Archivio mensile di agosto, 2005

Tsunami sto paio

“Questo è il nostro tsunami”
Infatti anche in Indonesia sono stati avvertiti in anticipo dell’arrivo dell’onda. Già, si si. Ipocriti.

“La vendetta dell’acqua sugli uomini e sui loro presuntuosi progetti, l’acqua caduta dal cielo, spinta dal mare, tracimata dai laghi, dalle paludi e dal fiume, si distende come un sudario”
Qualcuno non firmò il protocollo di Kyoto, ma accidenti, fatico a ricordare chi fosse.

Categorie: Politica

Oltre al danno la beffa

Leggo che Ann Coulter è stata licenziata dal giornale in cui lavora. Oltre al danno la beffa: per la “Fallaci d’oltre oceano”, che diventò famosa dichiarando: «Dobbiamo invadere i paesi musulmani, uccidere i loro leader e convertirli al Cristianesimo», e che è una sostenitrice di GW Bush, le Google Ads propongono bandierine anti Bush e spille contro la guerra.

Categorie: Segnalazioni

Director’s cut VS Original movie

Noleggiate un dvd, non avete mai visto quel film e potete tenerlo solo poche ore. Nel menu principale vi si pone la scelta: guardare il film originale di venti, trent’anni fa, oppure il Director’s cut come è finalmente uscito da poco per gli appassionati di quella pellicola. Come vi comportate?
La domanda, buttata li ad amici mezz’ora fa, ha scatenato un’interessante dibattito che qui ripropongo. Il film è l’opera per come è realmente uscita nelle sale, come l’hanno vista migliaia di spettatori e come l’hanno conosciuta per anni, o quella che era nella mente del regista all’epoca e che i tagli della produzione hanno limato? Intendendo non solo i tagli di censura ma in particolar modo quelli quasi superflui che non hanno alterato la trama e che il regista stesso all’epoca ha deciso di scartare perchè quasi ridondanti.
Qual è da considerarsi il film originale, l’arte concepita dal regista e mai uscita al cinema, oppure la versione che ha circolato con eventuali tagli annessi?

Categorie: Cinema

Si comincia

Dicono che la 62° Mostra del cinema di Venezia sarà blindatissima.
Se non doveste avere mie notizie nelle prossime settimane sappiate che probabilmente sarò deceduta per mano di un cecchino mentre sgattaiolavo da una delle numerosissime entrate non controllate del palazzo del Cinema onde evitare le code abissali riservate ai comuni mortali che non conoscono tutti i trucchetti di ogni Palazzo.
Nel caso in cui sopravvivessi alla mia sfrontatezza e qualcuno di voi dovesse trovarsi nel ridente Lido si possono prendere accordi per un aperitivo in Terrazza Martini.

Ah. Vincerà un italiano.
Credetemi.

Categorie: Cinema

Serie A (come gridano a Genova)


Visto
che siamo tutti troppo impegnati per permetterci di vedere 120 minuti di
riepilogo dei gol quando un tempo ce la cavavamo con molto molto meno (e senza
troppi spot), abbiamo chiesto ad un’esperta di calcio di seguire la trasmissione
di Bonolis per noi. L’abbiamo pagata in noccioline come Dumbo, ma possiamo
permetterci anche di più, che si sappia. Ecco il Grande Calcio, come l’ha visto
Fran.

