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Non troppo diversi!

Sti ungheresi!
L’avete mai vista una moto del genere?
Sedili rivestiti di pelle di bufalo e mucca, corna di bufalo che come due specchietti si proiettano verso l’esterno, volpe morta semi imbalsamata appiccicata sul retro, criniera di cavallo sempre sul retro, draghetto di metallo che fa da tubo di scappamento dalla cui bocca fuoriesce il fumo…peccato solo non aver visto il proprietario!

Sti milanesi!
Arrivo alla stazione di Lambrate, dopo aver preso lo shuttle bus che da Orio al Serio mi ha portato in città, e sento una signora in stile Platinette, che rivolgendosi a due ragazzi urla: “Ma come si dice in inglese Milano per me è tutta merda?” e i ragazzi “Non so signora l’inglese, se no glielo insegnerei!” e lei di nuovo “No perché ci sono gli americani la che entrano nel bar.e cosa parlano…l’inglese no? Ma io non lo conosco…no perché bisogna avvisarli…!”

Happy Birthday!

Venerdi sera Nory mi dà il mio regalo di compleanno, una scatola contenente dei sigari di alta qualità…da fumarsi nelle occasioni importanti, “to smoke in the important happenings”!
La sveglia suona alle 8, come mai? Nory dice: ”Simo, today we go to Vienna”. Ahh, surprise…così mentre mi infilavo I calzoni cercavo di rendermene conto. Prendiamo la macchina, Peugeot 206 verde metallico. 225 km di autopista, come la chiamano qua. Arriviamo alla frontiera, e mi rendo conto di una cosa…dò nell’occhio una cifra: ragazzo italiano, con piercing e pettinatura trendy guida macchina con targa ungherese in territorio austriaco, e per di più a lato ha una bionda! Fico! Mi piace farmi questi viaggi mentali! Insomma sono a Vienna, città in cui operò il famosissimo Adolf Loos (vi chiederete: chi è? Un architetto-designer) studiato per l’esame che purtroppo dovrò ristudiare! Loos House, Sartoria per uomo Knize, American Bar, sono alcune delle sue opere che sono riuscito a raggiungere! Non perdo tempo a dire le solite cose di Vienna, ma perdo tempo per un palazzo dell’arte, che consiglio di vedere almeno da fuori (clic sulla fotografia).
Il ritorno è un serpente di asfalto fino a raggiungere il bagliore che Budapest crea di notte…mi ritrovo nel letto, a dare la buona notte a Nory, e inizio a sognare…sogno di aver progettato un sistema di nervature d’acciaio fino a creare una colonna ad L strutturale, che poi applico nella realizzazione di una struttura di arrampicata artificiale, alta 28 metri che ospita alla base un negozio di cosmetici, integratori e pomate di ogni tipo…il tutto a Ferrara, surclassando così il piccolo Monodito! I giornalisti accorrono da tutta Italia, c’è l’inaugurazione con tanto di cerimonia e conferenza. Vengo presentato accompagnato da un mio quadro, “Composizione vitrea”, salgo sul palco esattamente vestito come lo ero a Vienna…poi il via alle danze….il tutto si conclude che fra microfoni e telecamere mi fumo il mio bel sigaro...

Di nuovo a Budapest!

Oggi nel giorno del mio compleanno mi ritrovo catapultato di nuovo in questa magnifica città. Ma come ogni mio viaggio dall'Italia a qua ho avuto un problema! Arrivato in aeroporto ungherese, mi fermano a quella che è la dogana, esaminano attentamente la mia carta d'identità e mi chiedono anche un altro documento - patente! "Si accomodi grazie"! Arriva un poliziotto di dogana che mi presenta un foglio prima in magyaro (si era sbagliato) poi in italiano e mi dice di compilarlo! Insomma, volevano provare la mia cittadinanza. 10 domande di cui ho letto solo le prime 5:

1 - Scrivere nome e cognome
2 - Scrivere in ordine cronologico data di nascita, luogo di nascita, data odierna (ma che caspita vuol dire?)
3 - Indicare cosa si intende per ultima pagina del documento e cosa per fotografia
4 - Mostrare che soldi si hanno nel passaporto e dirne il nome
5 - Disegnare una scala e un triangolo.

