Monthly Archive for Agosto, 2008

Personaggi che urlano per andare all’Isola

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Per non dimenticare.

Qualcosa mi sfugge

Qualcuno è in grado di spiegarmi con cognizione di causa e senza frasi fatte perchè riconoscere Abkhazia e Ossezia del Sud come stati indipendenti è un gesto irresponsabile mentre andare a fare una guerra di indipendenza in Kosovo è stato un "atto doveroso"?

La Crociata

Chiariamo: che si scannino pure a sangue, non mi interessa più di tanto. Sto aspettando la finale di pallanuoto femminile e quindi non ho molto da fare. Ma ora, miei compagni di viaggio nel mondo dei blog, fermiamoci un attimo. Gli Stati Uniti hanno attaccato l'Iraq (ok, è una delle mie solite metafore del cazzo). Breve riassunto della vicenda tramite link, che non mi va nemmeno di starvi a riassumere.
Il lancio del sasso. La reazione. Dagli all'untore. La ripercussione.
Ma non sono i post in se, che mi hanno lasciato un pò basito. Quanto i commenti. Leggeteveli tutti, si è scatenato un vero e proprio assalto contro un atollo. Una singola persona accerchiata da una schiera. E a me queste situazioni impari non mi sono mai state eccessivamente simpatiche. Mi si dirà: il suddetto atollo se l'è cercata, sfociando dal virtuale a insulti personali. Bene, se si sfocia dal virtuale, le questioni si sistemano nel reale. Non si alza su un polverone virtuale. Detto ciò, non avrei scritto questo inutile post, se non avessi letto queste ultime parole: E togliti dalle palle. Un post cazzuto, ma la conclusione mi ha fatto storcere il naso. Da dove si dovrebbe togliere? Dalle palle di chi? Viva il mondo dei blog, così tanto virtuale nel non prendersi sul serio.

Pensieri a margine di un’Olimpiade

Premetto che ho guardato quest'olimpiade come mai in vita mia: avere a fianco una ragazza maniaca per i giochi olimpici ha fatto di me un appassionato persino del taekwondo e delle bmx. Non fino al punto da svegliarmi di notte per seguire le gare (lei per una batteria della Pellegrini l'ha addirittura fatto i primi giorni) ma ogni giorno, complice delle ferie non ferie senza vacanze precise, ci siamo sorbiti dalle dieci alle quattro del pomeriggio un mix di sport che raramente si vede in tv. Devo ammettere che mi ha divertito, nonostante fino a un mese fa contemplassi nelle imprescindibilità sportive solo il binomio europeidicalcio-mondialidicalcio e dunque attendessi Sudafrica 2010 come se Pechino 2008 proprio non esistesse.

Tuttavia lasciatemi buttar giù qualche osservazione curiosa che proprio non ho capito guardando queste due settimane di varia umanità.
La prima riguarda la scherma: perchè mai ad ogni stoccata vincente le ragazze gridano come checche isteriche? Non c'è lo sforzo tipico del tennis (dove peraltro l'urlo è differente e ricorda invece un orgasmo) ma solo una tensione nervosa che si scarica e rende pressochè inevitabile ad ogni schermidora di lasciarsi andare a versi animaleschi. Non vi fa impressione?

La seconda è sul judo o sulla lotta greco romana. Davvero possibile che questi sport assegnino un vincitore spesso soltanto per penalizzazioni dell'avversario o per sorteggio, come nella finale di Mingozzi, dove se non era per un gesto incredibile a pochi secondi dal termine, avremmo perso l'oro per un puro sorteggio di palline colorate? L'idea non mi convince, non rende giustizia ad uno sport a prescindere, qualunque esso sia.

La terza ingenuità che ho da dire è sul tiro con l'arco. Perchè quel cappellino alla pescatora? Quello da baseball non va bene? Una berrettina ad uncinetto? Una visierina corta? Cosa c'entrano le trote con l'arco e le frecce?

Se vi siete stancati non leggete oltre, pian piano scadiamo nel ridicolo e si palesa la mia ignoranza sportiva, ma proprio non capisco perchè ad ogni cambio palla o punto nel beach volley (e non vorrei dire una fesseria anche nella pallavolo e altri sport di squadra) parte la musica? Mica un sottofondo, macchè, brani da hit parade degli ultimi anni noiosi e fuori luogo. Ma non distraggono gli atleti?

Infine un'altra curiosità che mi rode ancora più delle altre: perchè sul podio al momento degli inni gli atleti si girano di fianco orientandosi verso le bandiere? Non potrebbero piazzare le bandiere davanti al podio, o girare il podio in direzione delle bandiere?

