Archivio mensile di settembre, 2007

Lo scalino

Troncon festeggia la meta italianaLa sensazione che il rugby italiano non ce l’avrebbe fatta ad entrare tra i primi 8 al mondo è sopraggiunta quando un individuo tozzo e sogghignante, indicando lo schermo fa notare all’amico seduto in sala a trepidare per Scozia-Italia: "Ma cosa stai guardando, guarda che non è mica calcio questo!"
Peccato, perchè per la cosidetta "crescita del movimento" una vittoria decisiva ai Mondiali sarebbe stato lo scalino (scalone) necessario da salire. Invece ci si ferma a qualche vittoria, quando capita, nel Sei Nazioni, contro avversarie alla nostra portata. Difficilmente gli italiani si appassionano a sport che non vincono le partite volàno, quelle che fanno poi scattare orgoglio e spirito di emulazione. Così il rugby italiano rischia di rimanere ambiguamente a metà strada tra sport di nicchia e sport di massa. Con il calcio-totem, in Italia la deriva per chi non sfonda è un’ipotesi abbastanza plausibile.

Peccato, soprattutto perchè per appassionarsi davvero a questo incredibile sport, basterebbe guardare la faccia di Troncon e compagni durante tutti i momenti della partita. Si va in meta anche così.

Categorie: Sport

For our friends in Burma

burma.jpg
support fight for freedom: today wear a red shirt
Categorie: Segnalazioni

Voci in capitolo

C’è un’anomalia nel sistema politico italiano. C’è un problema maggiore di bipolarismi imperfetti e bilanciati, forse causa di tanti mali, dovuto in larga parte ai media e al fatto che ci troviamo in Italia, terra di mafia e bustarelle, spinte, appoggi, raccomandazioni. Sono i partitini, quelli da cinquepercento trepercento, esaltati dalle tv come se davvero avessero voce in capitolo su qualcosa. Spiace far notare che non cel’hanno affatto, in virtù del pugno di elettori che rappresentano. Eppure in questo Belpaese fanno crollare governi, ricattano poltrone, minacciano crisi. L’esperienza insegna di stare attenti ai ribaltoni dei politici più banderuole e nonostante ciò chissà perchè sono sempre presenti in questo o quel governo.

Due i compiti urgenti: per tv e giornali finirla di riportare al telegiornale anche la loro stupidissima opinione in merito tutti i santissimi giorni su ogni cosa, e togliere visibilità a questi politicanti buoni solo ai salotti di Vespa senza che un briciolo di costruttività venga portata da parte loro nelle sale decisionali del Governo. Per chi governa, crea coalizioni, vuol fare davvero politica: a casa i vari Mastella, Diliberto e altri semina zizzania. Un conto è far politica, un conto è governare il Paese. E per quello non c’è trippa per questa gente, punto e basta. Si ammetta che non hanno la forma mentis, non sono adatti, non sono disposti.

Categorie: Politica, Quasi adatti

Grosso guaio a Viale Mazzini

(A un tavolo lunghissimo sono sedute due persone calve)
- Il caso è serio.
- Certo ma…
- Niente ma. Il caso è serio.
- Tu che ne pensi?
- Di culo
- Sì ma di culo come?
- Che vuol dire "di culo come"?
- Vuol dire "di culo come". Vuol dire questo. Significa: come lo dobbiamo inquadrare questo culo?
- E appunto! Un culo come vuoi che si inquadri? Di culo! Le fai girare, metti un videowall, non lo so!
- Non funziona…
- Cosa non funziona?
- Il videowall…
- Per Dio, era tanto per dire. Un videowall per inquadrare il culo. Le fai girare, fai venire la giuria… Un modo si trova…
- Te l’immagini?
- Cosa?
- Mike che fa girare 45 miss di culo?
- …
- Diventa comico… E noi non vogliamo l’effetto comico.
- E quindi?
- …
- …
- Non lo so… Serve un’idea.
- Siamo qui apposta.
- Sì ma serve un’idea per la stesura della prossima scaletta, vale a dire entro questa sera…
- Merda…
- Già.
- Che dice il Direttore?
- Che vuoi che dica…
- Che dice?
- Niente dice. Come sempre. Sta di là a farsi i bigodini o quello che cazzo fa tutte quelle ore in sala trucco…
- Merda.
- …
- Potremmo…
- Cosa?
- No, niente.
- Dimmi.
(Fuori, intanto, crolla a terra un uomo. Un laureato suicida dal settimo piano: non ne poteva più di un contratto a tempo determinato da 650 euro lordi)