La cosa buffa è che l'ho compilato da solo e non sapevo a chi dire il nome dei soldi e a chi indicare la foto! Poi torna il poliziotto e gli dico guardi che c'è un errore, non vuole dire niente in ordine cronologico...."hehe...ok, you can go, szia!"

Here we go!

Porca miseria…quale migliore espressione per esprimere l’accaduto e il dispiacere che tutto questo stia finendo! Già, 5 mesi sono trascorsi e martedì 21 Giugno Simur il Grande…avrebbero detto gli antichi Romani…farà il suo ritorno in patria! Questa sera ci sarà l’ultima grande abbuffata, già, perché mia mamma e mio fratello, stanno arrivando a portare i rifornimenti alle legioni…cibo e ricordi di un passato che mi apparteneva, si perché al ritorno tutto sarà diverso, tutto sarà visto da occhi un pelo meno socchiusi…poi ci sarà Milano, ci sarà Ferrara, ci sarà quel mattone della facoltà, ci saranno gli amici veri e quelli finti…ma sarà veramente tutto diverso…nemtudom?
Insomma, le ultime grosse grasse risate ungheresi, gli ultimi sproloqui in lingua inglese…la lingua perfetta (per me e Gio la lingua perfetta rimane l’italiano) che tutti dovrebbero sapere, gli ultimi tentativi di capire l’ungherese…la lingua del Diavolo, gli ultimi locali, le ultime luci sul Danubio che alle 1.00 vanno a dormire per risvegliarsi alle 20.00…e gli ultimi post…tanti ricordi che come cicatrici hanno segnato il mio corpo, il mio pensiero!
La mia matita ha aggiunto un segmento alla linea della vita, probabilmente un segmento un po’ più spesso di tutti gli altri, o forse solo di un colore diverso…quella stessa matita ha scritto questo post per dire grazie a tutti voi che mi avete seguito, grazie agli amici trovati qui, grazie a Giovanni perché non potevo trovare miglior coinquilino, grazie anche ad Haike perchè ha fatto spanzare me e Giovanni, grazie agli amici rimasti a casa, che mi hanno sempre sostenuto nelle piccole difficoltà e che magari sono riusciti a passare di qui…grazie a Budapest e perché questo sia solo un arrivederci!   

Festa della Repubblica

Il 2 sera ho partecipato ad una delle cose più serie in assoluto…o per lo meno il contorno lo era: Io e Gio 3 minuti per decidere cosa indossare: “Giacca? No io non ce l’ho…camicia? Si quella si…ma dentro o fuori? Dentro è meglio…calzoni? Io ho solo i jeans…io pure…scarpe? Io ho solo le tennis…no io invece ho quelle prese con Roby…ok dai andiamo!”

Arriviamo un ora dopo (prima era solo su invito) davanti il centro culturale italiano, che funge da territorio italiano…parcheggiate di fronte macchine minacciose che mostravano sul muso bandierine tutte colorate a strisce….nooooooo…non mi, le macchine delle differenti ambasciate…


insomma davanti il portone una manciata di persone in giacca e cravatta…”andiamo bene”…entriamo ma sembrano non accorgersi dei nostri jeans…d’altronde potevamo sembrare dei fotografi(quindi artisti) che hanno l’ultima innovazione italiana: macchina professionale reflex con flash e 200 di zoom dimensione taschino! Insomma entriamo…corridoio, sui lati devo ancora capire se per arredamento o utilità…delle ragazze che distribuivano i cd della banda che aveva suonato in precedenza! Poi il salone…bello, imponente, corredato di fiori…ma queste cose sono state notate solo alla fine perchè all’inizio l’unica cosa che ci ha catturato l’attenzione erano i banconi pieni di cibo…tutte specialità italiane: formaggi, salumi e melone, grana (perché il grana non è un formaggio, è qualcosa di più!), salami, mozzarelle…ahhh…bufalaaaa…ahhh…pasta, dolci, gelato…cosa? Gelato? O focca la bindella! Tutti elegantissimi…chi con lo strumento perché aveva appena suonato, chi con la divisa di qualche carica militare, che si atteggiava con petto in fuori e pancia ancora più in fuori…ragazze bellissime con uomini bruttissimi e vecchissimi…ma quanto ti paga? Poi finalmente qualche conoscente…che bello! Ma voi come fate a conoscervi? Con grande imbarazzo dici fra i denti:”bè da quando sono qui ho sempre un po’ frequentato il centro culturale…”(ma in realtà sarebbe stato: “bè andiamo sempre a giocare a calcetto assieme, siamo un gran numero di italiani, lui gioca in difesa e io in attacco…”). Bene, bene!