In fin dei conti era difficile. In fin dei conti era la sua puntata zero (che
con la prima di campionato…). Vi pare, povero… gli hanno dato "soltanto due
ore da sessanta minuti", eh… è come arrivare la sera a casa e non aver detto
alla mamma di aver portato sessanta amici a cena. Mica si erano preparati, e poi
lui lo fa per un tozzo di pane.
Incipit di Bonolis, ricorda Paolo Valenti e il fu novantesimominuto.
Che era meglio, non parlo della tristezza immonda del giornalismo rai degli
ultimi anni… parlo del novantesimo di quando ero piccina e lo seguiva mio
nonno, quello con Sposini tra gli inviati. Più bello, meno ricco di mezzi di
fondi.
Serie A dei milioni di euro invece con la sua grafica nerazzurra e il suo
conduttore nerazzurro iniziano in una scenografia che lo scenografo avrà pensato
fosse geniale: una finta gradinata con delle bandiere buttate qua e là in modo
finto disordinato. Bonolis si presenta accanto a una bandiera nerazzurra
(strano), cerco di individuare se ci sia scritto un 14 sopra, ma vengo attratta
dal look finto disinvolto del presentatore che tenta di dare una parvenza di
informalità alla conduzione.
Paolone si inerpica in citazioni di Nereo Rocco, in congiunzioni, in frizzi e
lazzi che mi fanno pensare alla pubblicità occulta del nuovo inserto del
Corriere sulla letteratura. Ma no, è Bonolis… è normale.
Mentre mi chiedo chi abbia giocato oggi mi domando anche se avessi girato su un
canale tematico a caso dove si chiedesse a Mancini se fosse meglio la lampada o
l’autoabbronzante. Di calcio se ne parla molto a livello filosofico, Bonolis
arriva a chiedere cosa ne pensino le radio romane (nota fonte di giornalismo
superpartes) del rapporto di Cassano con la Roma.
Fino a quel momento pensavo che fosse Controcampo travestito da Domenica in, ora
mi chiedevo perchè ci si dovesse anche biscardizzare un po’. Ma nessuno si
accavalla e forse parte un servizio. Ah, il Milan ha pareggiato? Sembrava il
solito servizio di studioaperto sul maltempo, almeno dalle inquadrature.
Inviati sono arrivati da Controcampo… che almeno una volta che partiva il
treno dei servizi avevi la fortuna di non vedere. Sì, vabbè che la Sanipoli a
fare le interviste a Totti c’entrava quanto un tubo ("Franci, allora oggi hai
segnato…") però vedere che l’impiegato del catasto viene abbagliato dai
riflettori e suda come un prosciutto all’equatore di fronte alla telecamera…
beh, fa un po’ pena.
La Vanali viene messa nel loggione accanto a un computer. A che serviva
sbandierare la sua partecipazione se poi fa tappezzeria?
Forse l’unica cosa un po’ simpatica e che vivacizza una trasmissione il cui
target sembra la casalinga che vuole ribellarsi al marito che le rinfaccia di
non capire nulla di lui e del calcio è l’anticipo visto da due tifosi uips:
Masini, che mostra mezzo petto ma non ostenta catenone d’oro da truzzo, e
Vergassola. Esperimento godibile.
Ultimo quarto d’ora con i Gialappi, che ho trovato migliorati rispetto alle
ultime performances (o sarà perchè la trasmissione mi aveva talmente avvizzito
robe che non ho e quindi può essere che mi siano sembrati molto bravi?).
Gialappa’s in piena forma mai dire gol dei vecchi tempi, insistono sul Genoa e
il Preziosigate, evidenziano che tra oratori e calciatori a volte ci sono
differenze e le dichiarazioni profetiche dei prepartita. Sì, come ai vecchi
tempi…
Alla fine i lisci nella più antica tradizione gialappiana.
No, si pensava di aver finito. Parte il treno dei gol condensati commentati da
D’Aguanno… dov’è il tasto mute?
Io resisto ancora senza Sky, forse.

Categorie: Sport, Tv

Orgoglio Mediaset

Hanno
ingaggiato niente meno che Capello per promuovere la svolta epocale (?) di
questa stagione calcistica, ovvero i diritti in chiaro della Serie A su Mediaset.
Tutti se la meritano, recita lo spot in onda in questi giorni. Forse ci
meritiamo anche lo strabordante orgoglio che tracima persino nei tiggì, dove non
passa edizione in cui spacciano un promo come servizio sportivo, confezionato
con le immagini della campagna pubblicitaria e parole entusiastiche. Forse una
tv commerciale si può permettere l’invasione di campo da parte della campagna
promozionale di quello che viene spacciato come un evento quando in realtà 90°
minuto, nelle ultime stagioni, se lo filavano ormai in pochi. Forse dovremmo
smetterla di considerare i telegiornali come spazio per l’informazione, pure.

Categorie: Sport, Tv

Per colpa di Mediaset

Caro Enrico Varriale, nessuno parla di te e di quello che probabilmente stai soffrendo. Tutti a parlare della teledomenica di Bonolis, della Ventura, perfino di Pippo Baudo e nessuno che pensa alla tua delusione professionale.

Continua a leggere ‘Per colpa di Mediaset’

Categorie: Tv

Devastazione senza limiti!!!

Cominciamo la nuova stagione con la carta che avrei dovuto mostrare fin dall’inzio…
E’ di tipo "blogland" perchè è l’unico modo per dare il template da simil-terra (chi ne sa di magic penso capirà…)

Categorie: Mondo blog

Don’t call me baby

La grafica è sempre quella a cui siamo abituati con gmail, pulita e senza fronzoli, adatta a girare anche su pc di dieci anni fa. Non ha niente di più (e qualcosa di meno per il momento) di Skype, ma sarà inevitabilmente destinato a rimpiazzarlo perchè si sa che se le cose le fa Gugol sono tres chic e assolutamente da avere.
Comoda inoltre la funzione di notifier per Gmail. Un alert comparirà ad ogni email ricevuta e con un clic potremo leggere il messaggio in tutta semplicità. Iscrivervi? Macchè, non mi dite che non avete una gmail?
Gugoltolk, il giocattolo blogger dell’autunno. Abbiatelo.