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Categorie: Società, Tv

L’aiuto di Zio Bill

Mi trovavo ieri a riparare l’ennesima adsl non funzionante di un grosso operatore telefonico. A differenza del solito il cd dei driver non era sufficiente a far andare la connessione, che dopo il primo tentativo andato a buon fine ripresentava lo stesso tipo di errore e non si collegava più. Ebbene l’ho fatto e sono qui oggi a testimoniare che a volte, si badi bene a volte, serve a qualcosa. Nella finestra di errore ho cliccato sull’inutile pulsantino ? di Windows. E’ comparsa una nota giallina con le indicazioni per risolvere il problema a me nuovo. Gli ho dato retta, risolvendo magicamente in zona Cesarini il problema grazie a Zio Bill. E io ingrato che ne parlo sempre male con tutti i clienti.

Categorie: Quasi adatti

Palinsesto, finalmente

Stasera, dopo 36 anni di assenza dagli schermi televisivi, è stato finalmente trasmesso Arancia Meccanica.
Tra l’altro su La7.

Qualcuno di Mediaset e Rai abbia il coraggio di venire qui e spiegarmi perché ogni sacrosanto anno trasmettono film come Pretty Woman e Ghost e invece i capolavori o non passano mai (come in questo caso) o vengono relegati alla terza serata anche se in prima visione assoluta (cito come esempi Magnolia e Eyes Wide Shut, che sono assolutamente da vedere nonostante l’ingombrante presenza di Tom Cruise).

Categorie: Tv

Dammi solo un minuto

Al mattino suonano sveglie circa ogni due minuti. La prima, quella di mia madre, che si alza per le colazioni e il tiggì mattutino. Poi il primo richiamo di mio padre, ritardato di altri 15 minuti di crogiolamento a letto. Poi la mia, ritardata di 10 minuti in 10 minuti fino all’impossibile, tanto che alla fine mia madre spazientita si affaccia a svegliarmi chiedendomi a che metto a fare un allarme se poi non mi alzo. Infine mia sorella: che ne punta due o tre ad orari diversi ma solo una (lo sa bene lei!) è l’ultima ineluttabile ultima chiamata.
Tra le coperte tiepide e un sogno morbido, alzarsi ricomincia ad essere faticoso. E’ tornato l’autunno.

Categorie: Quasi adatti

Alice nel paese delle meraviglie

La mia connessione adsl di Alice è ridotta a uno stato pietoso, ha più buchi di un emmenthal mitragliato. Da sempre diffidente verso i call center, dopo settimane di connessioni mordi e fuggi decido finalmente di rivolgermi al centro assistenza del 187. Ad accogliere le mie istanze premurosi operatori, che risolvono ogni volta il problema con un pizzico di ironia.

10 giorni fa
Attimo: Pronto, buongiorno…
Operatore: Centro Assistenza 187, buongiorno.
A: Salve, la chiamo per un problema alla mia linea ADSL, è soggetta a frequentissime disconnessioni, da cosa può dipendere? So che il livello di rumore della mia linea è particolarmente elevato, è una linea vecchia sa…
O: Ora controlliamo!
A: Ok grazie.
O: Vediamo un po’…
A: …
O: …
A: Sa, cade di continuo, sono mesi ormai che fa così…
O: Sì, sì, stiamo dando un’occhiata…
A: Bene…
O: Uhm… Provi a connettersi ora… Si è connesso?
A: (dubbioso, sapendo benissimo che la connessione va e viene, mi connetto) sì, in questo momento sì, ma…
O: Ah bene, allora la saluto! Buona giornata!
<clic>

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Categorie: Hi-tech, Personale