Insomma io e Gio decidiamo che è legittimo…non si sa per cosa, forse solo perché è la nostra festa come italiani, iniziare ad abbuffarci! C’è molta gente in coda attorno ai banconi…chi parla italiano chi ci prova perché magari non era stato invitato e allora è il minimo per sentirsi parte della festa, qualche moglie parla con qualche collega del dolce far niente…e poi dal fondo della fila, come un inno si stacca una voce di qualcuno che voleva sgattaiolare avanti: “Guardate che dietro ci sono le donne nude!” …chiunque sia stato… grande! Qualcuno che è davanti passa il piatto dietro alla moglie, figlia, zia, cugina…ma insomma…ma…ma è ungherese…bastardo impari proprio le cose più furbe da noi! Però hai ancora molto da imparare sullo stile! Insomma, arriviamo anche noi due al bancone! 1-2-3-4 piatti…ormai siamo un po’ pieni e decidiamo di andare verso il bere allora! Lungo la strada(10 metri che però sicuramente triplicano per circumnavigare i gruppi di persone intenti a parlare fra una fetta di crudo e un boccone di melone!), incrociamo un tipo…alto…tutto ingellato…ci conosce…ma chi è? Si avvicina al nostro orecchio e ci dice.”ma dai ho giocato giovedì in attacco nella squadra avversaria!” Ahh adesso mi ricordo! “Sapete, è pieno di belle ragazze (noooo guarda non ce ne eravamo accorti, grazie per avercelo detto), pensate che stavo parlando con una violinista, guardate quella la! Ma dove è finita? Cavolo pensate che ho lasciata sola lei per salutare voi! (bravo cazzone!)” Finalmente il vino…rosso e bianco, poi ancora bianco e rosso…a proposito: “Gio guarda che noi dobbiamo andare, abbiamo la partita!” …ci accingiamo all’uscita, e ci saltano all’occhio i particolari detti in precedenza! “Ciao, ma siete italiani?” “chi cosa, dove?” In poche parole due ragazze che se vedi fuori esclami: ”che gnocche” o “calde” come direbbe mio fratello, ma li ti trattieni ed esclami: “carinee”! Anna italiana e Linda ungherese, fra quella texture di persone blu avevano scelto di conoscere noi…forse perché appunto non eravamo blu, forse perché giovani e aitanti, forse non lo abbiamo capito! Vino? Si grazie, ma voi che fate? Ah erasmus, bello! Noi lavoriamo qui all’ambasciata! Ti lascio il numero così ci sentiamo! Ma vaiiii ma vieniii ma chi siamo! Insomma tutti contenti e un po’ alticci andiamo a giocare a pallone, arriviamo in ritardo per un motivo valido, a me gira la testa, ma faccio due goals, vinciamo e andiamo a letto!

Weekend nel Parco Nazionale

lupo.jpgQuesti ultimi giorni sono stati passati in maniera abbastanza tranquilla…da bravi ragazzi diciamo: studio, lezioni, progetti. In questo mese poi ci siamo accorti di un fatto curioso: Budapest è divisa in 12 quartieri, come 12 sono i mesi dell’anno, quindi ad ogni quartiere è assegnato un mese in cui tutti coloro che in casa hanno oggetti vecchi e che non usano più hanno il permesso di accatastarli lungo i larghi marciapiedi; questo mese toccava al nostro quartiere, quindi sembrava un immensa discarica e tutti in giro con carretti, camioncini, o semplicemente famigliari a tirare su quanto possibile. Certo gran parte della roba era rotta, però era divertente vedere come gli homeless si accaparravano i cumuli, uno rimaneva sempre seduto di fronte, gli altri si davano i turni per portare via la roba, quindi ogni cosa nuova che veniva aggiunta a quel cumulo era inizialmente di principio loro, poi se a loro no interessava allora ti lasciavano guardare.