P.S. Qualora lo vogliate mi trovate qui: zioego[at]gmail.com.

Categorie: Segnalazioni

Bignami: estate 2005

Constatate le temperature quasi autunnali, nonchè il rientro in massa degli italiani sempre meno vacanzieri possiamo iniziare a tracciare un piccolo riassunto dell’estate duemilacinque. Estate che ricorderemo anche per questo:

I tormentoni musicali. Senza ombra di dubbio, lo scettro va a (Tanto)3 di Jovanotti, canticchiata e conosciuta da tutti da Courmayeur a Pantelleria, alla faccia della leggera estate dei Negramaro e di quei buontemponi dei Negrita che hanno rotolato a sud per il Brasile. Di questi tempi, avere un tormentone estivo chiaro ed univoco è già qualcosa.

Sudoku. Impossibile trovare persona che non sia stata contagiata dalla più meravigliosa "febbre" enigmistica studiata a tavolino che si possa ricordare. Le edicole sono piene di nuove riviste specializzate, le librerie rigurgitano libri sull’argomento, in ogni dove c’è un matematico che gongola e un logico che compila caselline. Gli italiani si riscoprono amanti dei numeri piuttosto che delle belle donne. Durerà?

I braccialettini LiveStrong. Di ogni colore possibile, purchè portato in coppia con un altro e con inciso ogni tipo di scritta. Si passa da quelli a sostegno della pace a quelli per la lotta al tumore, da quelli Nike a quelli del bagno 25 di Riccione, l’importante è che ci sia scritto qualcosa e sia in quella deliziosa gommina tirapeli del braccio. Basta robacce tribali o braccialettini dei marocchini. Chi non l’ha è decisamente "out".

Infradito. Intramontabili monumenti della scomodità, icona del vero fighetto da spiaggia che non li toglie mai, nemmeno per andare al ristorante di lusso con la propria partner ingioiellata. Supertrendy gli Havajanas, con o senza la bandierina brasiliana incastonata nella gomma, l’importante è spendere quei 15-20 euro per due solette di caucciù che all’Ipercoop vengono 2 euro e cinquanta a dir tanto.

Aperitivo cena fuori. Immancabile il rito dell’aperitivo in spiaggia o sul lungomare ormai affermatosi un po’ dappertutto. Dalle sei alle dieci di sera la gara è a chi riesce a mangiare di più insieme ad un cocktail alla frutta trancia-intestino. A seguire cena fuori, dove lei prenderà un’insalatina leggera poichè satolla degli stuzzichini già inglobati. La trovata 2005 è l’aperitivo in piscina, come nel 2004 e pure prima, solo stavolta si sta direttamente dentro l’acqua. Con l’infradito e il braccialettino, ovvio.

Costumi da bagno. Decisamente poco di nuovo da registrare. Per favore facciamo sparire in fretta quegli orrendi boxer a fiori bianchi hawahiani su sfondo blu o rosso. Dopo tre anni possiamo pure rivedere il concetto di "bello", no?

Maltempo. Da nord a sud, a ferragosto gli ombrelli erano aperti, con buona pace di metereologi e giornalisti, che fino all’ultimo hanno taciuto l’orrenda verità d’accordo con gli albergatori disperati. Meno incendi del solito dunque e inevitabilmente bellissime montagne verdi marcella bella.

Città piene. Il trend turistico è negativo e i prezzi alle stelle così ci si arrangia come può. L’estate 2005 gli italiani l’hanno passata a casa, con qualche gita fuori porta e con i condizionatori accesi. Qualcuno ha visitato la propria città scoprendone scorci incantevoli, qualcuno ha organizzato tornei di tresette in cortile, tutti più o meno hanno consumato N volte prosciutto e melone mentre le cicale cantavano beate in mezzo ai campi gravidi di granturco. Tutti inoltre hanno guardato la tv nella fascia preserale e vi hanno trovato Pupo sorridente.

Tv. Pupo corteggiato dalla Rai. Pupo personaggio tv dell’estate. Pupo. Non serve aggiungere altro.

Caos campionato di calcio. Immancabile come ogni anno. Leggermente più tranquillo almeno sotto il piano dei diritti tv, si parte tra pochi giorni come se niente fosse. Per fortuna a riempire le pagine dei giornali ci ha pensato il Genoa, tra valigette piene di soldi e mirrorclimbing a suon di avvocati. Nel marasma di calcio estivo (criptato) emerge una squadra come sempre: l’Inter. Anche quest’estate, ebbene si, pare sia il loro anno buono.

Categorie: Società

Welcome

Benvenuti su Ciccsoft, il blog dimenticato dai bloggers.
Welcome on Ciccsoft, a useless blog.

