata la culla del nostro bloggare, colei (o colui, o forse è ermafrodita) che ha saputo conquistare la nostra vena scrittrice col suo fare semplice e senza fronzoli, ci ha saputo viziare con la sua pagina dei Preferiti e insieme a lei siamo cresciuti. Abbiamo sopportato le sue bizze ad ogni rilascio di versione nuova, sapendo che rimaneva un giaciglio confortevole per depositare i nostri pensieri. Bastava uno sguardo, un click e c’era subito sintonia. Ora che compiamo questo balzo orgoglioso e un pò arrogante, ammettiamolo, lasciateci dire che ci mancherà il suo azzurrino patetico ma accogliente, risibile ma immediato. Ed è subito bug.

Categorie: Mondo blog

Inauguriamo sto Movable Type!

Ebbene mi posso autoassegnare il premio come primo "poster" del nuovo blog (subito dopo il Demiurgo e il suo Compare interista). Non ho niente da dire… solo che su Linux con Firefox si vede peggio di prima, ma per fortuna mi dicono che la situazione presto migliorerà… Bye

Categorie: Mondo blog

L’abbiamo fatto!

Che dire…il grosso è fatto, come disse la madre di Giuliano Ferrara partorendo. Non resta che attendere che ci segnaliate qualche tonnellata di bug qua e là e proseguire come abbiam sempre fatto. Cambia la forma ma non la sostanza insomma: noi restiamo cialtroni come non mai. Alcune cose però vanno dette, perchè ci sembra giusto farlo.
  1. Il nuovo template, oltre che essere notevolmente più rapido di prima è sistemato per benino con css e xhtml a parte la testata, che potrebbe dar luogo ad errori di visualizzazione. Risolveremo presto il problema. Dovrebbe vedersi tutto bene su ogni browser eccetto Konqueror che inspiegabilmente sposta le immagini dove vuole lui. Il css inoltre è impostato per risoluzioni almeno di 1024×768 pixel: nelle prossime settimane un javascript orienterà automaticamente i monitor a bassa risoluzione ad una versione alternativa del sito.
  2. Doverosi ringraziamenti: a Woland, Xarface, Andrea Beggi, Fabbrone e Cris per l’aiuto e i consigli nell’installazione di Movable Type e nell’impostazione corretta del css, e a tutti i ragazzi della chat di Radionation per il supporto morale e la pazienza con cui hanno sopportato mille domande tecniche.
  3. Il feed rss di BlogItalia del vecchio blog non funzionerà più, sostituito da quello nuovo qui sotto riportato. Anche la klip per Klipfolio è nuova:

  4. La barra delle categorie nera in alto non apre ancora le categorie dove non sono stati ancora fatti post. Il motivo pare ovvio… :-p
  5. Due novità: a destra nella colonna il link a Pulp, il mensile cartaceo da scaricare in pdf che viene distribuito nella nostra città e raccoglie una selezione di questi post, e RiempiPod, dove ogni 15 giorni troverete tre mp3 da scaricare secondo gusti e consigli de’ noantri.
  6. Nel realizzare il template bisogna riconoscere di aver trovato ispirazione da alcuni siti: Brenzario per i titoletti nelle colonne, Quattropassi per la sezione con gli mp3 da scaricare, Daveblog per la sezione in basso con i ringraziamenti, Macchianera per le barrette della data e dei commenti, Rolling Stone (primi numeri) per il carattere dei titoli, Metrostation per l’idea della testata. Diamo a Cesare quel che è di Cesare: se le cose sono fatte bene perchè non prendere spunto?
  7. Per gli autori, niente paura, il sistema è pronto e ben collaudato. Riceverete entro stasera le password e le indicazioni per scrivere. Per favorire il distacco dal caro vecchio Splinder è stato installato il medesimo editor così da farvi sentire ugualmente…a casa. ;-)
  8. Ultimo doveroso saluto, al compagno di avventure Splinder. Come è stato per tutti, viene il momento di staccarsi dalla mamma chioccia e camminare con le proprie gambe. Grazie per l’ospitalità, il supporto e le incazzature quando qualcosa andava storto. Attimo vi ricorda con particolare affetto e vi manderà una cartolina dalle vacanze quest’estate. Sempre che ci riesca ad andare, in vacanza. :-p
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L’attualizzazione