Io e Giovanni non volevamo essere da meno e ci siamo messi alla ricerca di qualcosa! Abbiamo trovato inizialmente una sedia con le ruote, poi una signora ci ha fermato lungo la strada e chiesto se gliela davamo…certo, sicuramente serviva più a lei! Poi abbiamo portato a casa una cassa panca, uno sgabello, dei cappelli e dei poster…insomma abbiamo abbellito la casa! Una sorta di riciclo primordiale! Contenti del nostro bottino abbiamo iniziato anche ad organizzare un'altra uscita fuori porta per il weekend! Io, Giovanni e Jens(il ragazzo tedesco) abbiamo preso la cartina e ci siamo diretti verso il monte Csòvànyos. Inizialmente col treno che ci ha portato molto fuori Budapest, nella vera Ungheria, fatta di paesini che crescono lungo il binario, unico collegamento col resto del mondo, strade non asfaltate, bambini che guardano il treno divertiti e nonni che tirano su l’acqua dal pozzo. Dal treno scendiamo a Diòsjeno, inizia il tour…due ore di cammino e raggiungiamo la cima: 938 metri, certo viene da ridere se pensiamo alle altezze Alpine e se consideriamo che questo è il secondo monte più alto dell’Ungheria…ma chi si accontenta gode! Sulla cima una torre con scala a pioli interna…tutto per portare lo sguardo più in alto della fitta vegetazione fino a vedere l’incredibile: distese di vegetazione incontaminata e più in là ancora campi coltivati che acquistano colorazioni giallastre! Ok è giunto il momento di trovare un posto per la notte, notte che si prospetta lunga poiché il cielo si sta annuvolando e più in basso un cartello che indica la presenza di lupi e linci. Troviamo un prato, posto ideale per posizionare la tenda(verde ad igloo per 2-3 persone) e per avere un minimo controllo dell’intorno! Ormai sono le 17.30 e non passa più nessuno, è ora di accendere il fuoco…raccogliamo le pietre e la legna, un po’ di paglia e fuoco fu! Tiriamo fuori salsicce, carne, patate e birra, ci tagliamo dei rametti con cui facciamo gli spiedi, avvolgiamo le patate nella carta stagnola…dopo mezzora il primo giro di carne e di patate è pronto…siamo stati seduti a mangiare per tre ore, intanto la sera calava, le nuvole coprivano le stelle, ma la luna ogni tanto timidamente si faceva vedere…nella notte mi è sembrato di vedere 4 occhi brillare alla luce della pila, ma questa è un'altra storia, poiché neanche io so dire se gli ho visti veramente o no! Ci mettiamo in tenda, un po’ strettini ma ci stiamo, la pioggia inizia a ticchettare sulla tenda, e vi assicuro niente di più fastidioso…io ricevo qualche gomitata da Gio, poverino gli ronfavo nell’orecchio…insomma, poco sonno ma tanta eccitazione, l’idea che attorno a noi tanti diversi animali si domandavano chi siamo, da dove arrivavamo, e nel frattempo si organizzavano per trovare riparo dal temporale! Sveglia alle 7.00, pane e nutella e di nuovo in marcia, ci aspettavano 15 km per scendere dall’altro versante. Una nebbiolina avvolgeva la tenda, l’erba ancora si teneva stretta quella sottile pellicola d’acqua, noi silenziosi e un pelo infreddoliti camminavamo con la consapevolezza di essere gli unici homi più o meno sapiens a quell’ora nel Parco! Camminiamo per un oretta e all’improvviso davanti ci troviamo un cinghiale, enorme, pelo lungo e scuro…ci guarda per qualche istante e poi si mette a correre via più veloce che può…poverino chissà che brutta impressione gli abbiamo fatto! Qualche metro più in basso qualcosa di giallo si muove…gialla e nera una salamandra lunga come una mano cammina sulle foglie…di salamandre ne vedremo lungo tutto il percorso, di grandi e di piccole, poi a valle la pensione: Salamandra Panzio! Insomma dopo 4 ore di cammino arriviamo a valle dove prendiamo prima il pullman e poi il treno fino a Budapest…arriviamo a casa, doccia, 90° minuto e poi a letto.
È lunedì mattina, la sveglia suona alle 5.30…si parte per andare in giornata a Bratislava. Agi la ragazza ungherese di Giovanni ci aspetta già in stazione, noi da bravi italiani arriviamo all’ultimo giusti per prendere il treno! Arrivati la iniziamo a girare, decidiamo di andare prima al Castello…dall’alto una visione allucinante ci assale…si vede il Danubio, un ponte estremamente comunista e oltre una schiera di grattacieli tutti uguali…sembrava la tipica scenda di una città del futuro in un film…un ponte di raccordo con la città degli schiavi, palazzi costituiti da celle in cui questi poveri operai lavoravano tutto il giorno. Poi per fortuna arriviamo al centro…la nostra visione cambia radicalmente! Piccole vie in ciottoli, fontane e alberi fanno da contorno a casette con l’intonaco colorato e un pelo invecchiato, molti turisti e pochi cittadini che probabilmente osservano il tutto dalle finestre e se la ridono sotto i baffi! Alle 17.20 l’abbiamo già girata tutta e rendiamo il treno del ritorno…a me e Gio dalle 21.00 alle 22.30 ci aspetta una partita contro gli ungheresi! Molto combattuta ma perso di due goals!