Due righe su Repubblica, due

Repubblica, ormai il maggior quotidiano nazionale secondo alcuni, il secondo maggiore secondo altri, ha lanciato come forse avrete visto pochi giorni fa la sua nuova veste grafica. Una voglia di rinnovamento generale di tutto il gruppo editoriale, che muta l’aspetto oltre a L’Espresso (la cui grafica era ancora attuale e piuttosto recente), al popolare quotidiano La Repubblica e all’allegato Il Venerdì, a partire dal prossimo numero. Transizione fortemente voluta da Ezio Mauro, sempre attento a rapportarsi con gli altri giganti europei dell’informazione per essere moderno, popolare, internazionale.
Una strizzatina d’occhio al Guardian nemmeno troppo velata, a partire da quella che è stata pubblicizzata come novità e novità non è affatto, quell’R2 che suona tanto come il G2 inglese seppur in parte diverso nella forma. Anche la prima pagina non lesina nel copia-incolla: i richiami sopra la manchette della testata hanno il sapore anglosassone del giornale popolare, tra il Resto del Carlino e il Sun, e pure son presenti nel Guardian che ha però una grafica in generale più moderna. Se Dio vuole ci siamo tolti dai piedi quell’orrido color ocra, sostituito da un grigio elegantissimo che però porta con se’ scarti del vecchio Espresso: il font usato per i titoletti di richiamo è anticheggiante proprio come i titoli del settimanale e forse stride un po’ con quest’aria di moderno, ma sarà questione di abitudine probabilmente.

L’avvento del colore, che pochi anni fa ha progressivamente coinvolto tutte le sezioni del quotidiano, lo porta ad avere l’aspetto quasi di un magazine più che di un vero e proprio giornale serio. Grafica, uso di tabelle, schemi, disegni, persino titoli colorati e fuori allineamento per essere accattivanti proprio come in una rivista di settore campeggiano ormai da tempo nelle pagine di "Cultura e Spettacoli" e "Sport".
Si alleggerisce anche il font generale dei titoli di prima pagina. Ora il carattere tipografico è più stretto, più sottile e fine, mai strillato e grassetto come certi titoloni post elezioni o morti celebri.
Inutile invece a mio avviso, questa smania di mettere link dappertutto, mostrando una connessione tra il quotidiano e la rete praticamente inesistente nella realtà. Sappiamo bene quanto i media siano restii a linkare le risorse a cui attingono, e lo spazio in alto dove ogni articolo riporta alcuni link utili si rivela in realtà un riempitivo con i soliti due o tre siti istituzionali e privi di alcun riferimento alla notizia in questione. Se non servono, non metteteli. Se non ci sono siti utili su quella specifica notizia, è inutile linkare il sito di Camera e Senato ogni giorno quando si parla di semplici boutade politiche.

Ma veniamo ad R2. Quello che dovrebbe essere il fiore all’occhiello del nuovo quotidiano è ahimè una minestra riscaldata di roba già esistente. Una pagina di Cultura allargata, che include opinioni, commenti ed editoriali prima sparsi tra le pagine. Fuori: le notizie e basta, anche in maggior numero grazie a box con brevi pillole dal mondo. Dentro: quelle che loro chiamano le idee. Approfondimenti e dossier, speciali e interviste già esistenti da un pezzo e banalmente riunite al centro. Più che una rivoluzione o un nuovo "giornale", a me par sempre e soltanto un accorgimento editoriale e grafico. Una buona scelta, a conti fatti, specie per il fatto che cambiando l’ordine degli addendi (e quindi non cambiando il risultato) Repubblica ha fatto parlare di se’ proponendo una cosa nuova che nuova non è. E quanto a lanciare iniziative e raccolte pacco di libri e enciclopedie, dischi, nuovi inserti e boiate varie, Repubblica non la batte nessuno.

Categorie: Segnalazioni

Killing Moore

Secondo me Micheal Moore è la risposta americana nazional-popolare ad Antonio Ricci di Striscia la Notizia.

Non a caso Antonio Ricci piace alla gente che io reputo più insopportabilmente di destra, (Beppe Grillo compreso) esattamente come Michael Moore piace alla gente che io reputo più insopportabilmente di sinistra. Significherà qualcosa questo fatto? Forse no, ma provo a spiegarmi.

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Categorie: Cinema, Politica

Bye bye Emule: Donkeyserver non funziona più

Tempi duri per chi scarica da internet: dopo Razorback l’anno scorso, un altro serverone di scambio files va a ramengo. Vedete che potete fare.