Milano, oggi.Del 25 aprile, della Resistenza, dell’Italia libera e unita, oggi ho tentato di capire solo una cosa: agli Italiani gliene frega qualcosa? In un impeto di umarellizzazione, con la Nuova Ferrara sottobraccio ho inforcato la bicicletta e sono accorso in Piazza Trento e Trieste, qui a Ferrara, dove si sarebbe tenuta una celebrazione del Sessantesimo. Appoggiato alla balaustra in attesa che riuscissero a far funzionare un microfono, guardavo dapprima il minuto palco carico di autorità e reduci, e poi la folla sparuta che si andava radunando davanti. Più o meno sapevo cosa avrebbero detto il presidente dell’Anpi provinciale e il Sindaco… Sapevo che non avrebbero perso occasione per collegarsi alla Costituzione attualmente violentata in Parlamento e alla blasfema richiesta di parificazione tra partigiani e repubblichini che in questi ultimi anni i destrorsi, gasati dall’essere al governo, tentano di proporre. La cosidetta "attualizzazione" del 25 aprile, direbbe un editorialista forbito, che andrebbe ad intaccare una corretta considerazione della festa della Liberazione. Ma è su questi passaggi che la folla sparuta si spella di più le mani (molte mani vecchie, molti mani di turisti occasionali, poche mani di cittadini, pochissime di giovani) e non nelle commosse rivendicazioni di quei drammatici giorni, e non sui retorici giri di parole riguardo agli alti valori della Patria. E’ ovvio che la gente risponda maggiormente ad impulsi contemporanei che non a quelli impolverati del Passato che li riguardano da lontano, ma questo non depone a favore di un eventuale e partecipato coinvolgimento delle genti italiche riguardo al 25 aprile. La gente purtroppo per partecipare ha bisogno di divisioni, di visioni alternative, di spaccature: un’unica visione condivisa dell’evento non scalderebbe gli animi. La Ferrara rossa ha voglia di indignarsi per la Costituzione stravolta e il revisionismo che tentano di far passare il governo ostile, e batte le mani più fragorosamente pensando alla parte avversa, non presente in piazza (e tuttavia come potrebbe esserlo?), indi per cui mi riesce difficile pensare a una festa di tutta l’Italia unita. Non lo siamo, uniti, c’è ancora troppa voglia di arroccarsi su posizioni fasciste e antifasciste (quando ormai il fascismo non esiste più), partigiane e antipartigiane. C’è sete di divisione e di un antagonista comune, da entrambe le parti, per unire un popolo altrimenti disaggregato nella più totale apatia verso gli alti, altissimi (anche perchè così distanti) valori della Patria libera e unita. I politici di oggi, che sono miserevoli, lo sappiamo bene e sappiamo anche di meritarcelo, non perdono occasione per confermare le mie parole. Bondi dice che "La sinistra ha piegato il 25 aprile a un obiettivo politico". Forse è così, forse è una festa di una parte politica del paese, ma Bondi dovrebbe ricordarsi che fu merito di quella parte se ora può permettersi di criticarla. Prendo atto dell’inevitabile divisione. E mi chiedo: cosa resterà del 25 aprile quando anche questa stagione politica, fatta di antiberlusconismo, di revisionismo e di anticomunismo sarà finita (prima o poi finirà…) come la riempiremo questa festa della Liberazione, senza neanche i vecchi reduci a celebrare ricordi vissuti in prima persona? "Viva l’Italia", grida il sindaco, e la piazza si svuota in fretta.
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Categorie: Politica

Scelte ardue

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Categorie: Mondo blog

No excuse 2015

Firma la petizione e falla girare!

E ricordate che ne avevamo parlato molto prima di Mtv…
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Categorie: Segnalazioni

i dialoghi tra SI e NO

: abbiamo un governo nuovo
: sistema usato sicuro, prego.

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Categorie: Politica

i dialoghi tra Boh e Mah

: Ieri ad Otto e mezzo Fassino ha detto: "Bei tempi quando c’era la Democrazia Cristiana!"
: Vorrà fare colpo sul nuovo papa

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Categorie: Politica

Uomo avvisato

Fossi in voi valuterei l’idea di smetterla di entrare qui dentro utilizzando l’indirizzo http://ciccsoft.splinder.com per tuffarvi nell’unico e definitivo www.ciccsoft.com No, lo dicevo per voi, casomai doveste rimanere gabbati la prossima settimana. Giganteschi cataclismi e mirabolanti fuochi d’artificio in vista. Ma prima, 3 giorni di vacanza in Croazia lontano da tutto l’ambaradan. Statemi bene. ;-)
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Categorie: Varie

Paese che vai prodotto che trovi?