Espatrio

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La vita qui continua, fra un'uscita e l'altra, qualcuno abbandona i corsi all'università, qualcuno torna nella città natale, qualcuno come me continua a prestare una minima attenzione ai corsi e ai divertimenti. Nel frattempo il sole è sempre più frequente, le fontane sono state riaperte, i fiori sono sbocciati, i ragazzi riprendono gli sport all'aperto e i parchi brulicano di più o meno giovani, con cani, biciclette, palloni, fidanzati e fidanzate. Ma la cosa più importante è che questo periodo sta venendo caratterizzato dall'arrivo a Budapest dei primi amici dall'Italia. Andrea di ferrara, detto anche "cotica" è stato il primo di una lista non ben definita, è arrivato e se ne è andato, ma in 5 giorni è riuscito a lasciare il suo segno in questa grande città dell'Est. Ora è qui con noi Roberto da Milano, forse da voi meglio conosciuto come RDS, compagno di numerose avventure universitarie e non. Qui per distrarsi dall'intensa vita milanese è rimasto colpito dai particolari e contrasti di questa città, quei segni che in pochi scorgono, ben lontani dall'occhio delle numerose scolaresche italiane che stanno invadendo le strade di cui credevamo esserci appropriati...si perchè li riconosci subito, belli spavaldi, hanno i più grandi sun glasses d'Europa, scansiscono le belle ragazze ungheresi ed escono con frasi del tipo "A gnocca!!", e queste professoresse che invano cercano di educarli, senza insistere troppo però, se no si sente "A professoree ma che merda è!?".

Oggi splende il sole, fa caldo, Roberto sta visitando la chiesa di Mattia e Giovanni è in facoltà. Questa città vi aspetta ese venite mi raccomando niente occhiali da sole, è bello anche guardare come splendi il sole in una città dell'Est! Chissà se un giorno scriverò dell'arrivo a Budapest dei Sig. Ciccsoft!? 

The coming back

Già, come ogni anno arriva la Pasqua e le sue vacanze...quindi io mi sto preparando a lasciare questa spoglia città per raggiungere la fiorita Italia...ho visto il bollettino meteo e sembra che venerdi faccia pioggia...per lo meno nella mia cittadina...va bè, aspetterò con pazienza il sole!
Chissà che effetto farà tornare...arrivare a Bergamo, passare per Milano...città dei 3 anni e mezzo di università...e arrivare nella nostalgica Ferrara...chissà chi ci sarà in stazione ad aspettarmi...chissà se qualcuno si ricorda che sono partito e mi fa la festa perchè sono tornato...
Chissà...! Se ti aspetti tanto e trovi poco, sei triste...se ti aspetti poco e trovi tanto sei felice...felicità e tristezza, due sentimenti che hanno in mezzo mille sfumature, questo è il bello, questa è la vita!