P.s.: per gli italiani le cose vanno sempre addolcite…

Categorie: Segnalazioni

You can take a picture of something you see


Anche se si è scritto poco (è da vedere…) non significa che non si abbia almeno fotografato molto.

Categorie: Segnalazioni

Mantra

Ripeti a voce alta: non organizzerò mai più una cena a casa di altri, non organizzerò mai più una cena a casa di altri, non organizzerò mai più una cena a casa di altri, non organizzerò mai più una cena a casa di altri, non organizzerò mai più una cena a casa di altri, non organizzerò mai più una cena a casa di altri…

Categorie: Personale

Il vecchio che avanza

L’estate calcistica ha servito il suo ormai classico menu groggy a base di sentenze di tribunali e cassonetti bruciati nella notte, trofei pieni di effimere bollicine e regolamenti bistrattati. Il tifoso è paonazzo e boccheggia, quando va bene, altri si dicono disgustati e nostalgici e cedono l’onore delle armi al Calcio Moderno. Quest’anno per la prima volta non si sentirà alla domenica pomeriggio l’adorabile sigletta di 90° Minuto, inno di una stagione calcistico-sportiva popolata da personaggi improvvisati ma fedeli alla linea di giornalisti vetusti, col riporto e quei nomi stranieri così difficili da pronunciare. Non so e non voglio nemmeno immaginare come i fanciulli di oggi si rapportino a questo calcio paramilitare e in evidente stato di overdose, ma io che ho fatto in tempo ad assaporare l’ultimo calcio in un certo senso romantico, quello degli anni ‘80, riconosco il sapore da fast food che ricorre in questo fetido andazzo che nessuno pare voler fermare. Prima o poi, forse, chi sta dietro alle testate giornalistiche, alle federazioni e alle società, capirà che il tifoso smarrito fa molta attenzione ai dettagli, unica àncora per rimanere aggrappati a questa palla di finti lustrini di plastica che puzza molto di più di quella gloriosa di stracci. Sono i dettagli come l’erba fresca e appena tagliata, il giovane della Primavera che fa il suo esordio in prima squadra, la squadra del quartiere in serie A, l’articolo che parla di tattica e non di moviola, e potrei andare avanti per ore. Gemme ormai rare da preservare, perchè quando tutto imploderà, da lì ripartirà la ricostruzione. Ieri sera si celebrava la diciottesima edizione di un torneo moderno, tale Supercoppa Tim, e il tutto è andato in onda su una rete televisiva appena nata. Sportitalia è gratuita, in netta controtendenza con la regola che ormai per vedere qualcosa in televisione bisogna pagare (chi l’ha decisa questa infamia?), è già questo è un dettaglio che sa di antico. Il dettaglio della serata di ieri è che la telecronaca era affidata esclusivamente a una voce soltanto, col solo sporadico contributo di una giornalista a bordo campo. Un dettaglio, per l’appunto, che a cascata fa ramentare tutti gli altri. Una volta non c’era bisogno di aldiserena o vincenzidamico vari a sottolineare ogni passaggio di gioco. C’era una, ammaliante voce sicura, che fosse Martellini o Pizzul, e non avevano bisogno di "commenti tecnici" per accompagnarci nell’evento, ci entravamo da soli in loro compagnia. Sportitalia punta sulle immagini e sui scarni risultati, senza aggiungere altro, nel tentativo di intercettare quegli sportivi paonazzi e obesi di sport moderno. Non so se basteranno i dettagli per scrollarci di dosso il pallone gonfiato.
Categorie: Sport

Bellezza

Noi sereni e semplici o cupi ed acidi,
noi puri e candidi o un po’ colpevoli
per voglie che ardono:
noi cerchiamo la bellezza ovunque.

Mi sono riempito gli occhi di bellezza, ed è stordente. Mi sono ricordato di quanta imperfezione esiste in quelli che la osservano. Fa quasi paura, la bellezza, per la sua perfezione. Come quando sulle montagne russe arrivi in cima alla salita e in quel momento in cui resti sospeso osservi il panorama intorno. La Bellezza è opprimente, poi ti rischiaccia al suolo come la forza di gravità. Ti inchioda a tutte le imperfezioni che ti si sbattono in faccia durante la discesa del trenino. E’ un’imperatrice eterea e insinuante a cui altro non possiamo fare che inchinarci e portarle un rispetto quasi timoroso. Ogni velleità di rivoluzione viene placata, perchè la Bellezza è sorda e cieca. Non si riesce nemmeno a rimpiangerla o desiderarla, quando è assente, perchè è immanente. Una nebbia che ci inebetisce, un colossale allucinogeno.

Quante storie per una scogliera a picco sul mare e uno sciame di pupe da storia che non finiva più.

 
Categorie: Personale



Chiudi
Invia e-mail