Si, insomma, non facevo meglio a continuare a seguire solo il calcio?

Dove fermano i treni

Berlino HauptbahnofDi ritorno da un interrail in Germania, mi chiedo: ha ancora senso, in un'Europa rimpicciolita dai voli low-cost e dagli Erasmus, l'interrail in treno?

Prima di tutto è bene precisare che le modalità dell'interrail sono ormai state stravolte. Non esistono più le famigerate "zone" in cui veniva divisa l'Europa. Esistono sì i biglietti validi solo per un Paese, i cosidetti One Country, ma sono stati affiancati dalla modalità Global Pass, che consente di viaggiare in maniera indiscriminata in ogni stato europeo. La vera (e decisiva) differenza rispetto al mitologico passato, consiste nella quantità di giorni fruibili all'interno della validità del biglietto. Un tempo l'interrail durava tot giorni, durante i quali si poteva viaggiare sempre, oggi invece sono previsti un numero limitato di giorni in cui è possibile salire sui treni, all'interno dell'intervallo di validità. Esempio concreto: io ho acquistato il Global Pass di 10 giorni, e avevo a disposizione 5 giorni di viaggio. Questa limitazione ha soffocato il fattore forse più affascinante del viaggio in interrail: la possibilità di partire senza alcuna programmazione, e di cambiare idea riguardo alla propria rotta. Strutturato così invece, l'interrail a durata limitata ti costringe a pianificare comunque un punto di partenza e un punto di arrivo, ad affidarti di più alla programmazione e perdere il gusto di scegliere di giorno in giorno dove andare a posare il proprio zaino.

Oggi dunque è un interrail assolutamente meno romantico, e meno pioneristico. Ed anche più ostico, perchè ci sono un sacco di treni (specie i notturni e quelli a lunga percorrenza, dunque quelli privilegiati dagli interrailers) per cui è previsto un supplemento o l'obbligo di prenotazione. Viene da dire che economicamente convenga di gran lunga affidarsi a un low-cost che trascini le proprie pesanti chiappe direttamente sul posto scelto, e poi affidarsi a pullmann vari. Ma così diventa un'altra tipologia di viaggio, si perde completamente il senso del trasferimento, della fatica degli spostamenti e della casualità.

Attraverso i mille cavilli sulle offerte e sulle modalità di raggiungimento del confine, le ferrovie europee stanno cercando di affossare un'offerta dichiaramente anti-commerciale. Gli interrailers sono gente giovane, che parte col bagaglio più leggero possibile e ha in mente soprattutto camminare, vedere tanti posti, conoscere persone, ma soprattutto spendere il meno possibile. Non è un target appettibile, non sono (siamo) clienti che andranno poi a versare soldi nei posti che attraversano, perciò l'interrail è sempre più un'anomalia nel sistema, una voce minoritaria che non mi stupisco venga soppresso da qui a qualche anno. Eppure resiste, nel mio primo e finora unico interrail in Germania di poche settimane fa, ho incontrato viaggiatori (solitari e non) veneti, romani, altoatesini, bolognesi, siciliani, napoletane, e poi inglesi, spagnoli, catalani, francesi...
Resistono ed esistono, si abbeverano con il Jagermaister e si addormentano negli scompartimenti destinati ai bambini, e ognuno di loro è alle prese col proprio percorso fatto di capitali e borghi sconosciuti,  miscelato secondo guide Lonely Planet o semplici indici puntati a caso sull'atlante. L'interrail non è fatto per il turismo classico, o meglio, non solo. La prerogativa dell'interrail è innanzitutto quella di costruirsi un viaggio veramente su misura di sè: se si vuole saltare pasti e dormire sulle panchine, si è liberi di farlo, si è quasi "moralmente" autorizzati dall'avere in tasca quel biglietto. Allo stesso tempo, si può anche fare i turisti della democrazia che visitano musei e noleggiano bici. Diventa quasi un dettaglio dove ti trovi (anche se non è esattamente così, ma questa è un'altra storia...), diventa fondamentale il come ci arrivi e soprattutto con chi. Perchè sopportare 16 ore di treno per tornare da Berlino in Italia, quando sarebbero bastate appena 2 ore di volo? Finchè qualcuno troverà superfluo porsi una domanda del genere, l'interrail è giusto che continui a r-esistere.