Europe 1848

Martedì 15 Marzo in Ungheria è stata festa nazionale, scuole chiuse, ipermercati chiusi, bandiere verdi bianche e rosse lungo le strade, feste e sfilate per strada e molti eventi quali recite, commedie teatrali, concerti musicali. In questa bellissima giornata di folclore io, Giovanni, Francesco (29 anni che ha trovato la ragazza ungherese e che ha il progetto di rimanere qui a vivere) e Michele (27 anni, qui già da tre anni, sta facendo il tirocinio e sta insegnando Italiano al dipartimento di Italianistica, docente anche di Giovanni) abbiamo lavorato, divertendoci e partecipando attivamente alla festa!
Tùndi ragazza 22enne ungherese di nascita, ha vissuto un po’ in Germania e un po’ in Ungheria, conosce bene l’Italiano e quindi col tempo è entrata in contatto con Michele e poi è diventata amica di tutti, da un po’ di anni si è dedicata al teatro e ultimamente ha scritto una commedia di 20 minuti. È entrata in contatto con il dipartimento di lingua tedesca, ha presentato il proprio progetto e hanno deciso di realizzarlo…io cosa centro in tutto questo? Tùndi ci ha chiesto di vestirci con vestiti dell’800, trovati in teatro, e di andare la mattina in giro a fare volantinaggio per sponsorizzare l’evento! Perché noi 4? Perché sostiene che gli italiani essendo molto simpatici e molto apprezzati in Ungheria siano molto più convincenti…ma non è finito, ci ha anche chiesto di entrare nella commedia nelle battute iniziali…il nostro ruolo era fare la gente che canta in tedesco e parla in tedesco…tedesco? Ma non lo sappiamo! Non fa niente! Siete simpatici e quello è l’importante!
Bene! Alle 10 del mattino eravamo in teatro, un'oretta di prove e poi fuori vestiti da rivoluzionari con 2000 locandine e la chitarra di Giovanni…la giornata è bellissima, sotto quei vestiti si inizia a sudare…iniziamo a cantare e suonare ed è pazzesco come la gente arrivi da tutte le parti a chiedere le locandine…1 ora ed erano tutte finite…quindi decidiamo di andare a fare un po’ i vacanzieri, mangiamo qualche piatto tipico…e poi una fotografa ci ferma, ci vuole scattare delle foto per Metro…poi altri due fotografi, non so per che giornale! Alle 14 torniamo in teatro, un'altra oretta di prove e poi lo spettacolo delle 15, la gente non è tanta, più che altro amici, ma siamo tutti applauditissimi…ah già…la commedia si intitola Europa 1848, l’anno è quello della rivoluzione tedesca, quindi la commedia inizia con noi che siamo in quel periodo e gridiamo rivoluzione, nella scena è presente anche un fantasma che assiste e scrive una melodia musicale; la scena poi si sposta nell’epoca moderna in cui tre ragazze stanno preparando la maturità e la loro tesina è appunto sulla Rivoluzione, fanno molta fatica a trovare materiale, ma il fantasma che aveva assistito a tutto va in loro aiuto!
L’altra rappresentazione è alle 17…alle 18 è finito tutto e l’organizzazione ci offre da bere a noi attori e a tutto lo staff tecnico. Volete sapere quanto abbiamo guadagnato a testa noi attori italiani? 2000 fiorini per la rappresentazione teatrale e 10000 fiorini per il volantinaggio…totale in euro: 48!
La giornata è stata stancante, però veramente una bellissima esperienza…e chissà, magari ci chiamano per qualche altra rappresentazione…in effetti siamo veramente simpatici, eravamo gli unici a far casino dietro le quinte!