La Comunità Europea sta decidendo se imporre che sui prodotti importati da Paesi extra-CE sia presente l’indicazione della provenienza. Chi si augura che questo avvenga, e avvenga presto, può compilare il questionario proposto dalla CE sul suo sito.
Io fossi in voi lo farei. Sapevate che il prosciutto di Norcia può anche non essere prodotto a Norcia? Basta che per tre mesi della sua stagionatura abbia "respirato" l’aria di Norcia, poi che venga dalla Norvegia, dalla Cina, o da chissà dove, sempre "Prosciutto di Norcia" è.

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Categorie: Segnalazioni

Pippone pallosissimo sul nuovo Papa

Potevo risparmiarvelo? Ennò! Perchè lo so che dopo quello che ho detto riguardo la morte di Giovanni Paolo II volete sapere cosa ne penso dell’elezione di Ratzinger. Oppure anche no. Facciamo che se me lo chiedete privatamente magari vi rispondo anche più in dettaglio mentre qui mi limiterò ad esprimere il mio rammarico con "poche" righe. Astenersi perditempo, leggetevi altri post senza timore di perdervi nulla di utile in ciò che segue. E non venitemi a dire che sono tutti contenti per questa nomina. Leggete le reazioni a caldo in piazza San Pietro ieri pomeriggio o fatevi un giro di opinioni tra i vostri amici e conoscenti.

Tutto è andato secondo copione. Nessuna sorpresa, nessuna novità, quasi un passaggio indolore all’interno della gerarchia ecclesiastica. Ratzinger favorito, entra papa in conclave e ne esce papa, alla faccia dei giornalisti che spettegolano dopo le fumate nere e dei broker che ci hanno guadagnato non poco. Sono rammaricato, dicevo qui sopra, per la scelta così scontata, quasi "banale" di una figura ormai arcinota all’interno della Chiesa. Una figura di altissimo rigore e profonda fede ma che non ha mai avuto niente a che vedere con il popolo cristiano: troppo schivo, troppo riservato e altezzoso nei modi, quasi l’opposto di quel Grande Papa con cui condivideva però la visione della cristianità nel terzo millennio. Un Papa che era sceso tra la gente, che aveva girato mezzo mondo e incontrato capi di stato, attentatori, dittatori e leader spirituali di ogni dove. Un Papa aperto all’ecumenismo a dispetto del neo pontefice Benedetto XVI così chiuso nella sua battaglia contro il relativismo dilagante.
Non interessa ora stare a fare dietrologie sulla vita di Ratzinger, scoprire che era iscritto alla gioventù hitleriana, o altre amenità ben nascoste in un armadio e prontamente spolverate dal giornalista cercascoop di turno. Ci basti il nome scelto, preso a scatola chiusa, non conoscendo affatto l’operato che magari da domani si rivelerà essere efficacissimo.
Ci troviamo con un Papa dall’aspetto austero, quasi ottocentesco nei modi, aristocratico e simboleggiante il potere ecclesiastico nelle sue più buie sfaccettature. Un Papa che parla come Schumi, e già questo suona un po’ kattivo alle nostre orecchie: in queste poche ore l’abbiamo bollato scherzosamente come un piccolo gerarca tedesco che metterà a stecchetto la Chiesa. Come probabimente sarà. Tecnicamente non cambia niente nella sostanza, cambia tutto nella forma. Stessa dottrina di Wojtyla ma espressa in maniera più rigida e senza il sorriso sulle labbra: stupiva la bonarietà e l’indiscutibile fascino del Papa polacco, colpisce la compostezza e la rigidezza di Benedetto XVI. Saprà parlare ai giovani che accorrerano a migliaia a Colonia per salutarlo? Troverà punti di incontro con le minoranze religiose? Cercherà un dialogo su omosessualità, aborto e bioetica? Sono sfide aperte per un Papa eletto nel 2005 con tanto lavoro ancora in sospeso. Sono sfide che andavano assegnate ad un Papa nuovo, ad un uomo diverso, che davvero segnasse un punto di discontinuità con il passato. Sognavamo tutti un Papa sudamericano o africano, che finalmente si sarebbe occupato dei problemi del terzo mondo e avrebbe spianato la via per un rilancio moderno di tutto il clero. Nella Chiesa oggi è prevalsa ancora una volta la continuità e l’unità, per tirare avanti, dritti come un fuso, non curandosi di un mondo che va da tutt’altra parte. Per quel che può valere la mia modesta opinione, una grossa occasione persa.

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Categorie: Società

Benedett’uomo

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Categorie: Satira



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