Olimpiche emozioni (l’ho rubata dalla rai)

Quattro anni e molte vicissitudini dopo mi ritrovo nuovamente davanti alla televisione per seguire l'intera cerimonia di apertura delle Olimpiadi (voto 7).
Se ad Atene (9) ha prevalso la commozione questa volta per tutta la prima parte della cerimonia ha prevalso lo stupore per la coordinazione (10) quasi militare che ha caratterizzato le coreografie volte a ripercorrere per "fotografie" la storia e la cultura cinese.
Tuttavia quest'eccesso di precisione ha reso il complesso piuttosto freddino.

Nessuna contestazione di alcun tipo, non un capello fuori posto né un fischio a Hu Jintao (2) che se la godeva beato come niente fosse.
Eterna la sfilata delle delegazioni, retoricissimo il commento dei telecronisti RAI (6); un po' triste la sensazione che ogni singolo gesto fosse pilotato (5), dagli applausi alle delegazioni degli stati meno fortunati ai fasci di luce agitati ritmicamente da parte del pubblico.
Nel complesso la tanto decantata parte coreografica della cerimonia per quanto spettacolare a me è sembrata una dimostrazione forte, "bellica", di un regime (2) che in questo momento può parlare di "Cina del mondo" solo in virtù della potenza economica e numerica che rappresenta.
Leggendo qua e là peraltro mi sa tanto che i giornalisti inviati racconteranno concordi tutti la stessa pappardella (4), non che ne dubitassi ma speravo in qualche colpo di scena.
Da oggi il via alle gare che la sottoscritta seguirà compulsivamente immergendosi come ogni quattro anni nello spirito olimpico reso forse un po' meno olimpico dal contesto.

Buffet

Le migliori foto di LondraNote sparse su alcune cose curiose
trovate a Londra

Le migliori foto di Berlino Do not walk outside this area:
le foto di Berlino

Ciccsoft Resiste!Anche voi lo leggete:
guardate le vostre foto

Lost finale serie stagione 6Il vuoto dentro lontani dall'Isola:
Previously, on Lost

I migliori album degli anni ZeroL'inutile sondaggio:
i migliori album degli anni Zero

Camera Ciccsoft

Si comincia!

Spot

Vieni a ballare in Abruzzo

Fornace musicante

Cocapera: e sei protagonista

Dicono di noi

Più simpatico di uno scivolone della Regina Madre, più divertente di una rissa al pub. Thank you, Ciccsoft!
(The Times)

Una lieta sorpresa dal paese delle zanzare e della nebbia fitta. Con Ciccsoft L'Italia riacquista un posto di primo piano nell'Europa dei Grandi.
(Frankfurter Zeitung)

Il nuovo che avanza nel mondo dei blog, nonostante noi non ci abbiamo mai capito nulla.
(La Repubblica)

Quando li abbiamo visti davanti al nostro portone in Via Solferino, capimmo subito che sarebbero andati lontano. Poi infatti sono entrati.
(Il Corriere della Sera)

L'abbiam capito subito che di sport non capiscono una borsa, anzi un borsone. Meno male che non gli abbiamo aperto la porta!
(La Gazzetta dello Sport)

Vogliono fare giornalismo ma non sono minimamente all'altezza. Piuttosto che vadano a lavorare, ragazzetti pidocchiosi!
(Il Giornale)

Ci hanno riempito di tagliandi per vincere il concorso come Gruppo dell'anno. Ma chi si credono di essere?
(La Nuova Ferrara)

Giovani, belli e poveri. Cosa volere di più? Nell'Italia di Berlusconi un sito dinamico e irriverente si fa strada come può.
(Il Resto del Carlino)

Cagnazz è il Mickey Mouse dell'era moderna e le tavole dei Neuroni, arte pura.
Topolino)

Un sito dai mille risvolti, una miniera di informazioni, talvolta false, ma sicuramente ben raccontate.
(PC professionale)

Un altro blog è possibile.
(Diario)

Lunghissimo e talvolta confuso nella trama, offre numerosi spunti di interpretazione. Ottime scenografie grazie anche ai quadri del Dovigo.
(Ciak)

Scandalo! Nemmeno Selvaggia Lucarelli ha osato tanto!
(Novella duemila)

Indovinello
Sarebbe pur'esso un bel sito
da tanti ragazzi scavato
parecchio ci avevan trovato
dei resti di un tempo passato.
(La Settimana Enigmistica)

Troppo lento all'accensione. Però poi merita. Maial se merita!
(Elaborare)

I fighetti del pc della nostra generazione. Ma si bruceranno presto come tutti gli altri. Oh yes!
(Rolling Stone)

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