Esztergom by bike

Io e Giovanni abbiamo deciso di partire domenica per raggiungere Esztergon, città a nord dell’Ungheria, al confine con la Slovacchia, confine segnato dal Danubio ed un ponte che unisce i due Paesi. Partiamo alle 10 del mattino con le nostre mountain-bike…la prima giornata di primavera…seguiamo tutto un percorso ciclabile che ci accompagna per 20 km fino a Szantaindrè, paesino degli artisti, situato su una collina, domina il Danubio! Paese ampiamente paragonabile come bellezza ai più bei paesi italiani! Tagliamo dentro per le colline e raggiungiamo una cima a 500 metri di altezza, è pieno di neve e la strada è percorribile seguendo solo i solchi lasciati dalle ruote delle macchine. La salita è stata snervante, la temperatura inizia ad abbassarsi e cade qualche goccia di pioggia…poi la discesa è ancora peggio, le ruote alzano l’acqua, e alla velocità di 40 all’ora io non mi sento più le dita, inizio a tremare…poi per fortuna arriviamo a valle, e si riinizia a pedalare, pian piano ci scaldiamo, ormai sono le 17…ecco si vede la cupola della Basilica! Dopo 5 ore di marcia siamo arrivati, stanchissimi ma contentissimi! Troviamo una stanza con bagno e TV a 12 euro. Non abbiamo vestiti con noi se non la tuta che fa anche da pigiama…la indossiamo e ci andiamo al ristorante…siamo i primi ciclisti-turisti dell’anno! Poi in camera guardiamo Chievo – Juventus…0 – 1! La mattina la sveglia suona alle 7, Giovanni essendo meno allenato si sveglia tutto indolenzito, io per fortuna l’unico dolore che ho è al sedere! Giro per la cittadina e attraversamento del ponte per arrivare in Slovacchia, di la niente se non una chiesa e una via piena di negozi…alle 9 ripartiamo, questa volta il tragitto consiste nel seguire il Danubio…sosta a Viszegrad e poi ancora a Szantandrè! Alle 16 dopo altre 4 ore di marcia arriviamo a Budapest! 8.28 ore di marcia, 153.55 km, 15.1 km/h di media, 47.0 km/h di massima, tanta stanchezza, dolore al sedere, ginocchio di Giovanni dolorante, faccia abbronzata, tanta soddisfazione!
Siamo gli eroi degli altri ragazzi erasmus!

Buffet

Le migliori foto di LondraNote sparse su alcune cose curiose
trovate a Londra

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le foto di Berlino

Ciccsoft Resiste!Anche voi lo leggete:
guardate le vostre foto

Lost finale serie stagione 6Il vuoto dentro lontani dall'Isola:
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I migliori album degli anni ZeroL'inutile sondaggio:
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Camera Ciccsoft

Si comincia!

Spot

Vieni a ballare in Abruzzo

Fornace musicante

Cocapera: e sei protagonista

Dicono di noi

Più simpatico di uno scivolone della Regina Madre, più divertente di una rissa al pub. Thank you, Ciccsoft!
(The Times)

Una lieta sorpresa dal paese delle zanzare e della nebbia fitta. Con Ciccsoft L'Italia riacquista un posto di primo piano nell'Europa dei Grandi.
(Frankfurter Zeitung)

Il nuovo che avanza nel mondo dei blog, nonostante noi non ci abbiamo mai capito nulla.
(La Repubblica)

Quando li abbiamo visti davanti al nostro portone in Via Solferino, capimmo subito che sarebbero andati lontano. Poi infatti sono entrati.
(Il Corriere della Sera)

L'abbiam capito subito che di sport non capiscono una borsa, anzi un borsone. Meno male che non gli abbiamo aperto la porta!
(La Gazzetta dello Sport)

Vogliono fare giornalismo ma non sono minimamente all'altezza. Piuttosto che vadano a lavorare, ragazzetti pidocchiosi!
(Il Giornale)

Ci hanno riempito di tagliandi per vincere il concorso come Gruppo dell'anno. Ma chi si credono di essere?
(La Nuova Ferrara)

Giovani, belli e poveri. Cosa volere di più? Nell'Italia di Berlusconi un sito dinamico e irriverente si fa strada come può.
(Il Resto del Carlino)

Cagnazz è il Mickey Mouse dell'era moderna e le tavole dei Neuroni, arte pura.
Topolino)

Un sito dai mille risvolti, una miniera di informazioni, talvolta false, ma sicuramente ben raccontate.
(PC professionale)

Un altro blog è possibile.
(Diario)

Lunghissimo e talvolta confuso nella trama, offre numerosi spunti di interpretazione. Ottime scenografie grazie anche ai quadri del Dovigo.
(Ciak)

Scandalo! Nemmeno Selvaggia Lucarelli ha osato tanto!
(Novella duemila)

Indovinello
Sarebbe pur'esso un bel sito
da tanti ragazzi scavato
parecchio ci avevan trovato
dei resti di un tempo passato.
(La Settimana Enigmistica)

Troppo lento all'accensione. Però poi merita. Maial se merita!
(Elaborare)

I fighetti del pc della nostra generazione. Ma si bruceranno presto come tutti gli altri. Oh yes!
(Rolling Stone)