Categorie: Hi-tech

Storie toscane - 2. Il problema dei pali

(la prima puntata è qui)

Vi avevo lasciati con la questione aperta: come far reggere una tenda con soli due pali? La soluzione, forse ovvia, è stata usare quello che doveva essere adibito a filo per stendere i panni come tirante del palo orizzontale, il tutto con l’ausilio di un alberello li a fianco. Una cosa del genere:

tenda4.jpg
Il picchetto a terra, che deve sorreggere il peso del palo e della copertura in tela, avrebbe dovuto essere piantato con somma perizia. Invece il sottoscritto lo lascia a metà infilato in morbida terra scura perchè quando si è imbranati lo si è fino in fondo.
La tenda sembra stare effettivamente su, sebbene sbilenca, in un assetto testimoniato in questa unica foto ricordo. Ci concediamo un giretto serale per esplorare la zona.
A sera rientriamo discretamente tardi. C’è vento, che fischia tra gli alberi e rende tutto più cupo. Pure la tenda, che sbilenca attende nell’oscurità il test vero e proprio della prima notte.
Verso le 4 del mattino Puntini si sveglia, o meglio MI sveglia.
- Sento dei rumori. C’è qualcuno attorno alla tenda
- Ma figurati, chi vuoi che giri a quest’ora! E’ il vento.
- TI dico di no… è un po’ che sono sveglia
- Sono gli aghi di pino che cadono sulla tenda vedi? Fanno quel rumore che sembrano passi. Effettivamente sembrano passi ma vedi? Sono quegli aghini che si vedono in controluce.
Puntini mi crede a fatica dopo mezzora o forse si addormenta o forse, più probabilmente, mi riaddormento io e mi lascia dormire. La prima notte è andata quando il sole posa i suoi primi raggi sul mio volto sonnacchioso trasmettendo una luce arancio simpaticissima.

Alle nove circa del mattino Puntini si prepara per la spiaggia e approfitta del mio pigrare nel sacco a pelo per il rito della ceretta. Alle nove e cinque la tenda collassa su stessa. Il picchetto si sfila da terra e il filo duramente provato dal vento cede definitivamente. In una scena comica la ritiriamo su davanti agli sguardi attoniti dei vicini di tenda. Che gli venga un colpo, toscani di merda, nessuno ci dà una mano o si propone per aiutarci. Loro, le loro capanne ultraspaziali e la tv via satellite affanculo.

La notte seguente la tenda è ancora (in)stabile al suo posto e possiamo andare a dormire tranquilli.
Alle quattro del mattino, di nuovo, Puntini mi sveglia.

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Categorie: Racconti

Sulla superiorità della Mela

L’auricolare destro del mio iPod Nano 2g gracchia.
Sgomento, panico. Giro su internet a caccia di auricolari a basso costo.
Scopro che dal sito Apple si può chiedere in garanzia la sostituzione anche degli auricolari.

Alle 15.30 di ieri pomeriggio ho richiesto assistenza online e la sostituzione via corriere espresso.
Alle 13 di questa mattina avevo i miei auricolari nuovi sulla scrivania.

Poi vi chiedete il perchè del successo di Apple, e perchè iPod è tanto superiore a qualsiasi altro lettore mp3 sul mercato, che fareste bene a non considerare nemmeno.

Categorie: Hi-tech

Quando il saggio mostra la luna con il dito, lo sciocco guarda Beppe Grillo

La maglietta di Beppe GrilloDue o tre cose su Beppe Grillo, senza entrare nel merito dei contenuti dei suoi comizi, sui quali non sono completamente d’accordo.
Personalmente non mi hanno sorpreso le 300mila persone radunate in Piazza Maggiore ad ascoltare Beppe Grillo. Se Grillo andasse in televisione farebbe minimo 10 milioni di telespettattori, dato che praticamente tutti sono d’accordo con quanto sostiene. Grillo non fa che ribadire questioni ormai assodate: tutti (non solo i politici) ci stanno fregando, ci stanno rubando soldi e dignità, e noi ci siamo rotti i coglioni. Ma dai. Quello che invece mi inquieta è la capacità del "Sistema" di assorbire ogni tentativo di destabilizzazione. Sono trascorsi appena due giorni dal V-Day ed ecco che di Grillo e dei suoi vaffanculo, e dei grandi numeri smossi (afflusso, consenso, mobilitazione) non si parla quasi più sui "media tradizionali", ma il tutto viene ricondotto alla Politica. I giornali trattano l’argomento su due versanti:
- le dichiarazioni dei politici, divisi tra coloro che fiutano l’aria ed ammiccano all’antipolitica, e di quelli che invece vogliono tenersi stretti i propri conservatori elettori e parlano di "demagogia e pressapochissimo";
- l’insinuare la possibile deriva populistica di Grillo, da comico ad adunatore di masse adoranti fino addirittura a vociferare di una possibile candidatura alle prossime elezioni (già pronto il sondaggio).
Della proposta di legge tracce sbiadite. Gli anticorpi di questo "sistema-Italia" (fatto di giornali, tv e politica, un blocco monolitico e refrattario) sono lestissimi e con il pelo sullo stomaco. Gomma solida e pronta ad assorbire l’impertinenza, conscia che la massa verrà distratta dalle sterili polemiche sopracitate, oppure annoiata. Si soffoca sempre il dibattito distogliendo l’attenzione, per chi ci casca, oppure facendo allontanare per noia e disgusto chi invece vorrebbe approfondire. Tanto Grillo non lo può votare nessuno, e dunque il popolo del V-Day ha un valore tendente allo zero.
UPDATE: gli anticorpi dilagano, come previsto.

Scontata è pure la reazione critica al Qualunquismo e ai toni troppo sguaiati del Grillo Sparlante. L’obiettivo di Grillo non è far passare una legge particolare, ma abbraccia l’intero complesso della nostra esistenza. Il vaffanculo è generalizzato ed estendibile a tutte le clamorose porcate che si perpetuano ogni giorno in ogni settore della nostra esistenza (e mi sembra superfluo doverlo scrivere, sono le stesse cose che dice la casalinga di Voghiera): ambiente, comunicazione, industria, economia, società, diritti, politica, fino ad arrivare al concetto stesso di relazione interpersonale e popolare, alla ricerca di schiettezza, onestà e pragmaticità genuina (non quella da vipere che attualmente ottenebra tutto e tutti). La Rivoluzione Totale che ha in mente Grillo la si dovrebbe forse fare a colpi di fioretto? O forse non sarebbe più adatto allo scopo un ideale badile dialettico da imbracciare e sferrare sulle gengive dei guardiani dell’Impero? Nel dubbio, le menti brillanti della nostra società producono le solite e convisibili considerazioni: Michele Serra ha ovviamente ragione, tuttavia non è altro che un ingranaggio critico ma mansueto che, sostanzialmente, non smuove nulla. Prende atto, riempie le pagine di buon senso, fa annuire con la testa, ma viene soverchiato da chi urla di più: i politicanti si fanno aiutare dai microfoni dei giornalisti, perlomeno Grillo ci mette la sua voce.
Categorie: Attualità, Politica, Società

Il Signor Gambero

Sono uscito di casa che faceva caldissimo. Stavo per raggiungere la mia macchina parcheggiata - la mia macchina è rossa e da lontano si vede subito - quando qualcosa di molto più interessante m’ha distratto. Sul vetro di una Golf verde petrolio, appoggiato al tergicristallo, dove di solito gli ausiliari del traffico ci piazzano le multe, più precisamente subito accanto a quel cosetto di plastica che spruzza l’acqua sul parabrezza, proprio lì stava un gambero.

Un gambero arancione, uno di quelli che nei ristoranti fa bella mostra di sé in cima alle fritture miste o sul cucuzzolo della montagna di spaghetti allo scoglio. Aveva tutto di un gambero, aveva quelle antennine, la crosta arancione disarticolata che gli permette il movimento in acqua, le due perline nere sporgenti come occhi, le zampe disposte a raggiera sotto la pancia: era un gambero a tutti gli effetti e se ne stava lì, impossibile, sul parabrezza di una Golf verde petrolio. Morto, certo: non l’ho toccato, non ho idea se fosse cotto o cosa, ma di sicuro era morto. Volete che non sappia riconoscere un gambero morto da un gambero vivo?

Ho alzato gli occhi al cielo, tipo uno che ha appena pestato una cacca, come se in cielo, proprio sopra la Golf verde petrolio, potesse esserci, che ne so, una navicella spaziale a forma di gambero, oppure una nube gravida di uno di quei fenomeni meteorologici che ogni tanto si sentono al telegiornale in quei posti strani: tormenta di rospi ad El Paso. Epperò nel cielo sopra Roma, a parte un azzurro accecante e la pallina gialla del sole, non c’era niente.

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Categorie: Racconti, Società



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